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16 Febbraio 2021

Covid e pazienti: diverse indicazioni arrivano dagli Stai Uniti e dal Regno Unito

Covid-19: negli Stati Uniti i pazienti tornano negli studi dei dentisti mentre in Uk sette pazienti su dieci non hanno accesso alle cure anche più urgenti

Cristoforo Zervos

Gli statunitensi hanno più fiducia e tornano in uno studio odontoiatrico: circa un 88% dei pazienti è già tornata dal proprio dentista o è in procinto di andarci nel più breve tempo possibile. Questo è il risultato di un sondaggio promosso dall’Health Policy Institute di ADA (American Dental Association) nella settimana del 18 gennaio 2021.

I punti chiave della ricerca, presentati da ADA in un webinar, hanno indicato che:

  • Il volume dei pazienti attuali è stimato intorno all'80% dei livelli pre-Covid-19. 
  • Il personale negli studi dentistici è al 99% dei livelli pre-Covid e quattro dentisti dipendenti su cinque hanno ricevuto interamente il loro stipendio.
  • Nell'ultimo mese quasi un terzo dei dentisti ha aumentato le tariffe. Altri, invece, hanno risposto ai problemi finanziari dello studio di proprietà accedendo a prestiti, riducendo le ore di lavoro dello staff in studio e cambiando fornitori. Il tasso dei professionisti che hanno avuto accesso alla pensione non è cambiato nel periodo pandemico;
  • La maggioranza dei dentisti vuole essere vaccinata, mentre i collaboratori degli studi hanno ancora poca fiducia nella sicurezza e nell'efficacia dei vaccini anti-coronavirus. La maggior parte dei dentisti ha, inoltre, comunicato di ricevere domande sui vaccini da parte dei pazienti e che la maggior parte sarebbe disponibile ad una somministrazione presso il proprio studio dentistico, qualora ci fosse questa possibilità. I cittadini sono, però, risultati scettici sul fatto che l’odontoiatria possa essere una fonte attendibile per le informazioni sui nuovi vaccini appena approvati;
  • Il 12% degli intervistati non vuole tornare dal dentista prima che il Covid-19 sia sotto controllo.Il settore odontoiatrico USA ha recuperato quasi completamente in termini occupazionali. Il volume dei pazienti è tornato al range dell'80% rispetto ai livelli pre-Covid, e c’è ancora un potenziale di crescita al rialzo.

L’indagine, però, tende a sottolineare che l’esito finale sarà strettamente legato al piano vaccinale per la popolazione. Proprio per questo motivo il recupero completo è stato stimato intorno al periodo estivo o quello autunnale.


Se i risultati negli Usa sembrano confortanti, così invece non possiamo dire per il Regno Unito.

HealthWatch England (associazione indipendente di utenti del sistema sanitario nazionale), tra il mese di ottobre ed il mese di dicembre del 2020, ha intervistato 1.129 pazienti sull'uso delle cure dentistiche e ha rilevato grandi criticità nell'accesso agli studi odontoiatrici per più di 7 persone su 10, con la conseguenza di gravi problemi nel garantire cure sia di routine che urgenti. Il presidente di Healthwatch England, Sir Robert Francis QC, ha sottolineato che "la pandemia da Covid-19 ha inasprito i già gravi problemi strutturali dell'odontoiatria all’interno del sistema sanitario inglese (NHS) e si sta arrivando ad un punto di crisi molto importante".

Oltre alla pandemia, secondo la British Dental Association (BDA), uno dei gravi problemi risiederebbe anche negli obiettivi di pratica imposti dal NHS dal trimestre scorso: circa il 45% di attività rispetto ai livelli pre-pandemici. Il non raggiungimento di tale percentuale prevede pesanti sanzioni finanziarie.

Shawn Charlwood, presidente del General Dental Practice Committee della BDA, ha dichiarato: "I pazienti con problemi urgenti devono essere i primi ad avere accesso alle cure. Purtroppo, il Governo sta costringendo i dentisti a dare la priorità alla quantità rispetto alla serietà della condizione da trattare, imponendo obiettivi quantitativi del tutto inappropriati”.

Imelda Redmond, direttore generale di Healthwatch England, ha espresso forte preoccupazione per il momento critico, sottolineando che durante la pandemia moltissimi cittadini del Regno Unito hanno avuto enormi difficoltà ad accedere alle cure dentali a prezzi accessibili. Redmond ha inoltre sottolineato "la difficoltà ad accedere alle informazioni, con molte persone che hanno dovuto chiamare fino a 60 dentisti prima di poter effettivamente ottenere un appuntamento. Sempre a causa della pressione che subiscono -ha continuato il direttore generale - i dentisti stanno chiedendo alle persone di fare da sole determinati trattamenti. La portata del disagio che la popolazione sta subendo riguardo alle cure dentali è altissima”.

La BDA ha esortato il Governo a impegnarsi nei confronti dei pazienti che richiedono cure urgenti e che i Ministri cambino velocemente idea sugli obiettivi minimi di pratica.    

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