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24 Giugno 2020

Allo studio un progetto ANDI per fare accedere alle cure chi ne è oggi escluso

L’ipotesi: remunerare i costi della prestazione attraverso forme di defiscalizzazione. Le anticipazioni dal presidente Ghirlanda in una intervista a “Il commento politico”.

Nor. Mac.

Dopo l’auspicio del presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo di qualche settimana fa, anche ANDI vede nel MES (Meccanismo Europeo di Stabilità) un possibile strumento per poter finanziare progetti a sostegno dell’odontoiatria. Sempre che la politica decida di richiedere i fondi messi a disposizione della UE agli Stati membri che dovranno destinarli agli investimenti in tema di sanità. 

L’occasione per parlare di MES ed odontoiatria è stata una intervista al presidente Carlo Ghirlanda (nella foto) di Maurizio Troiani per il sito online “Il commento politico”, intervista su vari temi che toccano l’attività di ANDI, l’odontoiatria in generale e la difficile ripresa dopo il lockdown. A questo link il testo integrale. 

E proprio per rispondere al quesito che evidenza le difficolta dei pazienti di accedere alle cure e interroga su quali potrebbero essere gli incentivi, anche con forme diverse oltre la classica defiscalizzazione dei costi della prestazione per il paziente, il presidente Ghirlanda dice. 

Purtroppo ogni forma di defiscalizzazione grava sul bilancio dello Stato, tanto più in un periodo come l’attuale. Come ANDI abbiamo rivolto da qualche tempo la nostra attenzione alla cosiddetta 'sanità integrativa', quella derivante dalle varie forme di mutualizzazione dei costi (assicurazioni, fondi sanitari, eccetera) così come dalla sanità integrativa presente nei CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro) e nella contrattazione aziendale. In tal senso abbiamo avviato rapporti con i responsabili welfare di CGIL e CISL”. 

Ma per le persone che rimangono escluse, ovvero coloro che non possono permettersi forme assicurative, né sono destinatari di contratti di lavoro -ad esempio i ceti meno abbienti della popolazione come i pensionati a pensione sociale o quanti rientrano nei parametri ISEE più bassi- si pensa a delle forme di aiuto? viene chiesto al presidente Ghirlanda.

ANDI –risponde- sta anche pensando a queste fasce di cittadinanza che sicuramente più di altre necessitano di interventi per avere un adeguato livello di salute orale. Stiamo elaborando un progetto che consenta a queste persone di accedere alle cure odontoiatriche e agli operatori di vedere remunerati i costi della prestazione, con forme di defiscalizzazione definita e concordata per quest’ultimi. Un progetto cui teniamo molto come ANDI proprio per il suo alto valore sociale. Proprio su questi campi di intervento che si riverberano positivamente sull’intera filiera, si potrebbe misurare la consapevolezza dell’importanza di 'fare sistema' dell’intero comparto. Speriamo di poter ritagliare una qualche fetta dal MES – sempre che l’Italia, come spero, acceda a questa forma di finanziamento comunitario - per l’odontoiatria”.

 

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