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17 Aprile 2012

Nell'Enpam maggiore coinvolgimento e più rappresentatività

L'intervento: Mauro Sanalito racconta a odontoiatria33 la sua esperienza

di Mauro Sanalito


Correva l'anno 1994,  memorabile non solo per la mia vita professionale - mi laureavo in Odontoiatria -ma per l'intera categoria degli odontoiatri italiani.
Da ricordare perché proprio in quell'anno essi furono accolti all'interno dell'Enpam, potendo usufruire, finalmente, di una copertura pensionistica e previdenziale che fino ad allora gli era stata negata.
Si trattava di un ennesimo e fondamentale riconoscimento per questa nuova figura in ambito sanitario, nel travagliato cammino dei primi anni dalla sua nascita, cammino che ha cercato di tutelare e valorizzare la nuova generazione di dentisti italiani.

La nascita dei corsi di laurea
Nel mentre l'odontoiatria stava cambiando: la nascita dei corsi di Laurea aveva dato inizio alla "rivoluzione", erano anni di grandi innovazioni tecniche e di cambiamenti nel modo di intendere e affrontare la professione.
Di tempo ne è passato, ma riferendosi alla situazione attuale, alle tematiche in campo adesso, al modo che hanno oggi i giovani neolaureati di rapportarsi e inserirsi nel mondo del lavoro, sembra trascorso un secolo.
Oggi, in un quadro socio-economico "globalizzato", nel quale le dinamiche finanziarie sembrano aver preso il sopravvento sulle prospettive politiche nella conduzione dei vari Paesi, anche l'Ente previdenziale di medici e odontoiatri ha dovuto fornire risposte e "garanzie" riguardo al suo metodo di amministrazione e alla sostenibilità dei suoi fondi.

La stabilità
Per soddisfare le richieste di stabilità proiettate in un arco temporale non più di 30, bensì di 50 anni, si è dovuto intervenire innalzando gli anni di contribuzione e l'aliquota di versamento, abbassando invece la percentuale di rendimento, anche e soprattutto per conservare la tipologia di calcolo della pensione (contributivo indiretto) e per salvaguardare il patrimonio e l'indipendenza.
Rimane il fatto che in futuro dovremo lavorare per più anni, contribuire maggiormente e certamente ricevere di meno.
Non potevamo, da contribuenti, sperare di passare indenni attraverso questo processo, e probabilmente le correzioni fatte sono necessarie ed inevitabili.

Autonomia dell'Ente
Mi auguro, da giovane (almeno dal punto di vista previdenziale e pensionistico) che l'Ente al quale sono iscritto possa rimanere autonomo nella gestione del suo patrimonio e nella utilizzazione dello stesso. Spero che l'Enpam si doti in futuro di mezzi, di risorse umane e che possa attuarsi una riforma dello Statuto, per poter affrontare nuovi cambiamenti e aggiustamenti che inevitabilmente si ripresenteranno.
Come odontoiatra libero professionista auspico di essere sempre più considerato e coinvolto nella conduzione dell'Ente, in modo da ottenere una maggiore presenza e rappresentatività. Ai giovani (veri) auguro un presente che possa consentire loro di svolgere la libera professione in modo proficuo e soddisfacente, di non cedere alla tentazione di esercitare presso i "supermercati dell'odontoiatria low-cost", società che potrebbero anche alimentare il fenomeno dell'elusione contributiva, ma di pensare al proprio arricchimento etico e professionale, con uno sguardo rivolto al futuro, che sembra adesso così lontano.

GdO 2012;4:4-5

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