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09 Ottobre 2014

POIESIS contro il parere del CSS. Costa: stiamo valutando azioni legali contro Ministero e CSS


"Valuteremo attentamente ogni possibile via, anche legale, per far valere un diritto sancito chiaramente, per noi, da una legge".

A dirlo è Ezio Costa (nella foto) presidente di POIESIS commentando il parere del CSS in merito alle prestazioni di medicina estetica svolta dai laureati in odontoiatria.

"E proprio perchè il parere sta condizionando una professione -continua Costa- vogliamo andare fino in fondo con ogni mezzo possibile e il più velocemente possibile".
Le azioni che POIESIS intende intraprendere, ci spiegano, hanno come obiettivo quello di difendere da una parte il diritto dei cittadini all'accesso alle cura e, dall'altra, il diritto dei medici odontoiatri a trattare secondo scienza e coscienza, nel rispetto della legge, tutti i pazienti.

"L'odontoiatria -continua il dott. Costa- è professione sanitaria cui sono riservate le attività inerenti alla diagnosi ed alla terapia delle malattie ed anomalie congenite ed acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione ed alla riabilitazione odontoiatriche. (art. e legge 409/1985). La specializzazione operativa nel distretto anatomico sopra individuato non è un restringimento delle possibilità operative dell'odontoiatra che, nel suo settore, può operare, al pari del medico-chirurgo, secondo scienza e conoscenza ed utilizzando tutti gli strumenti e di farmaci che reputa opportuni e necessari (art. 2 comma 2 legge 409/1985)

Sotto questo profilo la formulazione letterale del parere del Consiglio Superiore di Sanità ove afferma che l'attività dell'odontoiatra rispetto allo cure estetiche deve essere "tale da rendere la cura estetica "correlata", e non esclusiva, all'intero iter terapeutico odontoiatrico proposto al paziente medesimo e comunque limitatamente alla zona labiale" non appare alla scrivente associazione conforme e coerente al dettato legislativo".

Per questi motivi POIESIS vuole andare fino in fondo, chiedendo chiarimenti al Ministero ed allo stesso CSS, per evitare che le "formulazioni letterali" utilizzate dal CSS possano dare luogo ad interpretazioni non corrette della legge.

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