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08 Marzo 2010

Sorpresa: diminuiscono i nuovi dentisti

di Norberto Maccagno


Quando qualche tempo fa ipotizzavamo che tra qualche anno gli iscritti all’Albo degli odontoiatri sarebbero diminuiti ci hanno considerati con scetticismo, ricordandoci la pletora, gli studenti, i dentisti che invaderanno l’Italia provenendo da Est ecc. Ma i dati della Federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo), che indicano il numero di iscritti al- Sorpresa: diminuiscono i nuovi dentisti Nel 2009 si è ridotto il numero dei nuovi iscritti all’Albo degli odontoiatri. Si presume che tra oltre un decennio saranno di più i dentisti che cesseranno l’attività rispetto a quelli che la intraprenderanno di Norberto Maccagno attualità l’Albo degli odontoiatri a fine 2009, dimostrano come negli ultimi cinque anni siano progressivamente diminuiti i nuovi iscritti. Precisiamo. Il numero degli iscritti all’Albo degli odontoiatri resta alto, soprattutto rispetto al numero dei cittadini italiani: al 31 dicembre 2009 sono 56.129 unità. Tra le regioni con il più alto numero di iscritti figurano la Lombardia (9.417), il Lazio (6.135), il Veneto (4.508), la Campania (4.384), il Piemonte (4.330), l’Emilia Romagna (4.245). Tra quelle che annoverano meno iscritti, la Valle d’Aosta (78), il Molise (292), la Basilicata (392). Dal 2006, i nuovi iscritti sono stati 4.114, negli ultimi dieci anni sono stati 16.488.
Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, l’incremento certamente non è stato dovuto ai neo laureati, visto che secondo i dati del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), dal 2005 al 2008, a laurearsi sono stati 1.628 studenti; 56 quelli provenienti dall’estero nel 2008. Ma le sorprese arrivano analizzando i dati di anno in anno. Comparando i dati del numero di iscritti nel 2005 rispetto a quelli del 2006, notiamo come l’incremento sia stato di 2.859 unità, di cui 1.484 hanno mantenuto l’iscrizione anche all’Albo dei medici. Dal 2006 al 2007, il numero dei nuovi iscritti si è quasi dimezzato, toccando quota 1.318 unità: in questo caso i nuovi iscritti, che hanno mantenuto l’iscrizione all’Albo dei medici, sono stati 188. I nuovi iscritti sono calati anche nell’anno successivo (1.117) e anche nel 2008 i nuovi odontoiatri con la doppia iscrizione sono stati pochi: 123.
Ma il calo più considerevole si è avuto nel 2009, quando i nuovi iscritti sono stati 763; anno che ha segnato, per la prima volta, una riduzione (-157) del numero dei doppi iscritti. Anche per l’Albo degli odontoiatri si è notato un calo costante che potrebbe, come già i sindacati medici sottolineano per la propria categoria, portare tra qualche decennio ad avere una carenza di dentisti. Fantaodontoiatria? Probabile, anche perché il fabbisogno di professionisti non si calcola solamente in base al numero degli iscritti all’Albo, ma soprattutto in relazione al fabbisogno di salute odontoiatrica che gli italiani avranno in futuro. Inoltre, bisognerebbe sapere quanti iscritti all’Albo esercitano realmente la professione: dai dati dell’Agenzia delle entrate sono, oggi, circa 40.000. Però un’ipotesi sul numero degli scritti all’Albo degli odontoiatri che ci saranno tra vent’anni (2030) possiamo ottenerla dai dati sul numero di iscritti all’Albo, divisi per fascia di età, forniti dal Centro elaborazione dati Fnomceo. Ipotizzando che un dentista lavorerà fino a settant’anni: entro il 2030, saranno 29.709 gli iscritti che andranno in pensione, 25.129 i doppi iscritti, 4.580 i soli iscritti all’Albo.
Ma quanti saranno i nuovi iscritti? Diciamo noi, 900 per anno, considerando anche gli studenti provenienti dall’estero (oggi sono meno di 700 i posti disponibili alle facoltà di Odontoiatria). Ritenendo valida tale proiezione, nel 2030 i nuovi iscritti dovrebbero essere 27.000: 2.000 in meno di quelli che andranno in pensione. E se questi dati saranno confermati, si potrebbe aprire un problema previdenziale. Se è plausibile prevedere che tra vent’anni il numero di iscritti sarà all’incirca quello attuale, a favore dei futuri dentisti vi sono i dati Istat che indicano un incremento demografico del 3 per cento annuo che porterebbe il rapporto dentista cittadino da 1 a 1.200 a 1 a 1.600.
La professione di odontoiatra potrebbe tornare a essere una professione interessante; meno in crisi di quanto si ritenga oggi. Ma gli studenti non sembrano scommetterci molto. Nonostante i 16.000 aspiranti odontoiatri che hanno tentato, nel 2009, l’esame di ammissione a Odontoiatria, sembra che fare il dentista sia per alcuni un ripiego rispetto alla professione medica. Ne otteniamo conferma scorrendo i dati che indicano il numero di studenti che, superato il test d’ingresso sia per Odontoiatria sia per Medicina, hanno poi optato per quest’ultima. Per esempio, a Torino si è dovuto scendere fino all’88° in graduatoria per completare l’iscrizione dei 35 studenti previsti, a Pisa per trovare i 7 studenti da iscrivere si è scesi fino al 35°, a Milano per trovare il 47° iscritto si è scesi fino al 101° in graduatoria, a Siena al 45° con 19 posti disponibili, a Trieste è entrato il 34°, i posti erano 14. Tra crisi economica, franchising, turismo odontoiatrico, concorrenza possiamo dare loro torto? Oggi la certezza è che per molti anni un neo dentista svolgerà la professione da precario; meglio aspirare a un posto sicuro all’interno di un ospedale o di una Asl come medico.

GdO 2010; 3

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