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19 Dicembre 2019

Allineatori trasparenti e comportamenti poco chiari, in USA ed in Australia si indaga

In Australia sotto accusa le pretazioni che non sarebbero necessarie e gli accordi tra aziende e dentisti, mentre in USA sono le aziende produttrici a citare l’Ordine


Reduce da una citazione in giudizio in USA contro la dirigenza californiana,  SmilDirectClub ritorna ad essere protagonista della cronaca per un’inchiesta  sulle modalità di commercializzazione degli allineatori adottate e sulla loro strategia espansiva sui mercati  internazionali. l’Ordine degli Odontoiatri della California dall’altro lato è stato a sua volta messo sotto accusa per aver avviato una sistematica campagna contro i “negozi” di SmileDirectClub. 

Dall’australiano Sidney Morning Herald si apprende intanto che è stata avviata un’indagine dagli ispettori ministeriali non solo sulla società, ma su due Aziende impegnate nella vendita diretta di allineatori e su un’altra azienda produttrice. Un nucleo speciale antireato dell’AHPRA (Australian Health Practitioner  Regulation Agency) sta compiendo un‘indagine su Invisalign Australia, SmileDirectClub, EZ Smile e Wonder Smile. Tra tutte, Invisalign è l’unica in cui allineatori debbano essere prescritti da un dentista o ortodontista. Le altre società inviano ai loro clienti dei kit con allineatori trattati a distanza da professionisti al soldo dell’Azienda. 

L’Agenzia sta cercando di veder chiaro sull’abitudine di Invisalign di praticare degli sconti a dentisti di loro elezione per la vendita di un gran numero di allineatori senza spartire coi i loro clienti il minor prezzo pagato. Gli ispettori hanno il fondato sospetto che ai clienti vengano propinati prodotti non necessari. Istituti di vigilanza come l’AHPRA e l’Australia's Therapeutic Goods Administration stanno prendendo in esame anche i comportamenti di molti  influencer sui social media che, contravvenendo all’AHPRA's Health Practitioner Regulation National Law e all’Australia's Therapeutic Goods Advertising Code propongono allineatori ai loro numerosi seguaci senza rivelare i benefici derivanti dalla promozione e senza curarsi di violare, in tal modo, la legge. 

E’ opinione diffusa che gli allineatori siano così diffusi grazie agli influencer e a alcune celebrità, come Bill Eilish che si toglie gli apparecchi durante la ripresa di “Bad guy”, suo successo numero uno. Peccato però che i tanti seguaci non riflettano che ogni volta che uno compera un prodotto vantato dall’influencer, il seguace spende e l’influencer ci guadagna. Le inchieste in corso in Australia sono tuttavia poca cosa rispetto a quanto sta avvenendo negli Stati Uniti, da dove provengono numerose le notizie riguardanti SmileDirectClub. 

Come detto in precedenza, l’Azienda ha presentato ricorso (il 16 ottobre) contro l’Ordine della California, accusandolo di aver intenzionalmente cercato di ostacolare lo sviluppo degli allineatori trasparenti. L’accusa più grave riguardava il comportamento di Joseph Tippins, investigatore al servizio dell’Ordine, il quale in uno dei punti vendita della SmileDirectClub cercava di dissuadere gli acquirenti il kit sottolineando le inchieste in corso a carico dell’Azienda come se fossero state effettuate dalla polizia ed esibendo egli stesso un distintivo simile.

Tutto questo, sottolineava il ricorso, mentre i clienti erano in attesa di sottoporsi alla panoramica. Nel suo ricorso la SmileDirectClub contesta l’autorità dell’Ordine di poter sindacare sulla qualità dei servizi resi dall’Azienda, non costituendo essi affatto esercizio della professione. Sui suoi veicoli promozionali (Smile Buses) l’Azienda non fa altro infatti che scannerizzare e spedire le lastre ai medici incaricati di seguire il caso.

Il ricorso presentato in California, del tutto simile a quello (sempre contro l’Ordine) presentato in Alabama e in Georgia, segue a circa una settimana dall’approvazione in California di una legge, giudicata all’avanguardia e appoggiata dai legali dell’ADA (American Dental Association) per offrire una maggior protezione ai pazienti sottoposti a cure ortodontiche eseguite da Aziende del tipo SmileDirectClub.

Un provvedimento contestato in quanto ritenuto un ostacolo allo sviluppo tecnologico e causa di ulteriore  ostacoli a chi fa già fatica a sostenere il costo delle cure.Le vicissitudini legali non frenano la corsa dell’Azienda, la quale, visti i positivi risultati dello sbarco a luglio, nel Regno Unito, conferma  in un comunicato, di voler portare la sua “Odontoiatria a distanza” anche in Irlanda.
Il primo “Smile shop” è stato inaugurato a Dublino il 23 ottobre, un altro a Cork, il giorno dopo, con l’invito ai futuri clienti a visitarli e a ordinare, via mail, un campione del tanto contestato kit.      

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di Norberto Maccagno


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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