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27 Luglio 2020

ANDOC denuncia la campagna per escludere il capitale dalla gestione degli Ambulatori odontoiatrici

Per l’Associazione degli studi convenzionati sono altre le misure da attivare per tutelare il paziente, queste quelle proposte


E’ in atto una articolata campagna volta a favorire la costituzione di Società tra Professionisti (STP), da iscrivere in uno specifico elenco nell'Albo professionale e tendente ad escludere le società di capitale (SRL e SPA) dalla gestione di ambulatori odontoiatrici”.
La denuncia arriva da ANDOC, l’Associazione Nazionale Studi Odontoiatri Convenzionati che sottolineando come “l'obiettivo dichiarato di tale attività è quello di limitare l'esercizio delle  catene odontoiatriche, alcune delle quali tanto hanno nuociuto alla professione, creando spesso imbarazzo nella classe medica, confusione tra gli utenti e talvolta gravi danni tra i pazienti”. 

Non credo comunque che la tutela della salute degli utenti e la difesa della professionalità odontoiatrica -scrive in una nota inviata ad Odontoiatria33 il presidente ANDOC Walter Di Fulvio (nella foto)- si possa attuare attraverso la limitazione della partecipazione societaria di figure non sanitarie che invece può giovare con specifiche competenze nella gestione amministrativa, commerciale e finanziaria delle strutture di cura  garantendone le risorse  utili alla crescita e al continuo rinnovamento tecnologico”.

Per il presidente Di Fulvio un passo importante, vece, “sia stato la valorizzazione della figura del Direttore Sanitario, indispensabile ad assicurare un controllo e monitoraggio delle procedure cliniche”.   

Queste le altre azioni che per ANDOC sarebbero necessarie a tutela sia degli utenti che dei medici odontoiatri:

  • Anzitutto la tracciabilità di ogni singolo componente dei manufatti protesici per evitare che se le protesi fisse vengano eseguite in paesi lontani (India o Cina) e importate come componenti grezze da laboratori nazionali che poi dopo alcune "lavorazioni fantasma " ne rilasciano la relativa certificazione nazionale di conformità, il paziente abbia la possibilità di conoscerne la tracciabilità ed i processi lavorativi del dispositivo protesico.
  • La reintroduzione delle tariffe minime nazionali sulla base di un'analisi approfondita sui reali costi di produzione di ogni singola prestazione, condotta da organi istituzionali o cliniche universitarie, evidenzierebbero dei numeri sotto i quali la qualità non potrebbe essere garantita, nel rispetto delle norme imposte dalla vigente legislazione nazionale in materia di salvaguardia della salute e di tutela dei lavoratori: dal risultato di tale ricerca si dovrebbe fissare e reintrodurre una tariffa minima nazionale per ogni prestazione.  

Tali azioni -per ANDOC- renderebbero più trasparente il lavoro e l'esercizio della professione dell'odontoiatra, a beneficio di tutti, utenti e sanitari”. 

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