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19 Novembre 2010

La nuova Ecm tra certezze, dubbi e polemiche

di Norberto Maccagno


Se con il primo forum Ecm, organizzato lo scorso anno a villa d’Erba di Cernobbio, sul lago di Como, il ministero della Salute ha voluto presentare il nuovo sistema per la formazione, con l’edizione appena conclusa il modello è stato calato nell’operatività, così da valutarne lo stato di fattibilità. “La formazione continua” ha spiegato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio “è uno strumento fondamentale, non solo per la qualificazione professionale degli operatori sanitari, ma anche per la crescita del Servizio sanitario nazionale. Per far funzionare al meglio la sanità, occorre effettuare una “manutenzione” del sistema, ma anche aggiornare e informare costantemente il personale su come il sistema stesso sta cambiando e sugli obiettivi che la sanità pubblica deve raggiungere. Si tratta di un processo dinamico che riguarda tutte le regioni, anche quelle cosiddette virtuose: anche chi ha una buona organizzazione, rischia di tornare indietro. Detto questo, dobbiamo lavorare per migliorare l’efficienza del sistema e arrivare a rendere omogenee le metodologie delle varie regioni”. Anche l’edizione di quest’anno, alla quale hanno partecipato oltre 1300 addetti ai lavori, è stata l’occasione per conoscere, ma soprattutto per capire come la Commissione nazionale per la Formazione continua intende applicare le regole, in particolare sull’accreditamento dei provider e sul ruolo degli Ordini e Collegi in tema di verifica del servizio effettuato agli iscritti. Ed è proprio su questi due punti che si sono concentrate molte delle relazioni. Per quanto riguarda l’accreditamento nazionale dei provider, continua la verifica da parte della Commissione delle domande, per coloro che vogliono organizzare sia eventi Fad (Formazione a distanza) sia eventi residenziali. È stato confermato che dal febbraio 2011 solo i provider accreditati con il nuovo sistema potranno organizzare eventi e rilasciare crediti Ecm, mentre per i provider accreditati con il vecchio sistema, fino a quella data, sarà ancora possibile organizzare eventi, ma secondo le nuove regole. Oltre quella scadenza però dovranno ottenere il nuovo accreditamento. A oggi sono 200 i provider accreditati con il nuovo metodo, ma entro febbraio, quando il vecchio sistema andrà definitivamente in pensione, saliranno a 1200, secondo le previsioni del direttore della Commissione Ecm, Maria Linetti. Sul sito dell’Agenas, agenas.it, è disponibile l’elenco dei provider accreditati e degli eventi formativi suddivisi per singola professione. Per quanto riguarda gli Ordini professionali e i Collegi è stato ribadito il loro ruolo centrale nell’attività di controllo e verifica della formazione degli iscritti attraverso il dossier formativo individuale che, come ci ha spigato Giovanni Leonardi, direttore del dipartimento Risorse umane e Professioni sanitarie del ministero della Salute, è uno strumento a disposizione del professionista per definire la propria formazione, e non un meccanismo di controllo. E proprio sul ruolo di Ordini e Collegi è nato un dibattito: da una parte gli Ordini (anche se non tutti) hanno lamentato l’impossibilità di verificare e certificare, per mancanza di strutture e personale, la formazione dei singoli iscritti (è stato ipotizzato che per verificare ogni dossier ci voglia almeno 45 minuti), dall’altra vorrebbero vedersi assegnare la possibilità di organizzare come provider eventi non legati all’etica, alle questioni legislative e alla deontologia, come oggi previsto, ma anche su altri temi. La Fad sembra oggi lo strumento indicato da tutti come quello ideale per aggiornarsi, in base a quanto dettato dal nuovo sistema Ecm. Ma anche il saper fare deve avere un posto determinante nel percorso formativo del discente. Ecco, quindi, nascere il doppio binario formativo: quello che coinvolge la Fad per la teoria e i corsi residenziali per la pratica. Per quanto riguarda i liberi professionisti ancora nessuna novità sul tema degli sgravi fiscali o altre agevolazioni che dovrebbero ridurre gli svantaggi nei confronti dei colleghi dipendenti del Ssn. Durante la sua relazione, il presidente Cao, Giuseppe Renzo, in qualità di coordinatore della sottocommissione Libera professione per l’Ecm, ha, come lo scorso anno, evidenziato le criticità del sistema per i liberi professionisti. “Per questi utenti” ha detto Renzo “non è cambiato nulla: continua a essere disatteso l’accordo Stato-Regioni del 2009. Tutti gli obiettivi sono calibrati per i collaboratori del Ssn e così è difficile trovare una armonizzazione. Inoltre, su 150 crediti che i professionisti devono reperire, solo 10 saranno erogati da istituzioni, mentre 140 da privati e questo significa mercificare l’Ecm. Gli Ordini poi devono avere un ruolo più centrale anche come provider”.
La nuova Ecm in pillole
La nuova Ecm nasce dal punto di vista legislativo con l’approvazione della Legge 244 del 24 dicembre 2007, ma è con l’approvazione dell’accordo Stato-Regioni del 5 novembre 2009 che entra definitivamente a regime, mandando in soffitta il vecchio sistema sperimentale. Rispetto al vecchio modello, le novità riguardano principalmente i provider, ovvero gli organizzatori di eventi che rilasciano, secondo le modalità previste, crediti Ecm. In particolare, non saranno più gli eventi a essere accreditati dal Ministero, ma i provider, ai quali sarà affidato il compito di rilasciare i crediti. A vigilare sulla loro attività, la Commissione Ecm e l’Agenas. I crediti saranno assegnati ai fruitori degli eventi solo dopo la verifica che, in caso di formazione residenziale, il discente abbia assistito ad almeno l’80% delle ore previste e, sia per questi corsi sia per la Fad, dopo il controllo delle risposte al questionario: quelle esatte non dovranno essere meno del 75%. Rispetto al vecchio impianto, tra le attività formative autorizzate a rilasciare crediti, oltre ai corsi e agli eventi residenziali viene introdotta la Formazione a distanza e la Formazione sul campo, che scaturisce dal contesto lavorativo e per questo deve essere attuata all’interno dell’attività quotidiana, al fine di garantire l’innalzamento della specifica professionalità. Altro obiettivo di questa impostazione, l’au­mento delle capacità di rapportarsi all’interno della propria organizzazione e il miglioramento delle competenze e della qualità e sicurezza dell’assistenza. Purtroppo, però, la Formazione sul campo non è stata ancora ben definita nelle sue modalità operative. Il numero di crediti che ogni professionista della sanità deve acquisire per il periodo 2008-2010 è pari a 150, vale a dire una media di 50 (minimo 25, massimo 75) per ogni anno. Per questo triennio, possono essere considerati, nel calcolo del totale, anche 60 crediti già acquisiti negli anni precedenti. Per il prossimo triennio, la Commissione indicherà il numero di crediti che dovrà essere acquisito, anche se con molta probabilità rimarrà lo stesso.
Il Dossier Formativo Individuale
La vera novità per i discenti sarà il dossier formativo individuale: questo rappresenta lo strumento per documentare e verificare l’aggiornamento del professionista e permette di superare i vincoli degli obiettivi formativi, lasciando al discente la libertà di individuare il percorso che più si adatta alle sue esigenze. “Il dossier formativo” ha spiegato Luigi Conte, coordinatore della quarta sezione della Commissione nazionale Ecm “è uno strumento di programmazione, di rendicontazione e di verifica; un “luogo fisico” dove progettare un percorso di sviluppo. Il dossier formativo deve far sì che il processo non sia estemporaneo, ma organizzato e pianificato, contemperando le specificità individuali e professionali con il contesto e gli interessi generali finalizzati all’assistenza. Queste componenti devono essere integrate nella predisposizione su base triennale, la cui coerenza e adeguatezza può essere valutata per i liberi professionisti da Ordini, Collegi e Associazioni professionali.” La valutazione del singolo dossier formativo, chiarisce Conte, deve avvenire, presso gli Ordini, i Collegi o, per le categorie sprovviste, le Associazioni professionali. Il dossier individuale verrà creato dal singolo professionista solo on-line sul sito del Cogeaps (Consorzio gestione anagrafica delle professioni sanitarie), uno degli organismi che vigileranno sulla formazione continua. A oggi la sezione non è ancora attiva ma lo sarà, stando a quanto dichiarato dalla Commissione Ecm, entro fine novembre. Il dossier formativo si compone di quattro specifiche sezioni.
Sezione anagrafica: vengono inseriti i dati dell’operatore con il proprio profilo professionale, collocazione lavorativa e curriculum.
Sezione programmazione: viene inserito il fabbisogno formativo individuale definiti in rapporto al profilo delle competenze dell’operatore ritenute indispensabili per ancorare le conseguenti e coerenti attività formative.
Sezione realizzazione-evidenza: vengono inserite le evidenze relative all’attività di formazione effettuata (documentazione, crediti, tipologie di attività) e alle altre attività considerate rilevanti (docenza tutoraggio, ricerca).
Sezione valutazione: è la valutazione periodica effettuata dal singolo professionista e dall’Ordine.
Per la creazione del dossier formativo l’utente dovrà quindi indicare il percorso formativo che soddisfi il profilo professionale e le caratteristiche della propria attività; annualmente effettuerà una auto-valutazione dell’efficacia del percorso seguito - percorso che alla fine dei tre anni sarà valutato dall’Ordine di appartenenza.
Sulla base di quanto indicato, il dossier formativo diventa quindi anche uno strumento di controllo a disposizione degli Ordini che possono verificare l’osservanza del dettato deontologico dell’iscritto; ma tutti, Ordine e Ministero compreso, hanno più volte chiarito che il dossier non è uno strumento di verifica per sanzionare l’iscritto. La Commissione nazionale, pur riconoscendo l’autonomia del singolo professionista, al fine di garantire un equilibrato sviluppo dell’educazione continua, auspica che l’acquisizione dei crediti formativi Ecm si realizzi con la seguente distribuzione:
• 40% in competenze tecnico specialiste;
• 20% in competenze generali sanitarie;
• 20% in competenze relazionali e comunicative;
• 20% in competenze organizzativo gestionali, situazionali e di ruolo.
Non è considerata formazione accreditabile, precisa la Commissione, i corsi di marketing o con contenuti che fanno riferimento a conoscenze in materia fiscale o proprie di attività commerciali.

GdO 2010;15

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