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22 Maggio 2012

Un caso di schizofrenia e "trasformazione"

Effetti della medicina narrativa: un esempio

di Debora Bellinzani


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Che cosa accade quando il paziente ha una patologia grave e un pesante carico di sofferenza? A chi è portato a pensare che un approccio che dia spazio al carico emotivo del paziente sia efficace solo quando si presentano casi semplici, Clelia Mazza risponde con la descrizione del trattamento di una paziente che nello studio odontoiatrico ha trovato l'ambiente adatto nel quale dare il via alla propria trasformazione.

Il caso
"Ho avuto in cura una donna di 44 anni affetta da schizofrenia
, psoriasi e problemi circolatori; per quanto riguarda lo stato del cavo orale, alla prima visita la paziente presentava una parodontite cronica generalizzata grave, difficoltà masticatorie, alitosi, sanguinamento gengivale, gengive eritematose ed edematose, iperplasia e ipertrofia papillare e sensibilità dentinale. Dopo essersi sentita accolta e compresa, la paziente ha raccontato oltre ai disturbi fisici anche il fatto di essere depressa, di rimanere chiusa in casa e di evitare i rapporti sociali. Il tipo di relazione che si è creata con tutto il team odontoiatrico ha motivato la paziente ad affrontare il trattamento, a mantenerne i risultati con l'igiene orale domiciliare e a desiderare ulteriori miglioramenti: oggi ha un apparecchio protesico mobile ma vuole proseguire la modificazione della funzionalità e dell'estetica della sua dentatura con una terapia ortodontica e l'inserimento di impianti.

La fiducia e l'amore per sé riconquistati hanno fatto sì che la trasformazione non si fermasse qui: la paziente si è iscritta a un corso di assistenza per anziani grazie al quale ora lavora come volontaria in una casa di cura."

Il vantaggio per gli operatori sanitari, in un bilancio finale, non sembra essere limitato al successo terapeutico. "In conclusione" afferma Clelia Mazza "se da un lato possiamo dire che un rapporto paritario ed empatico ha motivato la paziente favorendo l'esito positivo delle terapie, dall'altro possiamo affermare che anche il professionista ne trae vantaggio, nel senso che il riconoscimento del successo da parte della paziente motiva noi operatori della salute e costituisce la fonte della nostra soddisfazione professionale."

Leggi anche:
- Storie da ascoltare: recuperare l'umanità attraverso la medicina narrati

GdO 2012:5;2-3

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