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03 Maggio 2010

La salute orale degli europei

di Norberto Maccagno


In Europa i cittadini sono uniti. Almeno per quanto riguarda la salute orale, che risulta complessivamente soddisfacente. A fotografare lo stato di salute di bocca e denti dei cittadini europei è il report condotto da Eurobarometer, il sistema di ricerca della Commissione europea, finalizzato a conoscere gli atteggiamenti e le valutazioni dei cittadini su alcuni temi di interesse generale. Il report nasce dal Directorate-general Health and consumers, che ha avviato un programma di ricerca, l’European Global Oral Health Indicators Development, composto da un network di 32 istituzioni europee, ministeri della salute, organizzazioni professionali di categoria, coinvolte tra il 2005 e il 2009 nella raccolta dei dati. Il sondaggio è stato realizzato attraverso un questionario condotto tra il 2 ed il 19 ottobre 2009 nei 27 paesi della Ue, nei 3 paesi candidati (Macedonia, Croazia e Turchia) e nella comunità turca dell’isola di Cipro. I risultati sono stati suddivisi in 3 aree: un’analisi della salute orale - prendendo in considerazione anche i portatori di protesi; le abitudini alimentari per evidenziare con quale frequenza vengano assunti dolci o alimenti contenenti zuccheri e le abitudini degli europei in merito alle visite odontoiatriche. Sul fronte della salute orale la ricerca evidenza che una nutrita minoranza di europei hanno ancora tutti i denti (il 41%), il 32% almeno 20, il 12% da 10 a 19 elementi, il 6% da uno a 9 elementi, mentre solo il 7% degli europei sono edentuli. Cipro, Malta e Belgio sono i paesi con la più alta percentuale di cittadini (57%) con ancora tutti gli elementi dentali, mentre la Croazia ha la percentuale più bassa (26%). Buona la situazione degli italiani, ai primi posti con il 49%. Il 31% degli europei totalmente o parzialmente edentuli porta una protesi rimovibile; il 29% di questi ha la dentiera da almeno 10 anni. Gran Bretagna, Belgio e Polonia sono i paesi che maggiormente utilizzano protesi rimovibile, mentre la Svezia registra il tasso più basso (appena il 10%), seguita da Romania (14%), Ungheria e Italia (24%). Mettendo a confronto il numero dei portatori di protesi con lo stato dei denti mancanti si ha la conferma di quanto questo strumento sia un lusso per le popolazioni con redditi più bassi, come Romania e Ungheria, dove, nonostante il numero di cittadini con pochi denti naturali sia elevato, è molto basso il numero di chi se l’è potuto permettere.
In generale, il 43% di chi ha una dentiera la utilizza da meno di 4 anni, mentre il 29% dichiara di portarla da almeno 10 anni. Questa proporzione è particolarmente alta in Francia e Lussemburgo (48%), Danimarca (45%) e Belgio (42%). La maggioranza degli europei sostiene di non avere particolari problemi a causa dei propri denti: il 15% rivela di avere avuto problemi di masticazione nel corso dell’ultimo anno, il 16% ha avuto mal di denti, il 7% ha provato imbarazzo per lo stato della propria dentiera, ma solo il 4% ha dichiarato di aver ridotto le proprie attività sociali. Per quanto riguarda le abitudini alimentari, secondo il rapporto, gli europei sono un popolo di “ruminanti”, visto che il 30% ha dichiarato di mangiare o bere (anche in piccole quantità) almeno 6 volte al giorno, il 22% almeno 3, il 20% almeno 4. I danesi hanno dichiarato di mangiare e bere più di otto volte al giorno, mentre i cittadini romeni sono quelli che si controllano di più (3,5 volte al giorno). Gli italiani sono poco sotto la media (4,6 volte al giorno). Nove europei su 10 hanno dichiarato di consumare frutta fresca almeno una volta al giorno, circa un quinto degli intervistati dice di bere bevande gassate contenenti zuccheri o di mangiare biscotti o dolci, mentre solo una minoranza assume abitualmente dolci. Gli italiani si dimostrano abbastanza attenti nell’alimentazione: il 70% dichiara di mangiare regolarmente frutta, mentre solo l’11% assume alimenti con un alto tasso di zuccheri (14%) o soft drink, mentre siamo il secondo paese, dopo la Romania, per il più alto consumo (15%) di chewing gum con zucchero.
La maggioranza degli europei (88%) dichiara che in caso di necessità riesce a raggiungere un dentista da casa o dall’ufficio nel giro di 30 minuti. Tra gli italiani, ad avere questa caratteristica è il 79%. La quasi totalità (92%) degli europei si rivolge a un dentista o a una clinica, il 79% va da privati, mentre il 14% preferisce una struttura pubblica. Solo il 3% si rivolge al pronto soccorso e l’1% alle cliniche universitarie. I paesi in cui si sceglie prevalentemente lo studio odontoiatrico privato Francia, Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo, oltre alla Germania (99%) e all’Italia (92%). Il 31% degli inglesi e dei finlandesi e il 60% degli svedesi e polacchi sceglie il privato, nonostante nei loro paesi l’offerta pubblica di prestazioni odontoiatriche sia buona. In tutti i paesi europei la maggioranza (il 57%) ha dichiarato di essere andato dal dentista nell’ultimo anno e solo il 9% nei 5 anni precedenti. Le percentuali più alte si riscontrano nei paesi del Nord Europa (Olanda 83%, Danimarca 78%, Slovacchia 73%, Svezia 71%); è da tenere presente che in questi paesi è obbligatorio andare dal dentista ogni sei mesi per continuare a garantirsi la copertura dell’assicurazione medica per quanto riguarda le spese odontoiatriche. I paesi dell’Est sono quelli che hanno le percentuali più basse (Romania 34%, Ungheria 35%, Lituania 41%). L’Italia con il 52% è, insieme alla Francia, a metà della classifica, seguita dalla Spagna (43%), ma preceduta dalla Germania (77%). Dall’analisi socio-demografica dei dati, emerge che le donne vanno dal dentista più degli uomini (59% contro il 54%) e le persone di un’età compresa tra i 40 e i 54 anni sono quelle che hanno una maggiore frequenza di visita (60%).
Tra i fattori che frenano gli europei a farsi visitare c’è principalmente il fatto di essere convinti che la loro salute orale sia buona e di conseguenza di ritenere di non averne bisogno (questo per il 33% degli intervistati, che hanno dichiarato di non essere andato dal dentista nell’ultimo anno), la seconda motivazione è che sono edentuli, ma non portatori di protesi (16%), mentre la terza è il costo troppo alto (15%). Per il 50% di chi è andato dal dentista lo ha fatto per effettuare una visita di controllo, mentre un europeo su 5 dichiara di essersi rivolto al dentista per problemi urgenti. L’Olanda è il paese dove ci si reca più spesso dal dentista per una visita di controllo o per una seduta di igiene orale (79%), seguita a breve distanza da Gran Bretagna, Danimarca e Italia (67%). Le donne sono più propense degli uomini ad andare dal dentista per un controllo e per misure preventive, così come i giovani. Se la media di chi va dal dentista solo in caso di urgenza è pari al 17%, il dato sale al 37% tra coloro che hanno difficoltà nella masticazione e al 31% tra coloro che provano imbarazzo a causa dello stato dei loro denti solo perché sono forzati a farlo.

GdO 2010;7

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