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31 Gennaio 2014

Il TAR Lazio rischia di mandare in tilt gli Atenei italiani. Accolto il maxi ricorso promosso dall'UDU, in mille potranno iscriversi


Si dovrà attendere il 20 febbraio per sapere se il TAR del Lazio confermerà il decreto cautelare accolto oggi dalla III sezione Bis per ammettere con riserva circa 1.000 candidati che hanno partecipato ai test di medicina ed odontoiatria, ma non si sono classificati nelle posizioni utili per iscriversi ai corsi di laurea scelti.

A darne notizia è l'Unione degli Universitari che ha organizzato in questi mesi un maxi ricorso proprio contro i test.

"E' un provvedimento storico per gli studenti e per il loro sindacato, commenta soddisfatto Gianluca Scuccimarra Coordinatore dell'Unione degli Universitari." Il Tar del Lazio ha compreso l'importanza delle nostre richieste collettive e di una class action che ha permesso a tutti gli studenti di accedere al sistema giustizia, facendo valere il diritto allo studio sancito dalla nostra Costituzione".
Oltre 5mila ricorrenti, stima Scuccimarra, potrebbero essere riammessi, oltre a quelli già entrati con altri ricorsi e con la sanatoria voluta dal ministero attraverso il bonus maturità.

"Ora il ministro Carrozza -continua Scuccimarra-  deve spiegare agli studenti cosa vuole fare: lasciare che sia la magistratura a garantire il diritto allo studio o fare mea culpa degli errori ministeriali, riconoscere che il test di settembre è stato completamente falsato e garantire l'accesso all'università agli studenti cui questo diritto è stato negato".

"Al Ministero chiediamo una sanatoria per tutti gli studenti che hanno sostenuto il test e che il Tavolo sul numero chiuso annunciato dal Ministro stesso si avvii immediatamente e ponga allo studio le strade percorribili per superare il sistema del numero chiuso. In caso contrario rilanceremo immediatamente sulla soluzione giuridica aumentando in maniera esponenziale il numero di persone che il ministero sarà costretto a fare iscrivere in sovrannumero", minaccia il coordinatore UDU.

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di Norberto Maccagno


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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