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27 Settembre 2010

Il low-cost, tra scelta di vita e modello imprenditoriale

di Norberto Maccagno


Non si può parlare di odontoiatria low-cost senza cercare di capire che cosa si intenda con questo termine. La parola porta a pensare a voli aerei, a vacanze last minute, agli outlet con i prodotti delle grandi firme, a prezzi ribassati e, nel nostro settore, alle catene di studi spagnoli che però non si definiscono low-cost. Indubbiamente oggi con low-cost intendiamo tutto ciò che ha un prezzo basso, anche perché tale è la traduzione in italiano dell’espressione inglese. Andrea Cinosi, presidente di Assolowcost, l’associa­zione che rappresenta molte delle aziende di vari settori che si definiscono, appunto, low-cost (per fare qualche esempio, Decathlon, Ikea, due centri dentali e così via), ci bacchetta: “Il low-cost non è prezzo basso”. È più una filosofia, un nuovo modo di rendere più efficiente la produzione e la commercializzazione di beni e servizi. Per i pazienti è un nuovo modo di fare acquisti, più consapevole. “La filosofia produttiva low-cost - continua Cinosi - consente di ridurre i prezzi mantenendo elevato il livello di qualità funzionale dei prodotti e dei servizi forniti. Attenzione quindi a quale tipo di low-cost ci si riferisce. C’è quello di qualità, che offre prezzi concorrenziali grazie alla riorganizzazione aziendale, e quello low-price, che offre prodotti a basso prezzo, ma di scarsa qualità, perché è stato ridotto il costo della mano d’opera e della materia prima.” Assolowcost rappresenta le aziende che offrono il low-cost di qualità.
Le principali ottimizzazioni che caratterizzano la filosofia produttiva del low-cost, ci spiega Cinosi, rimandandoci al sito dell’associazione per ap­profondimenti, sono l’ado­zione di modelli di business innovativi, una migliore gestione dei processi produttivi, l’utilizzo del canale e-business per ridurre alcuni costi, un’efficiente gestione dei flussi informativi e un’altrettanto efficiente gestione della catena della fornitura. Ma Assolowcost vuole anche tutelare i cittadini e per questo svolge un lavoro di controllo delle aziende associate per verificare che le tariffe praticate siano veramente concorrenziali, e soprattutto siano il frutto di una reale politica di contenimento delle spese derivante da una riorganizzazione aziendale. La tutela del cittadino è uno degli scopi dell’associazione: una forma di autocontrollo a tutela dei consumatori. D’altra parte il mercato del low-cost ha attratto negli anni i cittadini e gli imprenditori, non solo nel settore dell’abbigliamento o dei viaggi, ma anche dei servizi professionali. Per quanto riguarda l’ambito odontoiatrico, Cinosi ammette che i dati sul fenomeno sono scarsi. Due le aziende associate: Amicodentista e Progetto Apollonia (di seguito le interviste ai loro rappresentanti, ndr).
“Nel mercato odontoiatrico - continua - l’esperienza delle gestioni low-cost di qualità è ancora agli inizi, ma di certo dà soddisfazioni. Il modello di business si fonda su vari elementi, quali la comunicazione trasparente sulle tariffe, la massima attenzione ai servizi verso i pazienti - in particolare per quanto riguarda le procedure di accesso e di prenotazione delle visite -, la scelta di puntare su alcune prestazioni, in modo da perseguire quelle economie di scala necessarie a contenere i costi totali, l’utilizzo di sistemi regolamentati per garantire buoni livelli di qualità e, soprattutto, l’individuazio­ne di procedure di acquisto di materiali e servizi per ridurre le spese.”
Alla domanda su che ruolo abbia la pubblicità, il presidente di Assolowcost ammette che è importante farsi conoscere, ma sostiene che anche le strutture odontoiatriche low-cost hanno bisogno del passaparola: un paziente soddisfatto porterà altri pazienti. Se siamo di fronte a un nuovo modo di intendere la produzione e il commercio o a una moda, solo il tempo saprà dirlo, certamente molto influirà il modo in cui le aziende che si definiscono low-cost si comporteranno nei confronti dei clienti, gli unici che potranno decretare il successo o la fine di questo modello di business.

Gdo 2010;12

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