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01 Aprile 2012

Lotta all'evasione, le misure del Governo Monti

Le iniziative del Salva Italia

di Andrea Telara


Due decreti approvati in tempi da record, a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro. Sono queste le disposizioni di legge con cui il governo guidato da Mario Monti ha deciso di dichiarare guerra all'evasione fiscale che ogni hanno, secondo le stime più diffuse, sottrae alle casse dello Stato circa 120 miliardi di euro. E' una montagna di soldi, che ora il fisco deve necessariamente recuperare, almeno in parte, per mettere in sicurezza i conti pubblici.
Fine del segreto bancario, maggiori sanzioni contro chi trasferisce illegalmente capitali all'estero e agevolazioni per chi rispetta i parametri degli studi di settore: sono questi alcune delle misure messe in cantiere dall'esecutivo tra la fine del dicembre 2011 e gli inizi del marzo di quest'anno, per incentivare i cittadini a pagare con regolarità le tasse. Molti provvedimenti riguardano il mondo del lavoro autonomo e i liberi professionisti (odontoiatri compresi). Di seguito,vengono passati in rassegna i cambiamenti che si profilano all'orizzonte.

Le misure del decreto Salva-Italia
Prima di analizzare nel dettaglio le leggi anti-evasione più recenti, messe in cantiere dal governo nelle ultime settimane, va ricordato che già il Decreto Salva-Italia, cioè la manovra economica straordinaria approvata nel dicembre scorso per mettere in sicurezza i conti pubblici, ha introdotto alcune misure per migliorare il rapporto tra il fisco e i cittadini e per stanare chi non paga tutte le tasse dovute (si vedano le tabelle in pagina, che riassumono i provvedimenti del decreto). Innanzitutto, è stato vietato l'uso del denaro contante per qualsiasi pagamento superiore ai mille euro. Ogni transazione che oltrepassa questo valore, dovrà essere effettuata tramite strumenti tracciabili come le carte di credito, la carta bancomat o gli assegni, che sono facilmente controllabili dall'amministrazione finanziaria. Inoltre, sono state approvate alcune misure per migliorare il rapporto tra fisco e cittadini: chi risulta in linea con gli studi di settore, per esempio, avrà una minore probabilità di subire controlli (compresi quelli effettuati con il redditometro), che potranno svolgersi in un arco di tempo più breve di quello previsto oggi dalla legge, cioè entro 3 anni e non più in 4 anni.
Altre agevolazioni sono previste per i lavoratori autonomi e le aziende che risultano trasparenti col fisco, cioè comunicano periodicamente all'amministrazione finanziaria tutte le movimentazioni effettuate con i clienti e i fornitori. Chi si comporta così, otterrà in cambio una riduzione dei tempi necessari per ottenere i rimborsi delle tasse e potrà anche avvalersi di un servizio di assistenza fiscale erogato dalle autorità pubbliche. Le misure più significative contro l'evasione del Decreto Salva-Italia riguardano però il segreto bancario che ormai, di fatto, non esiste più.
Gli istituti di credito dovranno infatti comunicare periodicamente al fisco tutti i movimenti registrati sui conti dei clienti, che verranno conservati dall'amministrazione finanziaria e potranno essere utilizzati per effettuare futuri controlli. I conti in possesso di ogni contribuente non avranno dunque più misteri.

Ai provvedimenti approvati nel dicembre scorso con Decreto Salva Italia, si sono aggiunti da poche settimane quelli del Decreto sulle Semplificazioni Fiscali con cui il governo Monti, oltre a combattere l'evasione, ha approvato alcune misure per migliorare il dialogo tra i cittadini e il fisco.

La lista dei furbetti
L'Agenzia delle Entrate compilerà degli elenchi di contribuenti segnalati alla alla Guardia di Finanza (anche con denunce anonime attraverso il numero telefonico 117) per aver violato l'obbligo di emettere la fattura o lo scontrino fiscale. I negozianti, gli artigiani o i liberi professionisti che sono abituati a fare i furbetti col fisco, finiranno dunque in maniera permanente nel mirino delle autorità pubbliche.

L'elenco clienti-fornitori.
Per chi effettua delle operazioni soggette all'iva per le quali "è previsto l'obbligo di emissione della fattura" dovrà trasmettere l'importo di tutte le operazioni effettuate per ciascun cliente e fornitore.
Per quelle operazioni che non prevedono l'emissione della fattura, invece, la comunicazione deve essere effettuata quando superano l'importo complessivo di 3.600 euro, iva compresa.

Rate flessibili per i debiti col fisco.
Chi ha dei debiti verso l'Agenzia della Entrate, già oggi può dilazionare i versamenti, con un piano rateale. Il governo, però, vuole dare ai contribuenti la facoltà di saldare la somma dovuta in maniera molto più flessibile, cioè con delle rate inizialmente più basse, che crescono di anno in anno. A questa novità, si aggiunge anche una piccola semplificazione burocratica: l'eliminazione dell'obbligo di indicare del domicilio fiscale negli atti presentati all'amministrazione finanziaria.

GdO 2012;3:2-3

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