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12 Aprile 2010

L’Aquila: un ritorno alla normalità che passa anche per l’odontoiatra

di Norberto Maccagno


È successo un anno fa: il 6 aprile 2009 L’Aquila è stata colpita dal terremoto. E ora, a un anno dal sisma, gli abruzzesi fanno i conti con una ricostruzione difficile, inchieste giudiziarie e le difficoltà di riprendere una vita normale. In particolare quei 28mila aquilani che ancora oggi vivono negli alberghi della costa, in appartamenti in affitto temporaneo e a casa di parenti. In questa situazione parlare di odontoiatria potrebbe sembrare superfluo, ma non è così: che gli aquilani comincino a frequentare gli studi odontoiatrici è un segnale di ritorno alla normalità. Il settore dentale, fin dalle prime ore del dopo sisma, si è mobilitato per aiutare la popolazione. A prestare il loro supporto sono stati i colleghi da tutta Italia, ma anche coloro che hanno perso lo studio o il laboratorio odontotecnico. Con l’affievolirsi dell’emergenza, si è iniziato a smantellare le strutture e le iniziative che erano state messe in piedi per far fronte alle difficoltà del momento. Ma di questa solidarietà oggi rimangono ancora due realtà: lo studio odontoiatrico messo in piedi da Andi e il laboratorio odontotecnico di Antlo. Inaugurato il 12 settembre 2009, lo studio Andi è situato nella zona commerciale di L’Aquila e si compone di quattro unità operative attrezzate, un locale per la sterilizzazione, un piccolo laboratorio.
Sta per essere terminato poi un reparto per la sedo-analgesia che, grazie a un progetto della Fondazione Andi onlus, sarà a disposizione dei dentisti della zona che ne avessero bisogno. Nel centro, lavorano sette odontoiatri, che si alternano ogni due giorni e mezzo. “Il centro - spiega Umberto Cicciarelli, che ha seguito la realizzazione del progetto - ha permesso ai colleghi che hanno perso il loro studio di riprendere a lavorare. I pazienti affluiscono con regolarità e i dentisti, che in un primo tempo erano titubanti per il fatto di dover condividere con altri i locali, oggi sono molto contenti.” Il centro è stato realizzato anche grazie al contributo di alcune aziende del settore, che hanno donato attrezzature e materiali. I locali vengono offerti in comodato d’uso gratuito; i dentisti che li utilizzano si sono organizzati in cooperativa e provvedono a sostenere le spese di gestione.
Il laboratorio odontotecnico attivato dall’Antlo è stato inaugurato il 28 settembre dell’anno scorso. È allestito in un grande locale composto da sedici box adibiti a laboratori e un’area comune usata come sala gessi, reparto fusioni e centro nuove tecnologie Cad/Cam. Sono ventitré gli odontotecnici che lavorano nella struttura. “Subito dopo il sisma - spiega Gabriele Barbarossa, segretario culturale Antlo e coordinatore del progetto Laboratorio Apollonia solidale - abbiamo riunito i colleghi che avevano perso il loro laboratorio per capire come potevamo aiutarli. Poter tornare al più presto a lavorare è la cosa che più desideravano e così abbiamo cercato un locale che potesse ospitarli tutti e abbiamo cominciato a raccogliere fondi e attrezzature necessarie per realizzarlo.”
L’investimento che l’Antlo ha sostenuto per sistemare e attrezzare i locali è stato pari a 70mila euro ed è stato reso possibile grazie alle donazioni degli odontotecnici di tutta Italia e al contributo di associazioni, quali gli Amici di Brugg e l’Aiop. Per poter utilizzare la struttura, gli odontotecnici si sono consorziati e versano un contributo per le spese di centocinquanta euro mensili. Compatibilmente con la situazione, il lavoro non manca: dispositivi protesici vengono forniti anche fuori dai confini della provincia. Il problema più grosso è stato riuscire a convivere tutti insieme negli stessi locali, ma già oggi, dopo pochi mesi, i professionisti che hanno partecipato ci fanno sapere che l’esperienza è estremamente positiva e, anche potendo, non tornerebbero più da soli.

GdO 2010;5

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