HOME - Cronaca
 
 
16 Maggio 2011

Limite massimo di fluoro? La legge non è chiara

di Norberto Maccagno


Che il fluoro sia una risorsa contro la carie è oramai assodato, ma questa stessa sostanza può diventare un problema se assunta in maniera eccessiva. L’alimentazione e gli stili di vita dei bambini di oggi sono profondamente cambiati rispetto a quelli dei loro padri: per questo le Agenzie federali responsabili della salute pubblica degli Stati Uniti hanno rivisto la percentuale di fluoro presente nell’acqua, considerata ottimale in base alle valutazioni scientifiche e dell’efficacia dimostrata a 0,7 milligrammi per litro d’acqua. L’attuale indicazione, stabilita nel 1940, era da 0,7 a 1,2 milligrammi/litro.
“Questa revisione dei valori raccomandati” spiegano dall’Ada, l’Associazione dei dentisti Usa “potrà realmente contribuire a ridurre l’incidenza della carie nei denti, minimizzando il tasso di fluorosi nella popolazione”.
La US Environmental Protection Agency (EPA) afferma che la fluorizzazione dell’acqua è ancora importante per una buona salute dentale, ma i bambini, oggi, rischiano di ricevere troppo fluoro. L’ultima ricerca scientifica da parte del National Academies of Science (NAS) indica che i bambini americani ricevono il fluoro anche dagli alimenti e dalla chimica, cosa che non avveniva nei decenni scorsi. Questo aumento di fluoro, dicono gli esperti, sta causando nei bambini di 8 anni, ma anche in quelli più piccoli, molti casi di fluorosi dentale.

Ma è facile determinare la quantità assunta normalmente?
La normativa italiana, ma anche le linee guida o i dati in letteratura, e il mercato non aiutano i professionisti a determinare quanto fluoro assuma il piccolo paziente.
Partiamo dalle acque. Una delle raccomandazioni inserita nelle Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva pubblicate dal ministero della Salute nell’ottobre 2008 indica che “la fluoroprofilassi deve essere consigliata per tutti i soggetti in età evolutiva che vivono in aree con acqua a basso contenuto di fluoro (< 0,6 ppm)”. Ma quale è la presenza di fluoro “nell’acqua del sindaco” o in quella minerale acquistata al supermercato?
Il DL del 2 febbraio 2001, n. 31, “Attuazione della direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” e il successivo DL di Attuazione della direttiva n. 2003/40/CE, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31 dicembre 2003, impone un limite di fluoruri nell’acqua potabile del 1,5 mg per litro e un massimo assimilabile in 5 mg/l. Il limite è ben superiore a quanto indicato dalla normativa Usa.
Da una nostra ricerca non sembra che in Italia ci siano Regioni che effettuano programmi di fluorizzazione dell’acqua potabile; ma è anche difficile sapere la sua concentrazione. Siccome la normativa impone una concentrazione massima (1,5 mg/l), gli acquedotti rispettano questa normativa - o, almeno, dovrebbero; ma questo vuole dire che la concentrazione può essere anche di molto inferiore. Per esempio, nell’acquedotto del Monferrato la concentrazione di ione fluoro è di 0,1 mg/l.
Nessuna certezza anche per le acque minerali presenti negli scaffali dei nostri supermercati, dove le concentrazioni variano da produttore a produttore anche in modo significativo e molti di questi non ne indicano neppure la presenza.
Oltre all’acqua, c’è poi l’alimentazione dove è ancora più difficile da determinare la quantità di fluoro assimilato: l’Oms indica che mediamente l’assunzione di fluoro non medicale nei Paesi occidentali nel 2006 è da 0,6 a 2,5 mg al giorno fino ai 4 anni, da 0,7 a 2,1 dai 5 agli 11 e da 2,2 a 4,1 dai 20 anni in su.
Poi, si deve anche considerare l’assunzione di fluoro rilasciato dal dentifricio. Anche in questo caso bisogna stare attenti a quanto pubblicato sull’etichetta indipendentemente dalla dicitura Junior. Alcuni di quelli consigliati per l’utilizzo dei bambini sotto i 6 anni hanno una concentrazione di fluoro superiore ai 500 ppm raccomandati.

GdO5/2011

Articoli correlati

Come per la maggior parte delle malattie croniche, è possibile evitare l’insorgenza e l’avanzamento della parodontite tenendo sotto controllo i fattori causali.Controllare il...

di Lara Figini


La fluorosi è una condizione cronica causata dall'eccessiva ingestione di fluoro. Ciò determina un’alterata formazione dello smalto, caratterizzata dall’ipomineralizzazione,...

di Simona Chirico


La carie dentale continua a essere un grave problema di salute pubblica per tutte le fasce d’età, soprattutto per le popolazioni più disagiate, nonostante l’introduzione da più di...

di Lara Figini


E' stato dimostrato ampiamente che spazzolare i denti regolarmente con un dentifricio contenente fluoro riduce l'insorgenza di carie dentale [Marinho V. 2003]. Il suo meccanismo d'azione è...


Altri Articoli

La Regione conferma vaccinazione per tutti gli operatori sanitari e di interesse sanitario. Per i non iscritti all’Ordine la prenotazione deve essere fatta singolarmente


Sinergia Associazione Italiana Odontoiatri-Tokuyama: i soci riceveranno un "Welcome kit" fino al 30 aprile


Il prof. Gagliani pone l'attenzione su di una ricerca che evidenza come la scienza dei materiali e l’intelligenza artificiale possa contribuire a rendere l’ambiente poco ospitale per i virus

di Massimo Gagliani


L’Ordinanza del Generale Figliulo con le nuove priorità di vaccinazione potrebbe coinvolgere anche tutte le figure presenti in studio. Per l’ANTLO, anche gli odontotecnici  


Il mercato chiederà meno vendita diretta e più assistenza e consulenza, ipotizza Maurizio Quaranta (ADDE) evidenziando la difficoltà per i depositi di trovare un ricambio generazionale qualificato


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Come spiegare gli interventi odontoiatrici al paziente