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31 Luglio 2020

Formazione in presenza, in dubbio fino al 15 ottobre

La proroga dell’emergenza penalizza il mondo della formazione, le preoccupazioni di Federcongressi e ECM Quality Network


Con il Dpcm del 30 luglio attraverso il quale il Governo proroga fino al 15 ottobre tutte le norme in tema di prevenzione del Covid-19, e non inserendo tra le varie tipologie di formazione permesse anche quella Medico Continua, continua a bloccare l’attività formazione in presenza del personale sanitario. 

La decisione del Governo, scrive Federcongressi in una nota, “prolunga di fatto lo stop alla formazione in presenza determinando una grave limitazione per il settore medico-scientifico e un ostacolo all’aggiornamento professionale degli operatori sanitari e all’attività di divulgazione della ricerca scientifica che trova in ambito congressuale il suo sbocco naturale e tradizionale”. 

Prendiamo atto con rammarico della decisione del governo che con il nuovo Dpcm mantiene di fatto attivo l'impedimento per il personale sanitario all'aggiornamento in presenza, modalità  essenziale per acquisire competenze dall’indiscutibile valore aggiunto”, commenta Alberto Iotti,  Responsabile Provider ECM-Educazione Continua in Medicina Federcongressi aggiunge: “Le   forme di aggiornamento a distanza che hanno contraddistinto questa fase rappresentano per tutti il compimento di un passo avanti, anche culturale, importante. Tuttavia non possono essere in assoluto sostitutive ma prevalentemente integrative della formazione in presenza. Questa decisione impedirà inoltre a un’intera filiera di imprese di rialzare la testa con il rischio di vedere andare in fumo anni di impegno e dedizione. Il pensiero va non solo ai Provider ECM (oltre 1.100 imprese) ma anche a organizzatori, sedi congressuali e fornitori di servizi che, nonostante l’immediata disponibilità ad adeguarsi in toto ai protocolli di sicurezza, vedono davanti a séancora un lungo periodo di incertezza”. 

Proprio per “caldeggiare” la possibilità di tornare a formare in presenza gli operatori sanitari, i Provider ECM hanno, nei giorni scorsi, hanno portato all’attenzione del Ministero della Salute leproblematiche dell’intera categoria incontrando la Sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa

Bisogna riaprire subito alla Formazione medico continua nelle modalità residenziale e sul campo”, ha detto al Sottosegretario il presidente di ECM Quality Network Susanna Priore.

La riduzione del 90% degli eventi di formazione ECM mette a rischio anche la sostenibilità della Commissione Nazionale Formazione Continua e della relativa Segreteria che garantiscono la gestione ed il controllo di tutte le attivà e quindi il governo della formazione per tutti gli operatori sanitari. Tali danni si ripercuoterebbero ben oltre il 2020 andando ad inficiare l’aggiornamento futuro dei professionisti della salute, il miglioramento continuo in sanità con un riflesso negativo sulla salute e la qualità di vita del cittadino”. 

Alcune Regioni con Ordinanze Regionali, hanno definito la riapertura della formazione Medico Continua residenziale già a partire dal mese scorso.“Il diritto alla formazione per gli operatori sanitari –conclude Susanna Priore- non può dipendere dalle regioni di appartenenza e i Provider accreditati a livello nazionale organizzano formazione in tutta Italia”. 

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