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19 Novembre 2020

Screening Covid negli studi odontoiatrici di Arezzo

In fase di attivazione il progetto. Sarà su base volontaria sia da parte degli studi che dei pazienti e consentirà di monitorare cittadini asintomatici individuando coloro che sono positivi


Attivare uno screening diagnostico per la pandemia Covid 19 sui pazienti che afferiscono agli studi odontoiatrici. E’ questo il progetto che la CAO di Arezzo sta attivando in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Arezzo e la Direzione Generale dell’ASL Toscana Sud Est.

Lo scopo –spiega ad Odontoiatria33 il presidente CAO di Arezzo Giovacchino Raspiniè duplice. Da una parte collaborare con le istituzioni sanitarie locali per individuare gli asintomatici in modo da ridurre le possibilità di contagio e nel contempo, non appena lo screening raggiungerà numeri significativi, poter monitorare la percentuale di positivi tra gli asintomatici/presintomatici e dall’altra consentire al team odontoiatrico di lavorare con più serenità con i pazienti negativi al test”. 

Alla base del progetto, spiega Raspini, “c’è il senso civico dei dentisti, la consapevolezza di essere radicati sul territorio e il volersi mettere gratuitamente a disposizione per intercettare ogni giorno decine di decine di pazienti asintomatici che difficilmente afferiscono alle strutture sanitarie pubbliche ed a  quelle dei medici di medicina generale”.

Un progetto facilmente attuabile, a bassissimo costo ed estremamente efficace per contrastare la diffusione del virus”. Il progetto presentato dal presidente Raspini è estremamente dettagliato, con condizioni stringenti e di garanzia per gli scopi che si prefigge e per l’adesione da parte degli odontoiatri.Il tutto, spiega ad Odontoiatria33, “nasce grazie ad un confronto con altri progetti presentati dalle CAO provinciali di La Spezia, Cuneo e Verona”. 

Si basa sul reclutamento su base volontaria dei dentisti iscritti all’Albo Odontoiatri di Arezzo e che esercitano la professione all’interno del territorio comunale/provinciale. I tamponi antigenici rapidi saranno forniti agli  studi dall’Asl e verranno effettuati solo sui pazienti  dello studio consenzienti, asintomatici, con una età compresa tra i 18 ed i 75 anni  e con non più di due patologie croniche. Pazienti che già vengono sottoposti ad un doppio triage (alcuni giorni prima dell’appuntamento e di conferma negatività all’ingresso in studio) oltre al rilevamento della temperatura e a tutte quelle disposizioni operative presenti nelle indicazioni ministeriali.
Se il paziente è negativo al test, sarà sottoposto alle cure.
Se risulterà positivo gli verrà consegnata una mascherina FFP2 (fornita dall’ASL) ed invitato a rientrare a casa ponendosi in isolamento precauzionale fiduciario. Nel contempo il professionista segnalerà il paziente positivo al Dipartimento di Prevenzione della ASL che, come da protocollo, che lo sottoporrà entro 24 ore ad un test molecolare, per una eventuale conferma della positività.

In questa prima fase (Beta Test) –spiega Raspini- l’intenzione è quella di coinvolgere 20 studi odontoiatrici volontari con sede ad Arezzo in modo da sperimentare e calibrare il protocollo su circa 1000/1500 pazienti alla settimana. Successivamente e con eventuali aggiustamenti operativi sarà lo esteso a tutti i dentisti che si renderanno disponibili”. 

Il Comune di Arezzo ha già dato la sua approvazione mente si è in attesa del via libera della Direzione Regionale dell’ASL Toscana Sud Est. 


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