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24 Giugno 2020

Aumento dei posti a medicina ed odontoiatria: CAO e FNOMCeO contro le anticipazioni del MIUR

Iandolo: numeri che non tengono conto della reale situazione e rischiano di creare nei prossimi anni un numero importante di disoccupati


Non convincono la FNOMCeO le determinazioni definitive del Ministero dell’Università e Ricerca, i posti a Medicina e quelli ad Odontoiatria per l’anno accademico 2020/21 inviati questa mattina in Federazione e che dovranno essere poi ufficializzati con un apposito Decreto in uscita nei prossimi giorni. Troppi i 13.072 posti che sarebbero previsti per Medicina come troppi sono anche i 1.231 posti, seppure determinati a fronte di un fabbisogno previsto di 1.312 per Odontoiatria

Nelle varie riunioni alle quali i rappresentanti CAO sono stati invitati abbiamo spiegato come questi numeri non tengano conto degli oltre 400 laureati che ogni anno ritornano dall’estero e di quelli che si laureano con laurea Italiana ma conseguita in stati esteri, peraltro neppure Comunitari”, dice ad Odontoiatria33 il presidente nazionale della Commissione Albo Odontoiatri Raffaele Iandolo (nella foto). “Tenendo conto dei laureati provenienti da sedi accademiche estere siamo oltre il fabbisogno di 300 – 400 accessi. In un Paese che mai come in questo momento dovrebbe essere attento ad evitare sprechi, si gettano dalla finestra diverse centinaia di milioni, pur di finanziare la bellezza di  36 Corsi di Laurea”. 

Si rischia di creare dei futuri disoccupati”, continua Iandolo.

Certamente nei prossimi anni una buona parte degli iscritti all’Albo andrà in pensione ma il mercato già oggi presenta un elevato numero di professionisti rispetto alle reali esigenze. I futuri laureati non avranno non solo la possibilità di esercitare la professione aprendo un proprio studio, ma neppure di farlo attraverso la pura collaborazione nel settore privato, che dovrà certamente fare i conti con un calo di richieste di cure. Gli odontoiatri peraltro non hanno, a differenza dei medici, neppure lo sbocco della dipendenza nelle strutture pubbliche”.  

Discorso diverso per quanto riguarda le motivazioni, ma non nella sostanza, relativamente alla presa di posizione del presidente FNOMCeO Filippo Anelli che ritiene quanto indicato dal MIUR una cifra troppo alta che, tenuto conto della presenza di almeno 22mila medici già laureati e abilitati a fronte di undicimila posti nel post lauream, non farà altro che fare esplodere “l’imbuto formativo”. 

A noi –dice Anelli- fa piacere l’aumento dei posti a Medicina, così come auspichiamo un cambiamento nei test di ingresso. Ma tutto questo non può che essere legato a una riforma che porti a uno a uno il rapporto tra le lauree e le specializzazioni. Di questa riforma, però, attualmente non si vede traccia”.    

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