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14 Ottobre 2013

Nasce la professional card: la UE approva norma che agevola la mobilità dei professionisti. Landi (CED) accolte molte delle nostre richieste

Non potranno lavorare all'estero i medici e dentisti sotto procedimento disciplinare

A otto anni dall'approvazione della normativa che regolamenta, favorendo, la libera circolazione dei liberi professionisti in Europa (che prende il nome del suo primo firmatario l'On. Stefano Zappalà) il Parlamento europeo ha approvato mercoledì 9 ottobre, la revisione della direttiva 2005/36.

Tra le nuove norme l'introduzione della "professional card" del professionista, un certificato elettronico che servirà per verificare la sua storia professionale ed agevolare, velocizzando le pratiche burocratiche, l'esercizio della professione in qualsiasi Stato membro dell'Unione Europea.

"Le nuove norme -spiega una nota della UE-  permetteranno ai professionisti che desiderano accelerare il riconoscimento delle loro qualifiche da parte di un altro Stato membro di optare per la professional card. Le tessere professionali, un certificato elettronico, saranno fornite dagli Stati membri d'origine, principalmente per brevi periodi di lavoro all'estero e dallo Stato membro ospitante nel caso in cui la pratica sia stata trasferita".

Il sistema si baserà sull'attuale sistema d'informazione del mercato interno tra le amministrazioni degli Stati membri. Quando questo nuovo strumento sarà a regime si accelereranno i tempi di procedura facilitando il processo di riconoscimento, poiché il titolare di una qualifica professionale potrebbe chiedere telematicamente al proprio Paese di origine di completare tutte le fasi preparatorie invece di dover far domanda presso il Paese ospitante come avviene attualmente. Qualora uno Stato membro ospitante non adotti una decisione entro il termine stabilito dalla direttiva, la professional card europea si considererà rilasciata e sarà inviata automaticamente al titolare di una qualifica professionale.

Ma il nuovo strumento sarà anche un meccanismo utile per verificare la professionalità in particolare dei professionisti della sanità che si recano all'estero per esercitare. Il sistema di informazione che verrà attivato tra i vari Stati obbliga, infatti, i rispettivi Ministeri della Salute di segnalare, entro tre giorni, gli iscritti che vengono condannati o sottoposti ad azione disciplinare impedendogli di esercitare la professione. Per rispettare questo sarà utile l'attivazione, in Italia, dell'Albo nazionale previsto dalla riforma degli Ordini.

"Siamo soddisfatti di quanto ha deciso il Parlamento europeo", ci dice Marco Landi vicepresidente del CED.
" Le norme approvate rispecchiano quanto negli anni i nostri gruppi di lavoro hanno proposto. Ci spiace che alla fine del percorso di revisione non ci sia stata la volontà politica di modificare, aggiornandolo, il profilo professionale dell'odontoiatra contenuto nell'allegato della Direttiva. In particolare la nostra proposta era quella di dare una visione più medica all'odontoiatria in modo da consentire al dentista europeo di fornire risposte più pertinenti alle necessità cliniche dei pazienti. Oggi l'invecchiamento della popolazione e la correlazione tra patologia orale e malattie sistemiche chiedono al dentista una maggiore competenza medica per interfacciarsi con le altre banche della medicina".

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