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12 Luglio 2010

Il rispetto di proporzioni e tipicità è la regola d’oro degli interventi

di Chantal Sciuto


Gli occhi e la bocca sono le strutture più importanti e significative del volto perché contribuiscono a definirne l’espressione. La combinazione di alcuni tratti infantili (occhi più grandi, naso più piccolo, mento più tondo, bocca piccola) con tratti tipici della maturità (zigomi più alti, guance più scavate, labbra più carnose, fronte meno spaziosa, sopracciglia più alte e sottili, sorriso più largo e pupille più dilatate) viene percepita come indice di fertilità, salute, socievolezza e calore sessuale. Non a caso, le donne, nel truccarsi, enfatizzano proprio questa combinazione di “babyshness” e di maturità sessuale del loro volto: ombreggiano e correggono gli occhi per farli apparire più grandi, usano il collirio per dilatare le pupille, colorano le guance per far apparire gli zigomi più alti, mettono il fondotinta per coprire le imperfezioni della pelle e darle una colorazione più luminosa, applicano il rossetto per evidenziare le labbra e renderle più carnose.
Ma una parte fondamentale nel connotare il volto è il sorriso. Un bel sorriso, da solo, è in grado di illuminare e rivalutare anche un volto un po’ spento o poco attraente. Il sorriso è composto dai denti, dalle labbra e dalla loro mimica, ma mentre la dentatura è una componente esclusivamente statica, le labbra rappresentano contemporaneamente una componente statica e dinamica. Assumono quindi una particolare importanza perché devono risultare gradevoli con l’espressione sorridente e con il viso serio.
Ovviamente le labbra hanno una anatomia ben definita. Il labbro esterno è caratterizzato da una porzione cutanea (prolabio o filtro) e una porzione semimucosa (vermiglio). Le salienze che caratterizzano il labbro sono l’arco di cupido, le colonne filtrali del prolabio e i tubercoli labiali. Il labbro superiore è lievemente più lungo dell’inferiore e il volume di entrambi va diminuendo dalla porzione mediale alla laterale. La mucosa intraorale a ridosso del fornice gengivale presenta due frenuli, il superiore e l’inferiore. Il muscolo della bocca è l’orbicolaris oris e ha capacità sfinteriche. Sul labbro si inseriscono inoltre muscoli mimici che sono classificati in base alla loro funzione di elevazione o depressione del labbro.
Ma le labbra presentano connotazioni differenti a seconda che si tratti di uomini o donne.
Il labbro femminile ideale è caratterizzato da mucosa ben estroflessa e presente, turgida ma mai tesa. Il prolabio non deve essere lungo in misura tale da diminuire l’esposizione dei denti nel sorriso o corto a tal punto che, sorridendo, i denti possano esporsi eccessivamente o, peggio ancora, possano esporsi le gengive. Le salienze (arco di cupido e filtro) devono essere ben presenti, ma mai sopravanzare la mucosa (labbro a papera).
Il labbro maschile è più sottile di quello femminile, meno carnoso e le salienze sono meno marcate; la forma e il volume subiscono importanti modifiche in base alle etnie. Utilizzando termini tecnici, nella razza negroide il vermiglio e le colonne filtrali sono molto definite e il muscolo orbicolare molto rappresentato, tanto che si determina un volume labiale imponente. In quella indocinese e parimenti in quelle nordiche il labbro tende invece a essere sottile e il vermiglio poco evidente.
La bellezza delle labbra non è data solamente dal loro volume, ma anche dalla loro forma e dalle proporzioni che hanno tra loro e con i denti. Sei sono i criteri che gli artisti rinascimentali, primo tra tutti Leonardo da Vinci, usavano per dipingere un volto (proporzione aurea), cinque dei quali corrispondono ai canoni di bellezza ancora attuali. L’unico criterio che risulta inattuale è il rapporto naso-bocca. Nel Rinascimento, si preferiva una bocca meno piena (rapporto di 1,5 rispetto alla larghezza del naso), mentre adesso si preferisce il rapporto 1,6. I punti di attrazione del terzo superiore del viso sono occhi e zigomi, mentre le labbra sono il punto di attrazione del terzo inferiore e hanno come principali caratteristiche estetiche la pienezza e la definizione.
Labbra piene, turgide, ben definite danno l’idea di gioventù, sensualità e freschezza. Al contrario labbra sottili, cadenti e dal profilo mal definito creano un aspetto piatto e quasi senescente
Il trattamento medico-estetico rappresenta un punto cardine della correzione degli inestetismi del viso, accanto al ringiovanimento dei tessuti labiali e perilabiali dove l’uso di metodiche poco invasive permette risultati di grande effetto. Nel periodo dell’invecchiamento sono in gioco componenti intrinseche alla struttura anatomica labiale: perdita di volume e pienezza della mucosa, perdita di forma e definizione del bordo del vermiglio, assottigliamento e appiattimento e perdita della verticalità del labbro rosso. Ma anche componenti estrinseche caratterizzate da perdita di supporto osseo, dentale, adiposo e comparsa di rughe verticali, principalmente del labbro superiore.
L’approccio quindi di correzione estetica e di ringiovanimento agisce per:
• migliorare la forma;
• ripristinare il volume;
• preservare o ricreare l’arco di cupido;
• correggere il contorno, le pieghe naso-labiali e quelle della commissura.
Importante è anche la correzione delle rughe periorali verticali che, più di ogni altro segno, danno alle labbra un aspetto senescente. I rapporti armoniosi e di proporzione devono essere mantenuti anche dopo una correzione volumetrica con un filler.
Labbra corrette, senza rispettare questo rapporto, appaiono spesso eccessive e artefatte per un’abnorme enfatizzazione del labbro superiore.
L’associazione di più materiali e metodiche è per le labbra, come pure per il resto del viso, il mezzo migliore per ottenere un ringiovanimento globale non invasivo. Sia la correzione sia il ringiovanimento delle labbra si devono inserire armonicamente nel terzo inferiore del volto in rapporto ai restanti due terzi senza prescindere da una conoscenza approfondita del tipo di tessuto da trattare e dei materiali che si devono utilizzare.
Molti tra gli inestetismi del viso possono essere corretti impiantando nel derma o nel sottocutaneo prodotti di origine biologica o sintetica denominati “filler”. I filler hanno finalità terapeutiche simili ma differiscono molto tra loro per caratteristiche biologiche e chimico-fisiche.
Chantal Sciuto, responsabile area dermatologica del Villa Borghese Institute di Roma

GdO 2010; 11

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