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16 Gennaio 2020

Tangenti Regione Lombardia per i service odontoiatrici: emesse le condanne

L’imprenditrice Canegrati condannata a 12 anni, pene minori per gli altri imputati. Il sen. Rizzi e l’odontoiatra Longo avevano già patteggiato

Nor. Mac.

Il nome dell’operazione era “Smile” e nel febbraio 2016 portò in carcere 19 persone tra cuil’imprenditrice Maria Paola Canegrati, l’ex presidente della commissione Sanità in Regione per la Lega, Fabio Rizzi, e con il “consulente” l’odontoiatra milanese Mario Longo. L’accusa aver attivato una rete di tangenti e irregolarità per favorire le gare di appalto per l’odontoiatria pubblica dal 2010 ad 2016 premiando i service odontoiatrici dell’imprenditrice milanese.
Se per il senatore Rizzi e l’odontoiatra Longo la vicenda si è chiusa qualche anno fa con il patteggiamento a due anni di reclusione, la Canegrati si era vista negare questa possibilità (aveva chiesto un patteggiamento di 4 anni), dovendo continuare il procedimento giudiziario che si è chiuso ieri, nel tribunale di Monza, con la condanna a dodici anni per associazione a delinquere, corruzione e turbativa d’asta. “Pena più alta della richiesta a dieci anni e sette mesi della Procura di Monza”, fa notare la stampa locale.Tribunale che oltre alla Canegrati ha condannato a 4 anni di reclusione il dirigente di odontoiatria al Policlinico di Milano Giorgio Alessandrì e il presidente del consiglio d’amministrazione di Elledent Giuseppe Nachiero e, ad un anno e 4 mesi per abuso di ufficio (con la sospensione condizionale e la non menzione solo per omessa segnalazione) il supervisore del servizio di odontoiatria dell’ex Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate Stefano Garatti. Assolto invece il commercialista bergamasco Giancarlo Marchetti, accusato di essere il “braccio destro” della Canegrati.  

Se il tribunale ha giudicato ammissibile la richiesta danni avanzata dalla Regione Lombardia ha invece respinto quelle richieste dall’Ordine provinciale dei medici e chirurghi odontoiatri di Milano, dal Codacons e dall'associazione nazionale "Articolo 32" che si occupa di tutela dai danni alla salute dei cittadini.  

I guai giudiziari della donna, peraltro, non si esauriscono con la vicenda definita ieri dai giudici monzesi di primo grado. Secondo la stampa locale “Lady Sorriso” è coinvolta anche “nel filone bis dell’inchiesta, relativo ad altri presunti reati di bancarotta e di natura fiscale. In questa tranche, attualmente pendente davanti al Gup, l’imprenditrice della Servicedent avrebbe già raggiunto l’accordo per il patteggiamento, dopo aver risarcito il danno all’Erario”.  

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