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16 Settembre 2021

Il Governo vara l’obbligo di Green Pass nei luoghi di lavoro, anche privati

Entrerà in vigore tra un mese e tocca tutti i luoghi di lavoro, anche quelli privati e professionali. Chi non lo avrà sarà sanzionato, sospeso dal lavoro ma non licenziato


Il principio che ha guidato il provvedimento approvato all’unanimità in serata dal Consiglio dei Ministri è quello di cercare di prevenire la diffusione del Covid per evitare di chiudere o introdurre nuove limitazioni in autunno. Come ampiamente anticipato ed annunciato, il provvedimento introduce l’obbligo di green pass per il lavoro pubblico e privato.

Quindi per entrare nei luoghi di lavoro serve la vaccinazione o tampone nelle 48 ore, che potrebbero diventare 72 per quelli molecolari come ha anticipato il Ministro Roberto Speranza in conferenza stampa tenuta con i Ministri Maria Stella GelminiRenato Brunetta e Andrea Orlando

Il provvedimento interessa anche il settore dentale ed in particolare anche gli studi odontoiatri perché certamente dentisti, igienisti ed ASO sono obbligati all’obbligo vaccinale ma ora tutto il personale ed i collaboratori per entrare in studio a lavorare dovranno essere dotati di certificato verde.  

Siccome il provvedimento entrerà in vigore tra un mese, il 15 ottobre, ci sarà tutto il tempo per capire ed approfondire le varie specificità dei singoli settori professionali, come ha sottolineato il Ministro Brunetta. Stando a quanto diffuso da Palazzo Chigi, il certificato verde dovrà essere in possesso e esibito da tutti coloro che svolgano attività di lavoro dipendente o autonomo nel settore privato per accedere ai luoghi di lavoro. 


I controlli e chi li effettua

Sono i datori di lavoro ad essere tenuti ad assicurare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire le modalità per l’organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all’accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni.


Le sanzioni

Il decreto prevede che il personale dipendente ha l’obbligo del Green Pass e, se comunica di non averlo o ne risulti privo al momento dell’accesso al luogo di lavoro, è sospeso. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.È prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1.500 euro per i lavoratori che abbiano avuto accesso violando l’obbligo di Green Pass, per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.Per le aziende con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione del Green Pass, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata del contratto del sostituto e non oltre dieci giorni.


Tamponi calmierati

Il decreto prevede l’obbligo alle farmacie di somministrazione di test antigenici rapidi a prezzi contenuti che tengano conto dei costi di acquisto, secondo quanto previsto dal protocollo d’intesa siglato dal Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 d’intesa con il Ministro della salute. L’obbligo è per quelle farmacie che sono nelle condizioni di aderire al protocollo. Le nuove norme prevedono inoltre la gratuità dei tamponi per coloro che sono stati esentati dalla vaccinazione.


Photo credit: Governo.it

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