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24 Febbraio 2015

Si laurea in Albania e chiede di iscriversi al 6° anno in Italia. L'ateneo non accoglie la richiesta ma il Tar impone di rivalutare la domanda


Il Senato Accademico nel marzo 2014 negava a A.V. neo laureato in odontoiatria all'Università Kristal di Tirana, università privata priva di convenzione con un ateneo italiano (come invece ha Nostra Signora del Buon Consiglio) di iscriversi al VI anno del Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria dell'Università degli Studi di Catanzaro.
La motivazione dell'ateneo italiano è che l'Università albanese non è pubblica, condizione necessaria secondo il regolarmente dell'Università di Catanzaro.

Contro questa decisione A.V. propone ricorso al Tar di Catanzaro "in quanto la decisione dell'Università di Catanzaro violerebbe il quadro normativo che riconoscerebbe il diritto", motivano gli avvocati del ricorrente, "in capo al soggetto che ha conseguito la laurea o altro diploma all'estero, di vedersi valutare tale titolo in un altro Paese. La valutazione, che dovrà essere effettuata in difetto di qualsiasi discriminazione che non riguardi la natura del titolo, potrà anche avere esito negativo, qualora l'Autorità competente ritenga che il richiedente non soddisfi i requisiti".

Tar che, con la sentenza pubblicata ieri 23 febbraio, accoglie il ricorso annullando la delibera del Senato Accademico ed "ordinando" di valutare la domanda di ammissione sulla base del percorso di studi effettuato senza considerare che l'Ateneo straniero non è pubblico.

Università italiana che, nel dicembre scorso a seguito della sentenza di sospensiva dello stesso Tar, aveva ammesso il ricorrente sub condicione al V anno del corso di laurea in odontoiatria e protesi dentaria, "con l'obbligo di sostenere gli esami mancanti al suo curriculum formativo".

Soddisfatti della decisione i legali del ricorrente, gli stessi che da tempo seguono i ricorsi di molti studenti non ammessi ai corsi di laurea italiani.
"Si tratta di una nuova affermazione del diritto all'istruzione e alla circolazione dei titoli di studio in tutta l'area europea, non solo comunitaria dunque, che si affianca alla battaglia condotta ormai da anni al fianco di migliaia di giovani costretti ad andare all'estero per studiare e a cui, persino al ritorno, viene negato il riconoscimento di anni di studio e impegno, che tutti gli altri Paesi stranieri invece promuovono a pieno titolo", dichiara all'Adnkronos Salute l'avv. Michele Bonetti

"Aver studiato in un'università privata all'estero, come la Kristal di Tirana - spiega sempre all'Agenzia l'avv Santi Delia - viene visto dagli atenei italiani con diffidenza, quasi negativamente: lo si considera un fattore escludente 'tout court' e, al di là del percorso del singolo, i titoli non vengono nemmeno valutati. Così ha fatto inizialmente l'ateneo della Magna Grecia, sulla base del Regolamento di ateneo sul riconoscimento dei titoli accademici ed abbreviazione del corso di studio. Ma il Tar è andato in senso opposto: a essere annullato non è stato solo un provvedimento di diniego rivolto a un singolo studente, ma l'intero regolamento accademico di riconoscimento dei titoli esteri".
Secondo i legali questa sentenza dovrebbe "permettere a molti studenti italiani, iscritti in Serbia o in Albania, di finire gli studi e laurearsi in Italia".

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