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24 Settembre 2012

Fisco: il reclamo e la mediazione tributaria

Dal GdO un sunto delle principali novità dell'istituto 

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L'articolo 39, comma 9, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 ha stabilito che dal 1° aprile 2012 è entrato in vigore il nuovo istituto del "reclamo e della mediazione tributaria" per valori della causa inferiori a euro 20.000,00 (il valore della causa deve essere calcolata al netto delle sanzioni ed interessi).

In pratica per  tutti gli atti impugnabili notificati ai contribuenti dall'Agenzia delle Entrate dal 1 aprile 2012 in poi, compreso il rifiuto tacito alla restituzione di tributi, occorre obbligatoriamente presentare istanza di reclamo e mediazione all'Agenzia delle entrate, pena l'inammissibilità del ricorso stesso.

Quali sono gli atti soggetti all'istituto del reclamo e della mediazione?Sono oggetto di reclamo e mediazione le controversie relative a: avviso di accertamento; avviso di liquidazione; provvedimento che irroga le sanzioni; ruolo; rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti; diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari; ogni altro atto emanato dall'Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l'autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.

ATTENZIONE
Nel caso in cui impugni la cartella di pagamento sollevando vizi riconducibili solo all'attività dell'Agenzia delle entrate e la relativa controversia sia di valore non superiore a ventimila euro, il contribuente deve preventivamente esperire il procedimento reclamo e di mediazione.

ESCLUSIONE: restano escluse dall'istituto della mediazione le cartelle di pagamento per vizi propri e quindi imputabili ad errori dell'Agente della riscossione.

Quale è lo scopo della mediazione
Si tratta di uno strumento deflativo del contenzioso (descritto in modo compiuto nella CM n. 9/E del 19/3/2012) relativo ad atti di valore non elevato emessi dall'Agenzia delle entrate, con il quale si prevede la presentazione obbligatoria di un'istanza che anticipa il contenuto del ricorso.

L'istanza di mediazione deve essere presentata entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso d'accertamento o altro atto impugnabile alla Direzione Provinciale o Regionale che lo ha emesso.

Gli effetti conseguenti alla presentazione dell'istanza di mediazione possono essere correttamente enucleati sulla falsariga degli effetti prodotti dal ricorso.

Nei 90 giorni successivi, l'Ufficio valuterà l'istanza e deciderà se accoglierla, nella sua totalità o anche parzialmente, oppure formulare d'ufficio una proposta di mediazione.

Se entro i 90 giorni non si raggiunge un'intesa o in precedenza interviene il diniego dell'Ufficio, il contribuente dovrà depositare il ricorso in Commissione tributaria entro 30 giorni.

Nel caso in cui la mediazione si concluda positivamente, viene sottoscritto un accordo in base al quale le sanzioni vengono ridotte al 40% sia nell'ipotesi di una rideterminazione della pretesa, sia nel caso in cui venga confermato integralmente il tributo contestato.

Leggi anche:
- La mediazione tributaria: l'interpretazione delle Entrate

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