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27 Marzo 2012

Agenzia dell'Entrate: le circolari di marzo

Le novità sul fisco

di Norberto Maccagno


SoldiSoldi

Sono due le novità che arrivano dalle Agenzia dell'Entrate: la prima riguarda l'istituzione della mediazione tributaria e la seconda gli studi di settore. In particolare, dal 1° aprile 2012 entrerà in vigore il nuovo istituto della mediazione tributaria, che consentirà di chiudere oltre 100 mila liti fiscali minori, quelle di importo fino a 20mila euro, con uno sconto fino al 40% delle sanzioni.
La mediazione tributaria, a differenza degli altri istituti che hanno l'obiettivo di ridurre il contenzioso, spiegano dalle Entrate, "ha carattere generale e obbligatorio: generale perché opera in relazione a tutti gli atti impugnabili emessi dall'Agenzia delle Entrate, compreso il rifiuto tacito alla restituzione di tributi; obbligatorio perché il contribuente che intende proporre ricorso è tenuto a presentare preventivamente l'istanza di mediazione, pena l'inammissibilità del ricorso stesso".
L'istanza, che può contenere oltre alla proposta di mediazione anche una richiesta di sospensione dell'atto impugnato, deve essere presentata entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso d'accertamento o altro atto impugnabile alla Direzione Provinciale o Regionale che lo ha emesso.

Nei 90 giorni successivi, l'Ufficio prenderà in esame, attraverso strutture diverse da quelle che hanno definito e redatto l'accertamento, l'istanza e deciderà se accoglierla, nella sua totalità o anche parzialmente, oppure formulare d'ufficio una proposta di mediazione.
Se entro i 90 giorni non si raggiunge un'intesa o in precedenza interviene il diniego dell'Ufficio, il contribuente ha 30 giorni di tempo per depositare il ricorso in Commissione tributaria, aprendo così la via al contenzioso.
La presentazione dell'istanza non comporta la sospensione automatica dell'esecuzione dell'atto impugnato.

Nel caso in cui la mediazione si concluda positivamente, viene sottoscritto un accordo in base al quale le sanzioni vengono ridotte al 40% sia nell'ipotesi di una rideterminazione della pretesa, sia nel caso in cui venga confermato integralmente il tributo contestato.
Sono oggetto di mediazione le controversie relative a: avviso di accertamento; avviso di liquidazione; provvedimento che irroga le sanzioni; ruolo; rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti; diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari; ogni altro atto emanato dall'Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l'autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.

Studi di settore
L'Agenzia delle Entrate con una circolare (8/E del 16 marzo 2012) intende fornire risposte in merito alle novità introdotte agli studi di settore dalle ultime manovre fiscali. Con la circolare si chiarisce la possibilità per l'Agenzia delle Entrate di inviare ai contribuenti, sulla base dei dati indicati nel modello Unico, specifici inviti ad adempiere agli obblighi dichiarativi in materia di studi di settore.
Lo scopo, spiegano, è incentivare l'adozione da parte del contribuente di comportamenti virtuosi. Tale iniziativa, chiarisce la circolare, "non preclude al contribuente la possibilità di sanare il comportamento omissivo e regolarizzare, attraverso l'istituto del ravvedimento operoso (presentando una dichiarazione integrativa), l'omessa trasmissione del modello degli studi di settore. La violazione, in tal modo, sarà sanata, con il beneficio delle sanzioni ridotte".

In tema di accertamento viene chiarito che per rendere l'accertamento induttivo possibile, il contribuente verificato "deve essere effettivamente soggetto agli studi, non è sufficiente il solo obbligo di presentazione del modello la norma ha natura procedimentale e, quindi, ha effetti su tutti i periodi d'imposta accertabili alla data di effettuazione del controllo nella motivazione dell'accertamento induttivo, devono essere evidenziate le condizioni di irrogabilità della sanzione per omessa o infedele comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore.

Per coloro che sono congrui e coerenti le Entrate confermano che saranno esenti dagli "accertamenti analitico-presuntivi ed è ridotto di un anno il termine di decadenza per l'attività di accertamento delle imposte sui redditi e dell'Iva, la determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa solo a patto che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato". "Per poter beneficiare di tale vantaggi" continuano le Entrate "i contribuenti devono essere in regola con gli obblighi di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore; sulla base di tali dati, devono risultare coerenti con gli specifici indicatori previsti dai decreti di approvazione dello studio".

GdO 2012:4;4-5

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