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19 Luglio 2010

Progetto Perù, assistenza sulle cime delle Ande

di Giorgio Nannini


In Perù, in un paesino sperduto sulla Cordillera Blanca chiamato San Marcos, il paese delle magnoglie, capitarono casualmente due giovani odontoiatri italiani che decisero di attivare un centro di assistenza odontoiatrica con la collaborazione delle religiose dell’Ordine di Maria Bambina.
Era il 2003 e da allora è stato fatto moltissimo lavoro per cercare di contenere l’elevato tasso di patologia dento-parodontale locale (uno
dei più alti al mondo). Ora le condizioni socio-economiche della zona sono migliorate, grazie al lavoro nella miniera che offre alla popolazione possibilità di guadagno. Così, gli abitanti di San Marcos, oltre a comprarsi cellulare e televisione, hanno anche iniziato a curarsi i denti di propria iniziativa. Nell’ambulatorio odontoiatrico, gestito da Smom onlus, Solidarietà medico-odontoiatrica nel mondo, c’è un continuo flusso di pazienti: estrazioni, endodonzia, otturazioni, ma anche trattamenti ortodontici sono le esigenze terapeutiche a cui fa fronte quotidianamente Daniel Toro Villanueva, odontoiatra del posto. Questi sono solo alcuni dei risultati del progetto Perù: ce ne parla Giorgio Nannini, medico odontoiatra di Milano, oggi responsabile di questo progetto umanitario.
Le origini
Di iniziative di assistenza socio-sanitaria in Paesi a basso reddito ce ne sono tante, ma di molte se ne perdono le tracce. Comincerò a raccontare la storia del progetto Perù dalla fine, riportando uno stralcio del resoconto di Elena Ruggeri, ultima volontaria odontoiatra a lasciare la missione nel Natale dell’anno scorso. “Rispetto a un anno e mezzo fa San Marcos è molto cambiata: nuovi locali, nuovi ristoranti, un nuovo palazzo del Municipio, traffico di autoveicoli. Anche il costo della vita è decisamente aumentato: gli alimentari, gli affitti, le scarpe costano molto di più e questo significa che c’è più mercato. La causa di questa crescita, dicono, è come al solito la miniera. Il Comune, infatti, con i proventi dell’attività estrattiva, offre lavori saltuari a tantissimi cittadini... Ora gli abitanti del paese hanno messo via un po’ di denaro e, oltre a comprarsi cellulare e televisione, hanno iniziato a curarsi i denti. Nell’ambulatorio non ci sono più momenti senza pazienti: ne arrivano in continuazione, mattina e pomeriggio. La maggior parte per estrazioni, ma molti cominciano anche a richiedere otturazioni, soprattutto se si tratta dei denti centrali superiori; alcuni vogliono addirittura trattamenti ortodontici. Direi, che Daniel e Rosalia, il personale locale che gestisce lo studio, se la stanno cavando bene: lavorano molto e cominciano anche a fissare appuntamenti (che ovviamente, dall’una e dall’altra parte, fanno molta fatica a rispettare). Lo studio, se la situazione del paese rimane così, è ora in grado di autogestirsi…”
Ma nell’agosto del 2002, quando due alpinisti italiani partirono per scalare i mitici “seimila di ghiaccio”, la situazione a San Marcos, la missione cattolica sita a 3000 metri di altitudine, era molto diversa.
Quasi per caso, fra una scalata e l’altra, Rudi Cantagalli, odontoiatra, e l’amico Daniele Barale si spinsero al di là della Cordillera Blanca e trovarono ospitalità in questa piccola cittadina, estremamente povera, di circa 30mila abitanti, che è situata sul versante est della catena, presso la Casa delle Suore di Maria Bambina. Suor Concetta, allora madre superiora, non perse l’occasione che le si era presentata e chiese loro aiuto. L’idea di un intervento per tutelare e promuovere la salute orale nei ragazzi, in una regione con il più alto indice al mondo di patologia dento-parodontale, venne quasi da sé: Rudi decise di allestire negli ambienti della parrocchia uno studio, per curare i circa 5mila bambini della cittadina e del circondario. Fu così che nacque il progetto Perù, ma allora non aveva ancora un nome e nemmeno un programma preciso.
Tornati in Italia, l’iniziativa incontrò l’entusiasmo di altri giovani odontoiatri. Furono spediti riuniti e il necessario per interventi semplici e l’anno successivo fu organizzata una seconda spedizione. Questa volta il gruppo era più numeroso e più determinato: a Rudi Cantagalli si unirono anche Andrea Mohwinckel e Annalisa Benetti, entrambi odontoiatri, Andrea Avataneo, odontotecnico, e Giuseppe Carra, segretario. Il sogno però si infranse poco dopo, quando il 13 luglio, Rudi, Daniele e Andrea persero la vita sul Cervino. Furono allora gli amici a raccogliere il loro sogno: fondarono Smom onlus, Solidarietà medico-odontoiatrica nel mondo - di cui Pino La Corte è il presidente -, che divenne in seguito il punto di riferimento di molti altri progetti di solidarietà in ambito odontoiatrico.
I risultati
Dall’indagine epidemiologica effettuata nel 2003, era risultata evidente la necessità di interventi preventivi/curativi nei confronti soprattutto della popolazione scolare (5mila ragazzi). Il Dmft, l’indice di patologia odontoiatrica certificato Oms, era estremamente elevato: su 983 soggetti di età tra i 10 e i 34 anni il livello variava da 2,1 a 4,3 punti.
Fu allora inviato un odontoiatra bergamasco, Edoardo Mocchi, che rimase a San Marcos per 18 mesi e consentì l’inizio dell’attività lavorativa, con l’assunzione anche di personale locale: Daniel Toro Villanueva, odontoiatra, e l’assistente Rosalia Alvarado.
In accordo con le autorità scolastiche, ogni giorno veniva prelevata dalla scuola una classe e portata nello studio. Tra le cure effettuate, c’erano otturazioni, estrazioni e, a volte, endodonzia, ma potevano essere intraprese anche terapie più difficoltose. Fondamentale è stato anche il programma di prevenzione, con sigillature, lezione collettiva di igiene orale, distribuzione di volantini illustrativi e spazzolini. Anche gli adulti vennero compresi nel programma di assistenza.
Le prestazioni effettuate dal 2003 al 2007 sono state 23.273 per i bambini e 6.225 per gli adulti.
Si sono avvicendati per organizzare, istruire il personale e curare la popolazione molti volontari: odontoiatri, igienisti, assistenti o anche persone senza una qualifica precisa.
I risultati non mancarono: nel 2007 si riuscì a ridurre la prevalenza della patologia cariosa sulla popolazione scolastica e fu portata assistenza preventivo-terapeutica alla comunità; nella direzione di organizzare una struttura sanitaria efficiente e permanente in grado di auto-mantenersi e di dare assistenza a tutta la popolazione a costi adeguati si pensò di offrire un maggior supporto agli operatori locali. Fu così che dal 2005 ebbe inizio un programma di preparazione e approfondimento professionale, grazie al quale furono formati Daniel e Rosalia. Daniel venne anche invitato in Italia per uno stage di perfezionamento di un mese, di cui si fece carico Giorgio Pedretti di Lecco.
Un ulteriore rilancio arrivò grazie a un rifinanziamento nel 2007: ci si iniziò così a occupare di protesi e, attraverso il supporto di odontotecnici e odontoiatri esperti e all’invio di attrezzature di laboratorio, a proporre al pubblico un prodotto più completo.
Il progetto oggi
Grazie alla Compagnia mineraria antamina (di proprietà di una multinazionale canadese e in possesso di una concessione governativa per lo sfruttamento delle risorse della zona), la popolazione ha iniziato a lavorare e oggi c’è un po’ più di benessere. Ora i cittadini cominciano a richiedere le cure odontoiatriche e hanno qualche soldo per pagarsele. L’ambulatorio di Smom si è fatto trovare pronto di fronte a questa, un po’ inaspettata, richiesta.
Per il 2010 Smom continuerà a inviare volontari e assicurerà un contributo in denaro da destinare allo studio per le cure di coloro che, su indicazione delle religiose, non sono in grado di sostenere i costi delle terapie. Inoltre, Meta Mohwinckel, madre di uno degli odontoiatri deceduti e organizzatrice fin dall’inizio del progetto, continuerà a destinare borse di studio per i ragazzi che hanno attitudini per lo studio, ma scarse o nulle disponibilità economiche.
Presto il personale locale sarà in grado di autogestire il servizio sanitario odontoiatrico e noi ci faremo gradualmente in disparte, focalizzando l’attenzione sugli altri progetti che si stanno sviluppando in tutto il mondo.
La mia esperienza a San Marcos
In qualità di volontario e , in seguito, di responsabile del progetto, sono stato a San Marcos per due volte. È stata una esperienza ricca di emozioni che hanno sicuramente influito sulla mia personalità. L’aiuto sanitario offerto è stato ripagato generosamente dall’umanità della popolazione di San Marcos.
Molti sono gli episodi che ricordo, ma ne voglio citare uno in particolare. Al termine di una mattinata di lavoro vennero a richiedere il nostro intervento una coppia di anziani. Lo studio era in pausa, ma l’uomo, accompagnato dalla sorella, era molto sofferente. In condizioni di salute precaria, si muoveva a fatica. Veniva da molto lontano, aveva camminato fin dal mattino presto per arrivare al nostro studio prima della chiusura. Prolungammo la sessione di lavoro e, al termine della seduta, mi offrì alcune patate: le estrasse da un fardello che doveva essergli pesato molto durante quel lungo tragitto. Mi chiese di riposare un po’ sulla panca nel cortile dell’ambulatorio. Gli offrimmo un po’ di pane e formaggio, poi i due anziani ci salutarono e ripresero la strada di casa, dove dovevano arrivare prima dell’imbrunire.
Concludo con qualche considerazione: sono venuto a contatto con il progetto Perù in modo molto casuale e fortuito.
Partito per il Perù senza conoscere la storia del progetto e le sue vicende, mi sono trovato a gestirlo in veste di responsabile dal 2005. Un misterioso senso di appartenenza e di attrazione mi ha guidato in questo incarico durante questi anni e ora mi accorgo di essere stato custode e gestore, insieme a tante altre persone, del sogno di Rudy e Andrea, e soprattutto di avere assistito alla sua realizzazione. Rivolgo quindi un pensiero e un ringraziamento a tutti coloro che, numerosissimi, hanno partecipato, con donazioni e/o con una presenza costante o occasionale, a questo progetto che, sono sicuro, sarà di esempio per molti altri.

Giorgio Nannini, medico chirurgo odontoiatra, libero professionista a Milano

GdO 2010;7

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