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27 Marzo 2020

I professionisti della salute alla UE: garantite la salute degli operatori

Statement delle organizzazioni europee delle professioni sanitarie in cui si chiede all’Europa di tutelare chi è è in prima linea contro Covid-19


Dodici organizzazioni europee rappresentative delle professioni sanitarie coinvolte nella lotta contro il Covid-19, tra le quali il CED in rappresentanza dei dentisti, si sono incontrate per valutare la situazione attuale in Europa ed elencare i bisogni essenziali per affrontare la peggiore crisi sanitaria che l’Unione Europea abbia mai affrontato, con oltre 300.000 casi ad oggi di COVID-19 nel territorio dell’UE e nel Regno Unito. 

Tutte le organizzazioni dei professionisti sanitari, si legge nel documento sottoscritto da tutti i presidenti, condividono le stesse preoccupazioni in merito alla mancanza di dispositivi di protezione individuale (DPI) in quasi tutti gli Stati membri.

“Si denuncia, inoltre, la scarsa disponibilità di attrezzature mediche, quali respiratori e macchine ECMO”.“Vi è urgente necessità di maggiori risorse per garantire un livello adeguato di personale, disponibilità di DPI e dispositivi medici.

È, pertanto, essenziale collaborare per monitorare e sostenere gli sforzi dei governi nazionali e della Commissione europea per garantire che le attrezzature mediche e i medicinali necessari per il trattamento dei pazienti COVID-19 siano resi disponibili per i paesi in situazioni critiche. Deve essere priorità dell’Unione europea garantire che tutti gli Stati membri uniscano le risorse e armonizzino i protocolli di prevenzione per garantire la protezione delle vite umane”. 

Tra le richieste avanzate anche quella di “aumentare la capacità dei test, in modo che tutto il personale impegnato negli ospedali e sul territorio abbia la possibilità di essere sottoposto al test per il Corona virus, ove appropriato”. 

“Anche in tempi di crisi –evidenziano le organizzazioni dei professionisti della salute europee- devono essere garantite condizioni di lavoro adeguate. Il personale deve avere pause e turni di riposo, per poter continuare a lavorare in quella che potrebbe essere una crisi globale a lungo termine. Lavorare in tali condizioni ha un impatto sulla salute psicologica del personale ed è necessario predisporre anche servizi di supporto adeguati”. 

Le organizzazioni europee chiedono, infine, alla Commissione Europea di aprire un dialogo con gli operatori sanitari europei per condividere esperienze e migliori pratiche in tutta Europa e garantire che le misure di sostegno della Commissione si concentrino sulle priorità operative sul campo.  

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