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12 Giugno 2020

Vicenda Dentix. ANCOD: disponibili a prendere in carico i pazienti senza fare spendere ulteriori soldi

Cohen: “pronti al dialogo con le Istituzioni per minimizzare l’impatto negativo sui pazienti consentendo la continuità delle cure. Grave sfruttare la situazione per screditare il settore”

Nor. Mac.

“Noi ci siamo. Siamo qui”. A dirlo è ANCOD, tornando a prendere le distanze dalla vicenda Dentix, sottolineando come tutte le strutture associate ad ANCOD (DentalPro, Primo, Caredent, Vitaldent, HDental, Dentalcoop, Veradent), hanno già riaperto regolarmente.   “Noi rappresentiamo gruppi seri e solidi, diffidiamo dunque chiunque screditi un settore intero in ragione di una singola crisi aziendale”, dichiara attraverso un comunicato stampa il presidente ANCOD Michel Cohen (nella foto) aggiungendo che nessuno è “legittimato a screditare a priori anche chi, come gli associati ANCOD, opera seriamente e con estrema professionalità tutti i giorni”.    

“In questi giorni – dichiara Raffaele Abbattista, Direttore Generale ANCOD – a quasi un mese dalla ripartenza, apprendiamo dalla stampa e dai Social della imminente crisi che sta investendo il gruppo Dentix in Italia e i suoi 50 centri odontoiatrici, distribuiti su tutto il territorio nazionale. A parte l’iniziale sgomento, ci siamo da subito attivati per capire l’entità delle difficoltà, non essendo DENTIX un nostro associato, e soprattutto stiamo cercando di capire come poter essere utili al fine di tutelare la salute dei pazienti. Inutile sottolineare che per noi, prima delle polemiche sul settore, vi è la piena e ferma volontà di sostenere i pazienti e le cure, poiché questo è nel DNA di ogni gruppo associato ANCOD”.  

Modalità di aiuto spiegata dal presidente di ANCOD Michel Cohen che informa sulla disponibilità dei Centri associati di prendersi in cura i pazienti di Dentix con i finanziamenti già attivati. La proposta annunciata dal presidente ANCOND è quella di offrire la possibilità ai pazienti di Dentix che lo vorranno, di chiudere i contratti di finanziamento con Dentix ed attivarli con una delle catene associate ad ANCOD lasciando intatto il rapporto con la finanziaria senza dover pagare altri soldi.  

“Per consentire la continuità delle cure a questi pazienti -dice ad Odontoiatria33 il presidente Cohen- i Centri associati d ANCOD, unitamente ai medici che vi collaborano, si sono resi disponibili pur prevedendo una perdita o al massimo una copertura dei costi, su queste cure, visto che la finanziaria ha già pagato il precedente finanziamento. Ovviamente è una libera scelta del paziente, e se la struttura in oggetto riaprisse, noi saremmo i primi ad esserne felici. Lo facciamo per la reputazione del mercato e per far capire alle Istituzioni la valenza dei Gruppi organizzati in casi come questi”.          

Cohen che rispedisce al mittente le critiche verso i finanziamenti per le cure odontoiatriche. “I finanziamenti -dice- sono un sistema fondamentale per consentire a tutti di effettuare cure: anche a coloro che prima non potevano accedervi; inoltre consentono piena emersione in un settore pervaso dal sommerso”.  

Sugli eventuali rischi, il presidente ANCOD ricorda come la legge tutela chi attiva finanziamenti grazie al art. 125 del Tub, “pertanto i pazienti con finanziamenti sono i più tutelati”.  

In merito alle proposte avanzate da Federconsumatori, Cohen le bolla come “battaglie di retroguardia, a difesa della vecchia corporazione che ha sempre vessato i pazienti con prezzi alti e nessuna garanzia, come confermato, tra l’altro, dalle diverse posizioni di altre Associazioni di consumatori. Non si capisce, poi, in che modo singoli medici, a dir poco meno solidi sul fronte delle capacità di investimento, possano garantire attrezzature moderne e trattamenti di qualità solamente associandosi in STP”. “Appare evidente -continua- che per alzare la qualità delle cure e soprattutto per garantirle a tutti, servano investimenti e alleanze tra odontoiatri e investitori. Non si capisce, infine, in che modo odontoiatri senza esperienze manageriali possano gestire aziende e strutture importanti. Tutto ciò non toglie che, con riferimento a singole situazioni di crisi, qualora l’Autorità giudiziaria accerti situazioni di mala gestio per colpa grave, o persino per dolo, queste condotte vadano perseguite con rigore e intransigenza, tanto più che il bene minacciato è quello della salute”.

Ma tutto ciò ribadisce il presidente ANCOD “non deve far sentire nessuno legittimato a screditare a priori anche chi, come gli associati ANCOD, opera seriamente e con estrema professionalità tutti i giorni.

“Del resto -conclude- è ovvio che il Covid abbia colpito molte aziende in molti settori e la probabilità che vi siano fallimenti è molto concreta, ma ben più grave di queste situazioni di crisi sarebbe il tentativo di strumentalizzarle per mettere in cattiva luce l’intero settore”.

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