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01 Aprile 2021

Direttore sanitario: si va verso l’abrogazione dell’obbligo d’iscrizione all’Ordine dove esercita la struttura

Approvato un emendamento alla Legge che armonizza una serie di norme italiane a quelle europee. Ora il provvedimento passa al Sentato per l’approvazione definitiva. Soddisfatta ANCOD

Nor. Mac.

E’ stata approvata oggi primo aprile alla Camera (in seconda lettura) la Legge “Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l'attuazione di altri atti dell'Unione europea - Legge di delegazione europea 2019-2020”, una serie di norme che vanno a recepire la normativa e le direttive europee nell'ordinamento interno, utilizzata anche per apportare alcune modifiche a Leggi italiane per evitare possibili sanzioni dalla UE.  

E' probabilmente con questo spirito che l’On. Piero De Luca (PD), relatore del provvedimento legislativo, ha inserito un emendamento –approvato- che modifica il secondo periodo dell’art. 1, comma 536 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, la norma Boldi sul direttore sanitario. Ricordiamo che in Europa sta da tempo monitorando l’attività degli Ordini in tema di concorrenza. 

L'emendamento approvato dispone che le strutture sanitarie private di cura, incluse quelle odontoiatriche, si dotino di un direttore sanitario che dovrà comunicare il proprio incarico all'Ordine territoriale competente per il luogo in cui ha sede la struttura, che mantiene il suo potere disciplinare nei confronti del direttore limitatamente alle funzioni connesse all'incarico.

Con la modifica viene quindi meno l’obbligo, previsto dalla norma Boldi, per il direttore sanitario di iscriversi all’Ordine in cui esercita la struttura dove ha assunto la direzione sanitaria. Ora il provvedimento torna al Senato per la terza lettura e l’eventuale approvazione definitiva.  

A dare notizia dell'approvazione è ANCOD che in una nota commenta positivamente: “L'emendamento corregge la stortura presente nella Legge di Bilancio 2019”.
"La misura approvata alla fine del 2018 aveva generato diverse problematiche all'odontoiatria organizzata e non solo, costringendo le strutture organizzate a non poter assumere secondo il criterio meritocratico ma solo geografico, e odontoiatri di altissimo livello a non poter offrire servizio dove c'era bisogno", afferma il presidente di ANCOD, Mirko Puccio. "Ringraziamo l'Onorevole Piero De Luca per la sensibilità mostrata nei confronti non solo del settore, ma soprattutto di cittadini e pazienti che più che mai in questo periodo di difficoltà hanno bisogno di cure e servizi a cui accedere con semplicità".

"Il valore della professionalità onesta e trasparente, così come il valore del merito, nel rispetto pieno di tutte le regole deontologiche e professionali dell'odontoiatria, sono i principi a cui ci ispiriamo nelle attività di ANCOD e delle sue associate", ha aggiunto Raffaele Abbattista, Direttore gnerale di ANCOD. "Un ringraziamento all'On. De Luca, con la speranza che si potrà lavorare in futuro con tutto il Parlamento anche alla correzione di alcune altre norme come quella relativa pubblicità sanitaria, con l'obiettivo di offrire ai cittadini tutte le soluzioni possibili per curarsi al meglio".   


Questo l’articolo approvato:  

All'articolo 1, comma 536 della legge 30 dicembre 2018, n. 145, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «Le strutture sanitarie private di cura si dotano di un direttore sanitario che comunica il proprio incarico all'Ordine territoriale competente per il luogo in cui ha sede la struttura. A tale Ordine territoriale compete l'esercizio del potere disciplinare nei confronti del direttore limitatamente alle funzioni connesse all'incarico». 

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