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22 Maggio 2012

Amici di Brugg: al via il 55esimo Congresso

Mario Iorio, il presidente, dà qualche anticipazione

di Francesca Giani


Mario IorioMario Iorio

"Quando ci si affaccia alla professione per la prima volta, ci si trova di fronte a problematiche pratiche che spesso non si sa come affrontare. è grazie ai maestri di Amici di Brugg che sono riuscito a trovare di volta in volta la soluzione migliore e a rispondere alle difficoltà. Amici di Brugg, ancora oggi, è questo: un sostegno per tutti i professionsiti, nella praticità e nella quotidianità dello studio, e una bussola di orientamento per i giovani". Le parole sono di Mario Iorio: a odontoiatria33 fa il punto sul 55esimo Congresso, che inizia giovedì a Rimini, e sull'associazione di cui è presidente uscente.

Presidente, partiamo dai giovani a cui ha fatto riferimento.
Sono la grande novità di quest'anno. In un momento in cui si avverte una generalizzata flessione nella partecipazione agli eventi formativi e culturali, Amici di Brugg, quest'anno, ha segnato un sensibile aumento della loro presenza rispetto agli anni passati. E questo è un bel risultato, per l'associazione e per la professione. Devo dire poi che un'altra delle caratteristiche che distinguono questo congresso dai precedenti è l'attivazione della piattaforma Ecm, attraverso cui è possibile rivedere, anche nei giorni successivi, tutto il congresso. Si tratta di una modalità di fruizione che, oltre a essere comoda e accessibile, garantisce anche l'acquisizione di più crediti.

Questo è l'ultimo anno del triennio dedicato all'estetica e funzione. Che bilancio può trarre sulla tematica?
Dopo questi tre anni non possiamo che riconfermare il concetto da cui siamo partiti e che vale sia in riferimento alle protesi sia in conservativa: l'estetica non può essere concepita in maniera astratta, ma deve essere colta sempre come espressione della salute. Tuttavia, preferiamo che a tirare le conclusioni siano gli odontoiatri che ci hanno seguito in questo anni: noi ci facciamo da parte e lasciamo a loro il compito di fare un bilancio. Abbiamo sempre cercato di prestare grande attenzione alle novità e alle ricerche più recenti e, certo, l'augurio è di essere stati di supporto al professionista. Ma devo dire che la tematica scelta tre anni fa trova il suo fondamento in una precisa richiesta del paziente: l'estetica è una questione particolarmente sentita, anche perché spesso gli assistiti non hanno gli strumenti per capire e apprezzare il lavoro che l'odontoiatra impiega per salvare un dente, ma tende a recepire quello che vede direttamente o quello che gli altri gli riferiscono.

Una tematica a prova di crisi?
Devo dire che nella mia esperienza personale non ho rilevato una rinuncia alle cure per quelle che sono le esigenze primarie di salute odontoaitrica, come otturazioni o piccole protesi. Di fatto, la situazione mi pare invariata, sia per il 2011 sia per l'inizio di quest'anno. Ho invece osservato che c'è una leggera tendenza a rimandare l'assistenza per quegli interventi che il paziente avverte, in termini di funzionalità, come rimandabili. Mentre al contrario, la richiesta di interventi più importanti, che permettono un qualità di vita più confortevole, non hanno al momento subito una contrazione. Certo, la sensazione è che i pazienti siano in uno stato di attesa per capire a quanto ammonteranno a fine anno tasse, aumento nei costo di beni di consumo e servizi.

Che cosa si può fare in questa situazione?
L'appello che mi sento di rivolgere a tutti gli odontoiatri è di considerare la propria professione anche dal punto di vista del servizio al paziente e alla collettività: credo che sia importante, nei limiti del possibile, che il professionista vada incontro agli assistiti, proprio anche rispetto alla spesa che devono sostenere.

Insomma, una maggiore attenzione al rapporto fiduciario con il paziente, che già, da quanto è emerso dall'ultimo sondaggio di Renato Mannheimer, gode di una buona considerazione tra i cittadini.
Credo che tra dentista e paziente si sviluppi un legame molto stretto, profondo e legato alla sfera emotiva. Credo sia difficile, una volta instaurato, che si spezzi.

Giovedì verrà presentato anche il tema che caratterizzerà il prossimo triennio. In che modo vengono scelte le tematiche?
Nascono sempre da richieste degli odontoiatri, dalle esigenze più pratiche e dalle difficoltà che i professionisti possono incontrare nel prendere le decisioni sulle terapie, sulla scelta dei materiali o della tecnica da adottare. Insomma, nascono dalla più stretta quotidianità. Spesso mi sono interrogato sul ruolo che Amici di Brugg dovesse avere rispetto alla formazione universitaria: la risposta che mi sono dato è che siamo complementari. L'università riesce a offrire ai futuri odontoiatri insegnamenti di base e a dare approfondimenti tratti dalla ricerca scientifica. Quello che fa Amici di Brugg è invece prendere il professionista per mano, guidarlo nelle difficoltà, rispondere a tutti i dubbi che nascono nella quotidianità, offrire approfondimenti legati alla più stretta necessità della cura.

Quale sarà allora il filo conduttore del prossimo triennio?
Al centro dell'attività culturale del prossimo triennio ci sarà la biologia, intesa non come osservazione istologica pura, ma come risposta biologica dei tessuti ai materiali che vengono utilizzati. Occorre considerare infatti che si tratta di materiali estranei al tessuto naturale. È fodamentale quindi per l'odontoiatra conoscere quello che si usa, e soprattutto gli effetti che determina sul corpo e le tecniche più appropriate per trattarlo. La tematica è sostanzialmente in continuità con il triennio che si sta concludendo, in cui l'estetica è stata affrontata su base biologica e funzionale.

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