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17 Giugno 2020

L’On. Boldi porta il caso Dentix in Parlamento. Vice Ministro Zampa: auspicabile un intervento normativo

Un’interrogazione a risposta immediata dell’On. Boldi porta la questione Dentix in Commissione Affari Sociali. Il Vice Ministro Zampa assicura attenzione e propone modifiche alla legge Concorrenza del 2017

Nor. Mac.

La vicenda dei pazienti dei centri Dentix, ancora senza cure, e più in generale la questione dell’esercizio dell’attività odontoiatrica attraverso società di capitale finisco in Commissione Affari Sociale della Camera grazie ad una interrogazione a risposta immediata presentata dell’On. Rossana Boldi (Lega), vice presidente della Commissione Affari Sociali. 

I fatti di cronaca rendono evidente la necessità di pianificare una riforma del settore delle cure odontoiatriche che rimetta al centro l’alleanza terapeutica dentista-paziente, come richiesto a più riprese dall’Associazione Nazionale Dentisti Italiani e dall’Associazione Italiana Odontoiatri”, sottolinea l’On Boldi al Vice Ministro della Salute Sandra Zampa presente in Commissione. 

Assistiamo in questi giorni all’ennesima ‘sparizione’ di una Catena di studi dentistici cosiddetti su strada”, dice l’On. Boldi ripercorrendo l’espansione della Dentix nel nostro Paese e le vicende finanziarie della “casa” madre spagnola fino a ricordare che “nel nostro Paese, i centri Dentix sono attualmente chiusi e non hanno fornito alcuna indicazione in merito ad una possibile riapertura, se non quella di pubblicare un comunicato sul sito di scuse”. 

Situazione, denuncia l’On. Boldi, che ha costretto “migliaia di pazienti senza cure nonostante i pagamenti ricevuti in anticipo, molto spesso mediante l’accensione di un finanziamento”, costringendoli a “disagi enormi sia da un punto di vista economico, dal momento che le rate dei finanziamenti non hanno mai smesso di essere riscosse, neanche durante il periodo emergenziale, sia dal punto di vista della salute, essendo state interrotte le cure odontoiatriche programmate”. 

Presidente Boldi che ritiene “a dir poco, fuori luogo i passaggi del comunicato diffuso dall’Associazione Nazionale Centri Odontoiatrici (ANCOD), in cui si accusa la Federconsumatori di portare avanti ‘battaglie di retroguardia, a difesa della vecchia corporazione che ha sempre vessato i pazienti con prezzi alti e nessuna garanzia’ visto che i fatti di cronaca, al contrario, rendono evidente la necessità di pianificare una riforma del settore”. 

Tra le professioni intellettuali –sottolinea l’On. Boldi- solo per gli odontoiatri non vale la necessità di mantenere la maggioranza nelle società.  Le regole che valgono per finanza e commercio non funzionano per le prestazioni sanitarie, quindi bisogna ripensarle”. 

Ed anche per questo motivo la richiesta al Vice Ministro Zampa è di capire “quali iniziative di competenza intenda adottare per tutelare in maniera piena ed effettiva la posizione dei professionisti sanitari e il diritto alla salute dei moltissimi pazienti danneggiati dagli accadimenti esposti in premessa”. Vice Ministro, nella risposta, ricorda come il Decreto Concorrenza (del 2017) introduca la possibilità di esercitare l’attività odontoiatrica da parte di società di capitale i cui soci non siano esclusivamente professionisti del settore e come  “non vi siano elementi che possano indurre, in astratto, a preferire un modello organizzativo rispetto all’altro, con specifico riferimento alla precipua finalità di tutela della salute dei pazienti”, anche se, “è indubbio che la maggiore complessità organizzativa del modello societario imponga delle cautele”. 

Vice Ministro che sottolinea come il Ministero della Salute ha più volte evidenziato l'esigenza di prestare attenzione alla crescente complessità dell'organizzazione delle attività odontoiatriche in relazione, in particolare “all’intervento nel percorso di cure di figure professionali diverse dagli odontoiatri; alla molteplicità dei luoghi di cura presso cui si svolge il percorso terapeutico ed alla complessità di sistemi di registrazione e di conservazione dei dati clinici del paziente con le relative evidenze documentali di imaging”. 

On. Zampa che si dice consapevole che “la nuova situazione renda necessaria una particolare attenzione nonché l'adozione di iniziative mirate in relazione alla sicurezza delle cure -a partire dalla qualità ed appropriatezza degli interventi- alla necessità di identificare le responsabilità nella programmazione e nella realizzazione delle cure stesse - in particolare di quelle più complesse edarticolate - alle misure di tutela del paziente, con specifico riguardo alla necessità di garantire la continuità della figura professionale responsabile della presa in carico”. 

Anche per questi motivi e per le criticità rilevate ritiene “auspicabile” un intervento normativo “per completare ed aggiornare il percorso avviato con la legge n. 124/2017 e ciò con particolare riferimento ai seguenti aspetti:

  •  L'introduzione dell’obbligatorietà della “Cartella clinica odontoiatrica”, in forme adeguate allo sviluppo tecnologico e che consentano al paziente di avere la disponibilità continua dei propri dati sanitari odontoiatrici. 
  • La precisazione delle responsabilità del Direttore Sanitario Odontoiatrico rispetto ai programmi di cura dei singoli pazienti ed alla necessità di assicurare la qualità e la sicurezza delle cure erogate nelle strutture presso cui opera. 
  • La definizione di adeguati protocolli di sicurezza rispetto ai profili dimaggior rischio, compresi i protocolli idonei a garantire la qualità e la sicurezza delle cure negli ambienti multi-professionali. 

Vice Ministro che assicura “la piena disponibilità del Ministero della Salute, ferme le competenze regionali, a supportare ogni iniziativa normativa finalizzata a rafforzare le misure di tutela degli utenti dei servizi di cura odontoiatrici”.

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