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04 Dicembre 2013

Cassa integrazione, un decreto escluderebbe dall'utilizzo i dipendenti degli studi professionali. La protesta di Confprofessioni

Cassa integrazione, un decreto escluderebbe dall'utilizzo i dipendenti degli studi professionali. La protesta di Confprofessioni

Qualche giorno fa davamo la notizia dell'aumento delle richieste di cassa integrazione in deroga per gli studi professionali, inclusi quelli odontoiatrici, ed oggi registriamo l'allarme lanciato da Confprofessioni in merito alla volontà del Ministero del Lavoro e dell'Economia di escludere gli studi professionali dalla possibilità di utilizzare la "cassa".

Secondo una nota di Confprofessioni, nel decreto che il Ministero sta approntando per ridisegnare i nuovi criteri per l'accesso alla cassa integrazione in deroga per il 2014 verrebbero esclusi dall'utilizzo di questo strumento i dipendenti degli studi professionali

"Francamente è una scelta incomprensibile e ingiustificata", commenta il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella (nella foto). "Incomprensibile perché il settore degli studi professionali, al pari delle imprese, sta attraversando una fase di profonda crisi che si riflette in un sensibile calo dei fatturati degli studi. Ingiustificata perché l'impatto della Cig in deroga negli studi professionali è una goccia nel mare rispetto ad altri comparti produttivi, sia per il numero ore che di percettori".

"Il comparto degli studi professionali non raggiunge neppure l'1% delle ore autorizzate per la cassa in deroga e rappresenta poco più dello 0,3% del totale della cassa integrazione" afferma Stella. "Non ci sono giustificazioni, tantomeno economiche o di presunti risparmi, nella decisione di tagliare fuori gli studi professionali dalla cassa in deroga". "Qui non si tratta più di una distrazione burocratica, ma della volontà di colpire un settore che dà lavoro a 1,5 milioni di addetti e che nonostante le difficoltà dimostra di tenere in maniera particolare al proprio personale dipendente" conclude il presidente di Confprofessioni.

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