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15 Settembre 2006

"Speaker's corner" - Un dentista di fiducia

di C. Capobianco


 La domanda non è se un erede della Magna Grecia possa insediarsi in un posto del genere e avere successo (oramai i meridionali ottengono facilmente la cittadinanza anche in Padania), ma se un dentista possa lavorare senza assicurazione contro la responsabilità civile per più di vent’anni e dormire senza premedicazioni. E sì, perché nonostante il contenzioso in ascesa, la fiducia dei pazienti in discesa e via menagramando, c’è pure chi si può permettere certe cose.

Antonio, uno si potrebbe chiedere se tu fossi incosciente oppure così presuntuoso da ritenerti infallibile? Quale era il motivo vero?
Se per più di vent’anni ho scelto di non avere un’assicurazione è soprattutto perché il rapporto che ho sempre cercato di stabilire con i miei pazienti si basa su una fiducia paragonabile a quella che si instaura con il medico di famiglia. Mi potrei definire “dentista di famiglia”.

Ci sono pazienti che ho cominciato a curare quando avevano 8-10 anni e ora seguo i loro figli e in molte occasioni non condivido soltanto i loro problemi odontoiatrici. Devo precisare che lavoro in un piccolo paese e che quindi questo tipo di relazione con i pazienti è più facile che in una grande città. In tutti questi anni non mi è mai capitato di avere problemi e pertanto non ho preso in considerazione la stipula di una polizza assicurativa. Mi domando se, come dici tu, non sia stato davvero un po’ incosciente!

Immagino che avrai parlato di questa tua scelta con amici e colleghi. Ma, per esempio, tua moglie non ti faceva una testa così pure lei?
Il rapporto con mia moglie è molto sereno e in effetti ogni tanto il discorso è stato affrontato, però quelli con cui ho avuto discussioni molto più accese sono i colleghi. Del resto ero l’unico a non essere assicurato e forse anche per affetto nei miei confronti hanno sempre cercato di convincermi a farlo.

E poi, che cosa è successo? hai deciso di assicurarti dopo essere caduto da cavallo come san Paolo?
San Paolo prima è caduto e dopo si è convertito. Invece, io, per fortuna, non ho avuto nessun incidente che mi ha indotto a prendere questa decisione. Fu quando partecipai nel 2004 ad una conferenza che il Cenacolo odontostomatologico italiano aveva organizzato con l’Andi che mi convinsi.Ti devo dire che mi sono veramente spaventato, era come assistere ad un thriller di Dario Argento dei tempi d’oro. La mia “conversione” in effetti è avvenuta là. Come vedi niente di divino è sopraggiunto.

Lo saluto e penso al suo aspetto serafico da bravo insegnante di liceo, all’amore che nutre per i lavori di terra e giardino; sì qualcosa degli antichi colonizzatori ellenici gli deve essere rimasto nei cromosomi.

GdO, Fascicolo - 12 - Pag. 1

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