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29 Aprile 2020

Covid-19: al via in Piemonte i test sul personale sanitario, ma i dentisti sono esclusi

I presidenti CAO scrivono all’Assessore Iardi: ancora una volta si tenta di fare discriminazione all'interno della classe medica 


Via libera della Giunta regionale a un piano di screening che verifichi, mediante l'effettuazione di test immunometrici IgG semiquantitativi, la risposta immunitaria nei confronti del Coronavirus del personale del Servizio sanitario, dei medici specialisti ambulatoriali, degli operatori del 118 che operano nel Servizio sanitario regionale e dei medici convenzionati (medici di base, guardie mediche e pediatri di libera scelta). 

“Dagli esiti di questa indagine – spiega sul sito della Regione Piemonte l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi - contiamo di ottenere preziose indicazioni per la ripianificazione delle misure di contenimento dell’epidemia e della conseguente attività ospedaliera e territoriale”. Decisione quella di non contemplare gli odontoiatri tra i professionisti sanitari coinvolti nel test che non piace ai presidenti CAO piemontesi. Attraverso una lettera congiunta inviata all’assessore alla Sanità Icardi, i presidenti CAO si dichiarano “profondamente stupiti ed indignati dallo scoprire che ancora una volta si tenti di fare discriminazione all'interno della classe medica e vengano assunte decisioni che se sicuramente possono rispondere egregiamente al soddisfacimento di esigenze sindacali o politiche, cozzano però contro concetti di epidemiologia assolutamente elementari, che dovrebbero far parte del bagaglio di ogni medico”.   

Presidenti CAO che fanno notare che, siccome l’obiettivo dichiarato della Regione con il test e quello di effettuare uno studio sul virus, questo può essere perseguito solo se vi sarà “la massima inclusività delle categorie coinvolte, partendo da una individuazione precisa delle aree di maggior rischio ed esposizione” e proprio per questo, ribadiscono i presdiente CAO “non può assolutamente escludere tutto il mondo della libera professione, che rappresenta una parte importantissima della sanità piemontese e che spesso si trova ad operare in situazioni meno protette di altre; in particolare, praticamente tutta l'assistenza odontoiatrica è di competenza del settore privato”. 

Presidenti CAO che ricordano, anche, come “le caratteristiche stesse delle prestazioni, l'odontoiatria, ma anche l'otorinolaringoiatria e l'oculistica sono in assoluto le specialità più esposte alla possibilità di contagio, dovendo confrontarsi con la popolazione generale come e più di altre categorie mediche; sono presenti capillarmente su tutto il territorio, e non possono prescindere da un diretto contatto con il paziente potenzialmente infetto”. 

 Nota che si conclude ricordando come gli odontoiatri piemontesi abbiano limitato la propria attività sin da subito l’inizio dell’emergenza, e come nei prossimi giorni riprenderanno l’attività abituale andando “incontro come il loro personale ad un rischio aumentato esponenzialmente”, aggravato dalla difficoltà di riacquistare quei DPI che nella fase di emergenza avevano regalato ai colleghi di medicina generale, ospedalieri ed alle Rsa che en risultavano prive.

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