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09 Settembre 2015

Nella giornata dei test gli studenti contestano il numero chiuso: colpo al diritto allo studio


Presidi e manifestazioni di protesta in tutta Italia. A organizzarle in occasione dei test di ammissione alle facoltà di Medicina ed Odontoiatria presso tutti i principali poli universitari del paese l'Unione degli Universitari e la Rete degli Studenti medi "per rivendicare il diritto all'accesso libero e difendere l'università pubblica".

Nel mirino degli organizzatori il numero chiuso per l'accesso a Medicina e Odontoiatria che sarebbe da abolire visto che rappresenta "un problema per i giovani e per il Servizio sanitario nazionale". "Dalla nostra indagine sui dati ministeriali e degli Atenei, emerge chiaramente - sottolinea Gianluca Scuccimarra, coordinatore dell'Unione degli Universitari - che i corsi a numero chiuso, nazionale o locale, continuano a crescere. Ormai quasi la metà dei corsi di laurea di tutta Italia sono ad accesso programmato, ma nel frattempo le nostre Università perdono migliaia di iscritti ogni anno. È un paradosso tutto italiano: perdiamo iscritti e immatricolati di continuo, e invece di cercare di recuperarli, allarghiamo il numero chiuso e impediamo il libero accesso ai corsi. E questo in barba agli obiettivi europei di aumentare il numero dei giovani laureati fino al 40%, quando siamo fermi al 20%".

E che il numero chiuso non piaccia ai ragazzi lo conferma un sondaggio lanciato dal Corriere dell'Università, cui hanno risposto più di 4.000 studenti. Solo il 14% degli intervistati si è espresso a favore del numero chiuso, per regolare l'accesso all'Università. Per uno studente su due tra quelli interpellati, il sistema ideale sarebbe quello alla francese, già proposto con scarso successo dal ministro Giannini nei mesi scorsi: tutti dentro e selezione solo alla fine del primo anno. Non solo. La metà degli intervistati dice basta ai quiz a risposta multipla.

E proprio sui quiz punta il dito anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che nel suo messaggio di augurio ai candidati al test sottolinea "vanno avanti i più fortunati e, tra gli esclusi, i più ricchi, quelli le cui famiglie possono spendere decine di migliaia di euro in tutoraggi e Università estere. Troppi meritevoli rimarranno fuori per sfortuna» incalza Zaia "e questa è la negazione del diritto allo studio universale".

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