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05 Ottobre 2010

Il punto di vista degli assistiti

di Norberto Maccagno


La prima conferma che arriva dalla ricerca conoscitiva condotta attraverso una società di sondaggi da Tiziano Caprara - dentista esperto di gestione dello studio odontoiatrico - è che il cittadino è favorevole (59,6% del campione) a vedere destinare una quota dello stipendio a un fondo che gli garantisca anche le cure odontoiatriche.
La ricerca, sviluppata nel marzo scorso e pubblicata sulla dispensa di gestione dello studio del dottor Caprara, ha cercato di analizzare il punto di vista del paziente sul tema dei fondi integrativi, attraverso una serie di interviste, portate avanti da una società di sondaggi, a cittadini italiani, ai quali è stato spiegato cosa fossero i fondi sanitari integrativi.
Tra i dati più interessanti, quello che indica come l’80,6% degli intervistati non ritiene che l’introduzione del fondo potrà aumentare la sua frequenza dal dentista, anche se, visto che i principali fondi offrono almeno una seduta di igiene professionale gratuita, non vedono motivi per cui non dovrebbero approfittarne.
Molte domande hanno cercato di indagare in che modo i cittadini gradirebbero scegliere il dentista.
Il 68,2% si fida di più nel rivolgersi a un professionista piuttosto che a una struttura convenzionata e l’86,9% preferirebbe ricevere una quota di rimborso dal fondo e scegliersi direttamente il professionista piuttosto che essere indirizzato dal fondo. Ma questa soluzione è oggi abbandonata perché non conveniente né per il gestore del fondo né per l’assistito. Infine, l’85,2% degli intervistati dichiara che non sarebbe disponibile ad aderire a un fondo che lo vincolasse nella scelta del dentista. Anche, in questo caso, il fatto che, oggi, questi fondi siano in prevalenza “pagati” dal datore di lavoro limita la scelta del singolo.
Nella ricerca manca, però, una domanda utile a capire il reale effetto che i fondi sanitari integrativi legati al contratto di lavoro - quelli che offrono limitate prestazioni odontoiatriche - potranno avere sul settore, con lo spostamento di pazienti dallo studio abituale a quello del dentista convenzionato.
Questa la domanda: “Se il dentista convenzionato a cui ti sei rivolto per effettuare le visita e la detartrasi annuale “offerta” dal fondo ti propone di realizzare una corona per ricostruire un dente compromesso, tu che cosa fai? La fai eseguire dal dentista convenzionato o ritorni dal tuo dentista di fiducia?”
Caprara ci dice che è una domanda difficile da spiegare all’intervistato per ottenere una risposta sufficientemente esaustiva, anche se questo è uno dei rischi dello sviluppo dei fondi sanitari integrativi. La stessa domanda l’abbiamo posta a chi si occupa, per un noto fondo integrativo, della convenzione con gli studi odontoiatrici.
Chiedendoci di rimanere anonimo, ci ha spiegato che la maggior parte dei pazienti si rivolge al vecchio dentista di fiducia, ritenendo quello convenzionato meno affidabile, forse proprio perché imposto dal fondo o perché la prestazione che ha ricevuto è percepita dal paziente come gratuita.

GdO 2010;13

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