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26 Giugno 2014

Promuovere la prevenzione nei bambini sotto i 5 anni, per il SUSO sbagliato non puntare su dentista ed ortodontista


Nell'articolo pubblicato su Odontoiatria33 il 20 maggio scorso, la prof.ssa Laura Strohmenger sostiene che "La prevenzione delle patologie orali nei bambini è di estrema importanza ma di assoluta pertinenza pediatrica... Il pediatra, nel nostro Paese, ha una funzione preventiva ed è lui quindi che si deve fare carico della educazione ai comportamenti utili alla prevenzione delle patologie orali".
Vale a dire che al pediatra spetta il compito di sensibilizzare i genitori alla prevenzione orale, di intercettare le prime carie ed eventuali anomalie dei rapporti occlusali, per poi inviare i piccoli pazienti dal dentista.

E fin qui nulla da eccepire.

Purtroppo e non di rado arrivano alla nostra attenzione pazienti di 5/6 anni e anche più grandi, con malocclusioni "scheletriche" importanti, morsi aperti, morsi incrociati laterali e anteriori, morsi coperti, mascellari superiori contratti con aumentato overjet, che solo in parte sono genetici, mentre molto spesso scaturiscono da respirazione orale, ipertrofia adenoidea, deglutizione atipica, spinta anteriore della lingua e abitudini viziate, tra le quali la suzione prolungata del ciuccio o del dito: casi "non" intercettati dai pediatri curanti che, in una percentuale purtroppo ancora elevata, ritengono poco importante intervenire precocemente, ignorando le conseguenze negative sulla crescita cranio-dento-facciale, associate a malocclusioni anche gravi.

Agire "preventivamente" sulle cause funzionali, mediante un trattamento ortodontico intercettivo precoce, può evitare lo sviluppo di malocclusioni che necessitano di terapie difficili, lunghe e costose, a scapito della vita sociale dei ragazzi e dei bilanci economici familiari.

La prof.ssa Strohmenger ci lascia molto perplessi quando dichiara "Sbagliato sarebbe invece pensare ad una campagna preventiva che solleciti i genitori a portare i bambini, con meno di 5/6 anni, dal dentista".

Pur riconoscendo importantissimo il ruolo affidato ai pediatri nella prevenzione delle cause e nella segnalazione di problemi orali ed occlusali, riteniamo che escludere il dentista e l'ortodontista in questa fondamentale fase di crescita sia contestabile e, in casi specifici, pericoloso.
La collaborazione in sinergia è certamente l'arma vincente, mentre le contrapposizioni di ruoli professionali, di interventi e di competenze rischiano di generare confusione tra i pazienti, pesanti conseguenze sulle loro famiglie e soprattutto danni biologici irreparabili sui bambini.

A cura di: Collegio di direzione S.U.S.O. (Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia)

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