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23 Gennaio 2020

Solo il 18% di medici e dentisti ha già inviato i dati al STS

C’è tempo fino al 31 gennaio, la FNOMCeO sollecita gli iscritti. Quest’anno è la prima volta degli igienisti dentali. Queste le sanzioni per ritardatari e inadempienti 


Forse i medici e gli odontoiatri preferiscono arrivare all’ultimo secondo ed entro la scadenza invieranno i dati delle fatture emesse al STS. Ma come negli anni precedenti l’Ispettorato Generale per la Spesa Sociale (Igespes) della Ragioneria Generale dello Stato si preoccupa e scrive alla FNOMCeO segnalando che al 20 gennaio 2020 solo il 18% medici iscritti agli Albi ha provveduto all’invio dei dati delle fattore emesse al Sistema Tessera Sanitaria per il 730 precompilato. Se volgiamo c’è un aspetto positivo: nello stesso periodo del 2017 la percentuale di invii era del 16%. 

A darne informazione è la FNOMCeO, attraverso una nota del presidente Filippo Anelli ai presidenti OMCeO e CAO, con la quale li invita “a sollecitare i medici e gli odontoiatri all’invio dei dati nei termini previsti alla normativa vigente”.


Scadenza 

Entro venerdì 31 gennaio 2020 i soggetti esercenti prestazioni sanitarie previsti, dovranno trasmettere al Sistema Tessera Sanitaria (STS) i dati delle fatture emesse (o stornate) ai propri pazienti per le prestazioni effettuate nel 2019. Oltre agli odontoiatri, i collaboratori che fatturano direttamente al paziente, gli studi associati, le società odontoiatriche, per la prima volta dovranno inviare i dati entro la scadenza prevista anche gli igienisti dentali che fatturano direttamente al paziente. 
Non sono da inviare i dati delle fatture per i quali il paziente ha comunicato l’opposizione all’invio. A questo link un nostro approfondimento sul tema con la guida per la compilazione ed i consigli per i pazienti che si oppongo all'invio.


Sanzioni

Sul fronte sanzioni la norma prevede che "in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione dei dati di cui ai commi 3 e 4 si applica la sanzione di euro 100 per ogni comunicazione, in deroga a quanto previsto dall'articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, con un massimo di euro 50.000.  Nei casi di errata comunicazione dei dati la sanzione non si applica se la trasmissione dei dati corretti è effettuata entro i cinque giorni successivi alla scadenza, ovvero, in caso di segnalazione da parte dell'Agenzia delle Entrate, entro i cinque successivi alla segnalazione stessa. Se la comunicazione è correttamente trasmessa entro sessanta giorni dalla scadenza prevista, la sanzione è ridotta a un terzo con un massimo di euro 20.000". 

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