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31 Marzo 2014

"Manuale di endodonzia": la recensione del volume Berutti/Gagliani


Nel panorama dell'odontoiatria dell'ultimo decennio alcune discipline, tra le quali l'endodonzia, hanno registrato un importante sviluppo sia riguardo alle conoscenze scientifiche sia in merito alle procedure operative.

La Società Italiana di Endodonzia unisce, i migliori clinici e ricercatori che, grazie al coordinamento scientifico dei professori Berutti e Gagliani, hanno prodotto il Manuale di endodonzia.

Il testo inizia con un'esauriente disamina sull'embriologia, l'istologia e l'anatomia dell'endodonto e sui processi patologici che un'alterazione di questo complesso biologico provoca ai tessuti periapicali e periradicolari. Il dolore di origine endodontica è riferito tra i più acuti che si possano provare e il Manuale di endodonzia fornisce sia le indicazioni per eseguire una corretta diagnosi, clinica e radiografica, di queste manifestazioni sia l'opportuna terapia per alleviare lo stato di sofferenza del paziente.

La descrizione delle metodiche per eseguire una corretta cavità di accesso all'endodonto è un passaggio fondamentale del testo: infatti, non solo permette un facile reperimento degli imbocchi canalari ma consente altresì il massimo risparmio di tessuto dentale sano, elemento importante per la resistenza biomeccanica del dente trattato dal punto di vista endodontico.

I principi fondamentali descritti da Schilder riguardo alla sagomatura e alla detersione dell'endodonto sono sviluppati alla luce delle più recenti conoscenze scientifiche e, in particolar modo, vengono considerati le proprietà e i comportamenti della lega nickel- titanio (Ni-Ti) costituente gli strumenti rotanti. La sagomatura meccanica dell'endodonto mediante strumenti Ni-Ti e le tecniche di otturazione canalare con guttaperca "calda" hanno reso il trattamento canalare una procedura più semplice e predicibile rispetto al passato.

Il Manuale di endodonzia descrive in modo attento le soluzioni che si possono impiegare come irriganti endodontici, sia singolarmente sia in combinazione tra loro, e la loro efficacia nel rimuovere il tessuto pulpare e i contaminanti dell'endodonto, come per esempio i biofilm batterici.
Il trattamento canalare primario può andare incontro a fallimento e richiedere, spesso, un ritrattamento endodontico volto a ridurre la carica batterica canalare e a migliorare il sigillo apicale. Nel testo sono descritte le procedure di ritrattamento per via ortograda e quelle mediate da endodonzia chirurgica.

Gli autori espongono le procedure per accedere nuovamente al sistema canalare (rimozione dei restauri in situ, perni endodontici) e la strumentazione di ultima generazione che ha reso più semplice questo intervento (impiego degli inserti a ultrasuoni dedicati, utilizzo dei sistemi ingrandenti e del microscopio operatorio).

La messa in opera del trattamento endodontico non può, e non deve, tenere in considerazione esclusivamente la risoluzione del quadro doloroso o della patologia periapicale, ma deve anche fornire indicazioni sul tipo di recupero coronale da realizzare. Il Manuale di endodonzia vaglia i moderni, e conservativi, approcci al restauro del dente trattato endodonticamente in modo tale da coniugare la preservazione del tessuto dentale residuo con la resistenza biomeccanica
dell'elemento dentale.

Il testo è consigliato a tutti gli operatori odontoiatrici, dal clinico che inizia la professione all'operatore esperto: nessun intervento sull'elemento dentale, da quello conservativo a quello protesico, può infatti prescindere dalla conoscenza e dalla corretta messa in opera dell'endodonzia.

Il libro può essere ordinato a questo link.

A cura di: Stefano Daniele per Dental Cadmos di Febbraio

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Immagine di repertorio

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