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26 Luglio 2021

Radioprotezione ed inquadramento ASO: interpello all’Ispettorato del lavoro

La difforme interpretazione della norma degli Ispettori del lavoro crea problemi agli studi ed agli esperti di radioprotezione. La dott.ssa Rossetti chiede una presa di posizione ufficiale


Il non inquadramento degli ASO dal punto di vista del rischio da radiazioni ionizzanti comporta dubbi interpretativi sia da parte degli esperti di radioprotezione che degli stessi Ispettori del Lavoro.Non ultimo il caso di uno studio odontoiatrico lombardo sanzionato per non aver provveduto a sottoporre l'ASO del proprio studio al corso di radioprotezione.

La vicenda del mio cliente –spiega ad Odontoiatria33 la dott.ssa Giancarla Rossetti esperta di radioprotezione- è simile a quella della titolare dello studio odontoiatrico di Ascoli Piceno che ha vinto la causa contro l’Ispettorato del Lavoro che l’aveva sanzionata. Il mio cliente non ha voluto intraprendere una azione legale preferendo pagare la sanzione perché a mia documentazione non era supportata da nessun parere ufficiale di una associazione di categoria radioprotezionistica o odontoiatrica. La dentista di Ascoli Piceno infatti, al processo, come si legge nella sentenza, dichiara di aver inviato, dopo l'ispezione, l'ASO ad un corso di radioprotezione organizzato da ANDI; mentre l'Ispettore del lavoro di Milano e il suo superiore, nel colloquio nel loro ufficio, a seguito dell'ispezione, mi hanno detto di agire in conformità agli ‘esperti di ANPEQ’ senza citare alcuna altra fonte di indirizzo. La posizione dell'Ispettorato di Milano è stata smentita dalla sentenza di Ascoli Piceno”. 

Per evitare di ricorrere al giudice tutte le volte che un ispettore interpreta la norma in maniera diversa, la dott.ssa Rossetti ha presentato nei giorni scorsi una richiesta al Direttore Capo dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dott. Bruno Giordano (già magistrato), per conoscere la posizione ufficiale dell'Istituto in riferimento all’inquadramento degli ASO dal punto di vista del rischio da radiazioni ionizzanti. Lo scopo è quello di ottenere un chiarimento ufficiale, una linea di condotta univoca su tutto il territorio italiano.  

Scrive Rossetti sulla richiesta di chiarimenti: “La mancata classificazione a rischio dell'ASO quale ‘lavoratore non esposto’ e la conseguente ricusazione da parte di molti Ispettori del lavoro si può immaginare derivata da una prima superficiale lettura del termine ‘lavoratore’ concepito con senso comune (come qualsiasi lavoratore del decreto 81) e non specificamente quale soggetto esposto per ragioni di lavoro alle radiazioni ionizzanti, come dev'essere in questa precisa accezione, in base alla definizione del decreto 101/2020”. “D'altra parte –continua- se l'odontoiatra, unico titolato ad eseguire radiografie al paziente, è classificato “lavoratore non esposto” (in ragione del basso valore di dose stimato), ne consegue che tale classificazione (che compare nell'elenco dei soggetti classificati a rischio da radiazioni nell'articolo 123/101) non possa essere lecitamente attribuita all'ASO che non ha titolo per impiegare apparecchi RX e a cui è vietato, per il principio di giustificazione, esporsi per lavoro alle radiazioni”. (Si veda nostro approfondimento a questo link

La norma è chiara, l’ASO non è coinvolto e la sentenza di Ascoli Piceno conferma questo, ora serve una posizione ufficiale dell’Ispettorato del Lavoro per chiudere definitivamente la vicenda ed evitare continui contenziosi”, conclude. la dott.ssa Rossetti. 

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