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09 Giugno 2020

CAO La Spezia impugna davanti al TAR l’autorizzazione sanitaria di un Centro odontoiatrico

Carenza dei requisiti igienico sanitari, autorizzazione rilasciata ad un soggetto non autorizzabile e carenza dei requisiti del direttore sanitario tra le eccezioni contestate

Nor. Mac.

Continua il lavoro della CAO di La Spezia nella verifica del corretto esercizio dell’attività odontoiatrica da parte delle società di capitale attive nell’ambito provinciale.Questa volta sotto le lente della CAO finisce l’autorizzazione sanitaria concessa ad una Srl odontoiatrica attiva all’interno di un centro commerciale della zona. 

La CAO provinciale ha impugnato nel dicembre scorso davanti al Tar l’autorizzazione sanitaria rilasciata dal Comune Regione ed ASL nel novembre scorso in quanto, da indagini autonomamente svolte dalla CAO, sarebbero emerse “rilevanti difformità rispetto alla vigente normativa, tali da impedire il legittimo rilascio dell’autorizzazione di che trattasi, in particolare sotto il profilo igienico-sanitario”. 

In sintesi sono 4 i motivi per cui la CAO di La Spezia ha sollevato davanti al TAR la non correttezza dell’autorizzazione sanitaria:

1. L’autorizzazione è stata rilasciata ad un soggetto non autorizzabile, in quanto società non StP che svolge attività esattamente replicante quella riservata agli iscritti all’Albo.

2. Carenza dei requisiti igienico-sanitari, in riferimento agli aspetti di areazione ed illuminazione.

3. Non aver considerato il parametro del fabbisogno complessivo.

4. Carenza dei requisiti, per l’assunzione del ruolo funzionale di Direttore Sanitario, in capo al medico odontoiatra incaricato a tale ruolo. 

Il 27 marzo scorso i Giudici del TAR hanno esaminato il ricorso decidendo di richiedere all’ASL la documentazione circa il ricorrere dei requisiti di illuminazione e ventilazione richiesti. 

Si tratta di una decisione importante –commenta il presidente CAO La Spezia Sandro Sanvenerosotto un duplice aspetto. In primis pare che venga superato l'eccezione di ‘difetto di legittimazione’, cioè che venga riconosciuta la possibilità, per la CAO di ‘sindacare’ l'atto autorizzativo rilasciato da Regione/Comune/ASL. Inoltre, probabilmente, i Giudici hanno giudicato pertinenti le nostre osservazioni ritenendo non sufficiente la documentazione presentata per giudicare l’unico aspetto tecnico (quello igienico-sanitario) che contestiamo. Sugli altri aspetti, che riguardano questioni prettamente giuridiche, i Giudici non si sono ancora espressi, ma siamo fiduciosi che l'interpretazione che abbiamo fornito del complesso quadro normativo, sia quella corretta". 

La decisione è stata rimandata a novembre 2020.  

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