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23 Gennaio 2020

Il SUSO cambia look ma rimane fedele alla sua storia

Il Consiglio Nazionale SUSO ha deliberato di rinnovare grafica e simboli del logo del Sindacato


Novità “estetica” ma non solo quella presentata in questi giorni dal Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia (SUSO) che dopo 43 anni rinnova il look del suo simbolo grafico. 

“Non è stato semplice conciliare la nostra storia e la nostra tradizione con il desiderio di rinnovare un simbolo ormai storico”, spiega il presidente SUSO Gianvito Chiarello

“Per questo motivo abbiamo lavorato molto, con l'obiettivo di non stravolgere nulla adottando gli stessi colori e gli elementi grafici preesistenti, valorizzando maggiormente il profilo umano, punto di partenza di un'osservazione attenta del paziente per compiere una diagnosi specifica e peculiare, finalizzata alla terapia individualizzata, secondo le riconosciute. linee guida ma soprattutto secondo il vissuto e l'esperienza professionale dello specialista”. 

Nato 43 anni fa insieme al Sindacato degli Ortognatodontisti, oggi il logo che rappresenta SUSO cambia la sua connotazione grafica pur mantenendo i simboli della nostra storia: 

  • Il cefalogramma e l’acronimo che sintetizza gli elementi che caratterizzano il nostro sodalizio; 
  • Sindacato, perché ci occupiamo di tematiche lavorative pertinenti alla nostra disciplina; 
  • Specialità, termine proposto dal prof. Adolfo Ferro, che attiene alla branca e a chi la esercita in modo altamente qualificato; 
  • Ortognatodonzia, all'epoca un neologismo coniato dal prof. Pietro Bracco e che a distanza di 8 lustri oggi finalmente trova corrispondenza nel nuovo Nomenclatore Tariffario FNOMCeO, dove SUSO ha chiesto ed ottenuto che il Termine Ortognatodonzia sostituisse quello più limitato di Ortodonzia.  


“Questo cambiamento – conclude il presidente Chiarello – va incontro alle aspettative della professione e soddisfa le direttive della nostra attività sindacale, improntate su difesa e valorizzazione della diagnosi come elemento peculiare della professione, senza quale non ci può essere terapia”.  

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