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09 Gennaio 2009

Trent'anni di storia della professione, di leggi e di burocrazia


Leggi, cavilli, burocrazia hanno scandito le tappe della storia dell'odontoiatria italiana, hanno segnato, trasformato nel profondo il lavoro di migliaia di professionisti, giovani e meno giovani. In sintesi i principali avvenimenti degli ultimi trent'anni:
1978
Il primo corso per igienisti dentali
Nasce nel 1978 presso l’Università di Bari la prima Scuola diretta a Fini Speciali per igienista dentale, che dà l’avvio alla ricerca del riconoscimento della professione da parte delle Istituzioni nazionali.
La direttiva Cee...
La direttiva Cee 78/687 del 1978 obbliga gli stati membri della Comunità Economica Europea a uniformare i diplomi e i titoli di studio di chi esercita la professione odontoiatrica. È il primo passo verso la creazione di un Corso di laurea in odontoiatria che avverrà nel 1980. Per l’Italia, in via transitoria, la direttiva riconosce la possibilità di esercitare la professione odontoiatrica per chi risulta iscritto alla facoltà di
medicina e chirurgia prima del 1980.
1980
Nasce il corso di laurea in Odontoiatria
Il D.P.R. n. 135 del 28-02-1980, stabilisce che, presso la Facoltà di medicina e chirurgia, può essere istituito il Corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria. La professione di dentista diventa, così, completamente autonoma e distinta per formazione da quella del medico.
1985
La professione nasce per legge...
Dopo l’istituzione del Corso di laurea in odontoiatria, la Legge n. 409 del 24-07-1985, istituisce ufficialmente la professione sanitaria di odontoiatra, distinta da quella di medico. Può essere esercitata da coloro che sono in possesso del diploma di laurea in odontoiatria e protesi dentaria e della relativa abilitazione all’esercizio professionale, conseguita a seguito del superamento di un apposito esame di Stato. Presso ogni Ordine dei medici-chirurghi provinciali è istituito un separato Albo professionale per l’iscrizione di coloro che sono in possesso della laurea in odontoiatria e dell’abilitazione all’esercizio professionale.
1988
La “sanatoria” per i laureati in medicina
La Legge n. 471 del 31-10-1988 stabilisce che anche i laureati in medicina e chirurgia immatricolati negli anni accademici 1980-1981, 1981-1982, 1982-1983, 1983-1984, 1984-1985 hanno facoltà di optare per l’iscrizione all’Albo degli odontoiatri e di esercitare l’attività di dentista.
1992
Approvata la riforma Bindi
Nelle 78 pagine del Dlgs 502/92, conosciuto come la riforma Bindi, sono presenti novità che segneranno anche l’odontoiatria come l’istituzione dei fondi integrativi, dell’Ecm e la possibilità di istituire nuove figure professionali in abito sanitario.
Approva la norma europea sui dispositivi medici
L’Unione europea approva la direttiva 93/42Cee che regolamenta i dispositivi medici e i dispositivi medici su misura. Direttiva che rivoluzionerà il modo di produrre la maggior parte dei prodotti che vengono a contatto con i pazienti e le protesi dentarie. L’Italia recepirà questa direttiva alcuni anni dopo.
Giro di vite sulla pubblicità sanitaria
È approvata la Legge 175/92, detta Volponi. Nata per normare la pubblicità in ambito sanitario, tentava di reprimere l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie impedendo ai non abilitati di acquistare attrezzature e materiali a uso esclusivo dei professionisti.
1994
Dentisti sotto la lente del fisco
Il primo Governo Berlusconi decide di condurre verifiche fiscali a tappeto sugli studi dentistici. Dopo 6 anni, i dati divulgati dal Comando generale della Guardia di Finanza su 15mila verifiche indicano che l’evasione accertata è minima.
1995
L’Europa boccia l’Italia...
Una sentenza della corte di Giustizia Europea condanna l’Italia per aver violato la direttiva Cee 78/687 con la Legge n. 471 del 31-10-1988 che permetteva l’iscrizione all’Albo degli odontoiatri a soggetti laureati in medicina. Il governo italiano inizia una lunga attività di mediazione che porta all’approvazione di un nuovo testo di legge (la n. 386 del 1998), secondo cui anche chi si è laureato in medicina e chirurgia tra il 1981 e il 1984 può esercitare l’attività professionale se supera una specifica prova attitudinale di contenuto formativo che segue integralmente le disposizioni della direttiva comunitaria sugli odontoiatri del 1978.
1996
La sicurezza irrompe anche nel dentale
Con l’approvazione del Dlgs 626/96 (oggi Dlgs 81/08) anche gli studi odontoiatrici devono adeguare le proprie strutture.
1997
La 93/42Cee è recepita dall’Italia
Con la 46/97 l’Italia recepisce la normativa europea sui dispositivi medici. Anche nel nostro Paese tutti i materiali e le attrezzature che entrano in contatto con il paziente devono essere marcati CE e ottemperare a una serie di caratteristiche. Per le protesi dentarie, equiparate ai dispositivi medici su misura, è istituita la figura del fabbricante con un apposito elenco presso il Ministero della sanità al quale possono iscriversi i laboratori odontotecnici. Sono distinte le figure del prescrittore (dentista) e del fabbricante (laboratorio odontotecnico).
1999
Gli studi di settore
Con la circolare 110/99 il Ministero delle finanze istituisce per alcune attività gli studi di settore. Un metodo per rilevare il reddito presunto delle varie attività professionale. Qualche anno dopo tocca ai dentisti.
Ecco gli igienisti dentali
Con il D.M. 137, del 15 marzo 1999 è istituita la professione di igienista indicandolo come l’operatore sanitario che, in possesso del titolo di studio abilitante alla professione (Corso di laurea in igiene dentale), si occupa della prevenzione delle affezioni oro-dentali su indicazione degli odontoiatri o dei medici chirurghi abilitati alla professione di odontoiatria.
1999-2000
Fondodentisti, ovvero la pensione di scorta...
Per effetto della riforma previdenziale, approvata nel 1995 dal governo guidato da Lamberto Dini, le pensioni pubbliche sono destinate ad assottigliarsi. Per tutte le categorie professionali nasce la necessità di costruire una pensione di scorta investendo nei fondi pensione, cioè in strumenti finanziari che impiegano il proprio capitale sui mercati borsistici, oppure nel settore obbligazionario e nei titoli di stato. Gli odontoiatri sono tra le prime categorie professionali a creare un proprio fondo pensione. Si chiama Fondodentisti e inaugura le attività ufficialmente nel 2000.
2000
La formazione diventa… a punti
Con l’insediamento della Commissione nazionale ECM parte la fase sperimentale dell’Educazione Continua in Medicina.
2005
I professionisti europei circolano liberamente
È approvata dal Parlamento europeo la direttiva 2005/36CEE che regolamenta la libera circolazione dei professionisti negli stati membri.
2006-2007
Le liberalizzazioni di Bersani e la stretta di Visco
Il secondo governo Prodi, entrato in carica nel 2006, inaugura un ciclo di liberalizzazioni per iniziativa del ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. È eliminato il divieto di pubblicità per i professionisti che possono così pubblicare messaggi promozionali attraverso vari mezzi di comunicazione. È imposto il divieto per gli ordini professionali di stabilire tariffe minime per le prestazioni. Il viceministro per l’Economia con delega alle Finanze, Vincenzo Visco, impone invece una normativa stringente su pagamenti e incassi, obbligando i lavoratori autonomi a utilizzare (per i compensi superiori ai 100 euro) strumenti di pagamento tracciabili (es.: bonifici, assegni, carte di credito).
Queste ultime norme sono però definitivamente abrogate nel 2008 dal nuovo governo di centro-destra.
2007
Il Fondodentisti cambia nome: nasce il FondoSanità
Per incrementare la platea dei contribuenti (il numero di odontoiatri aderenti è limitato a poche decine di migliaia), il Fondodentisti allarga il proprio bacino di iscritti e diventa lo strumento della previdenza complementare anche per altri professionisti del mondo sanitario: medici, farmacisti, infermieri che esercitano la libera professione. Cambia anche il nome: dalle ceneri del Fondodentisti nasce il FondoSanità.
2008
I fondi integrativi e il dietrofront sul decreto Visco-Bersani
Il governo di centro destra, entrato in carica dopo le elezioni della primavera 2008, elimina la parte del decreto Visco-Bersani che impone l’obbligo per i professionisti di usare strumenti tracciabili nella gestione degli incassi e dei pagamenti. Il nuovo esecutivo mostra invece l’intenzione di portare avanti la riforma dell’ex-ministro della Salute, Livia Turco, che prevede l’istituzione di fondi sanitari integrativi (il cosiddetto terzo pagante) che rimborsano ai lavoratori almeno una parte delle spese sanitarie (soprattutto le spese odontoiatriche e quelle per i soggetti non autosufficienti).
Arrivano i terzi paganti
Il 31 marzo scorso il Governo Berlusconi rende operativi i fondi integrativi previsti dalla riforma Bindi che andranno a regime entro il 2010.

GdO 2008; 18

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