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29 Maggio 2020

50 crediti ECM agli operatori sanitari che hanno lavorato durante l’emergenza

Lo prevede il Decreto Scuola approvato al Sentato. Sarà la Commissione ECM a chiarire le modalità di accesso per i liberi professionisti 

Nor. Mac.

Un emendamento inserito nel Decreto Scuola che ha visto il via libera del Senato ieri con 148 voti favorevoli e 77 contrari, che passa ora alla Camera per l'approvazione definitiva, anche quello proposto dal Sentore Maurizio Campari (del gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione) che concede 50 crediti ECM per tutti gli operatori sanitari, odontoiatri inclusi, che “in occasione dell’emergenza da COVID-19, abbiano continuato a svolgere la propria attività professionale”.

Nel testo non è indicato cosa si intende per aver svolto la propria attività professionale e soprattutto come deve essere dimostrarlo, indicazione determiniate non certo per i dipendenti del SSN o atre strutture sanitarie pubbliche o private ma per i liberi professionisti.

Sarà certamente uno dei temi dei quali ci occuperemo nella prossima riunione della Commissione Nazionale Formazione Continua”, dice ad Odontoaitrai33 Alessandro Nisio, componente della CAO nazionale e della Commissione Nazionale ECM.

Sul tema interviene con una nota il presidente FNOMCeO Filippo Anelli che trova “giusto prevedere come già acquisiti i 50 crediti previsti, per l’anno 2020, dal programma di Educazione Continua in Medicina, qualora i professionisti della salute abbiano portato avanti la loro attività durante l’emergenza Covid-19. È un doveroso riconoscimento per il lavoro prezioso dei medici e di tutti gli operatori sanitari che, impegnati nella lotta contro il nuovo virus, hanno fatto dell’attività professionale la loro stessa fonte di aggiornamento”.

Purtroppo –sottolinea il presidente Anelli- probabilmente per un mero errore materiale, sono state ricomprese nel provvedimento soltanto le professioni sanitarie menzionate nella legge del 1992 che istituiva l’obbligo ECM: medici e odontoiatri, infermieri, farmacisti, veterinari – precisa Anelli -. Oggi, tuttavia, rientrano nell’ECM anche tutte le professioni sanitarie istituite con la Legge 3/2018: Ostetriche, Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione, Chimici, Fisici, Biologi e Psicologi”, tra i quali gli Igienisti Dentali aggiungiamo noi.

Tutti i professionisti sanitari hanno contribuito all’emergenza Covid-19, in condizioni non sempre di piena sicurezza, mettendo a rischio la loro incolumità", spiega. "Lo dimostrano, purtroppo, i quasi 30mila operatori sanitari contagiati, i 165 medici, 40 infermieri, 15 farmacisti e le 2 ostetriche che hanno perso la vita per portare avanti il loro lavoro”. “Escluderli da questo provvedimento sarebbe ingiusto, oltre che deleterio per l’uniformità del sistema ECM”.

Il nostro Servizio Sanitario Nazionale –conclude il presidente FNOMCeO- si poggia sul contributo sinergico delle diverse e peculiari competenze di tutti i professionisti della Salute, ed è necessario che tutte queste competenze siano armoniosamente e di pari passo sviluppate con la formazione e con l’aggiornamento continuo. Chiediamo perciò al Parlamento un correttivo del provvedimento, al fine di includervi tutte le professioni sanitarie”. 


Questo il testo del provvedimento.


2-ter. I 50 crediti da acquisire, per l’anno 2020, da medici, odon- toiatri, infermieri e farmacisti in qualità di dipendenti delle aziende ospe- daliere, delle università, delle unità sanitarie locali e delle strutture sani- tarie private accreditate o come liberi professionisti, attraverso l’attività di formazione continua in medicina (ECM), che costituisce requisito indi- spensabile per svolgere attività professionale, come disposto dall’articolo 16-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244, si intendono già maturati da coloro che, in occa- sione dell’emergenza da COVID-19, abbiano continuato a svolgere la propria attività professionale »;   

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