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15 Gennaio 2021

Covid, dall’ENPAM pensioni maggiorate ai familiari dei medici e odontoiatri caduti

L’obiettivo è fare in modo che la pensione spettante a vedove e orfani sia calcolata sull’importo a cui il familiare deceduto avrebbe avuto diritto al termine della propria carriera


I familiari dei medici e dei dentisti deceduti a seguito del Covid-19 potranno ricevere dall’ENPAM una pensione maggiorata. L’ente di previdenza e assistenza della categoria aveva deliberato questa misura straordinaria già lo scorso aprile, ma solo ora entra in vigore a seguito del via libera da parte dei ministeri vigilanti. Nel dettaglio l’ENPAM aggiungerà fino a 20 anni di contributi ai medici e ai dentisti morti a seguito del Covid-19, per fare in modo che la pensione spettante a vedove e orfani sia calcolata sull’importo a cui il familiare deceduto avrebbe avuto diritto al termine della propria carriera. Si tratta di un provvedimento dal carattere solidaristico.  

Il numero di vittime tra i medici e gli odontoiatri, già impressionante di per sé, non rende nemmeno il dramma dei casi individuali. Si pensi a quale disagio può andare incontro la famiglia di un collega strappato dal virus quando gli mancavano ancora 20 anni per andare in pensione – dice il presidente dell’ente Alberto Oliveti –. Ci sembra doveroso nei confronti di chi ha messo a rischio la propria vita per curare gli altri, che i familiari possano contare sul supporto della categoria”. In termini economici questa misura straordinaria comporta per i familiari superstiti un assegno pensionistico che può arrivare anche al doppio dell’importo effettivamente maturato.  

Una bella iniziativa, nel nome della solidarietà e dell’unità della Professione, che potrà dare un aiuto concreto a tante famiglie dei colleghi caduti”, commenta il presidente FNOMCeO Filippo Anelli. 
“Ringraziamo il Presidente della Fondazione ENPAM, Alberto Oliveti, e tutto il Consiglio di Amministrazione per l’attenzione dimostrata nei confronti dei familiari dei 289 colleghi che hanno dato la vita per salvare quelle dei loro pazienti – continua Anelli -. Un segno di vicinanza e solidarietà alle vedove e agli orfani, che hanno pagato un prezzo, dal punto di vista umano, che nessun risarcimento potrà mai colmare, e che si trovano, in molti casi, privati da un giorno all’altro dell’unica fonte di sostentamento”.

“È con rammarico che dobbiamo constatare come altrettanta prontezza non si sia avuta da parte dell’apparato statale, che ci ha messo ben nove mesi a dare il via libera al provvedimento, deliberato dalla Fondazione già lo scorso aprile. Un provvedimento, non nuoce ricordarlo, che è a costo zero per lo Stato, in quanto l’ENPAM è finanziato con i versamenti delle quote da parte di medici e odontoiatri – aggiunge il Presidente FNOMCeO -. Una maggior celerità sarebbe stata una manifestazione di rispetto per chi non c’è più e di attenzione a tutta la Professione, che si sta spendendo ogni oltre limite e dovere per garantire la migliore assistenza agli italiani. Permettere a medici e odontoiatri di provvedere, con i loro fondi, alle famiglie dei colleghi scomparsi non dovrebbe essere una conquista da strappare alla macchina burocratica: è un diritto da erogare con rapidità, in maniera semplice e senza inutili fermi”.  


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