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01 Dicembre 2010

La scomparsa di Carlo De Chiesa


Il Presidente onorario degli Amici di Brugg si è spento domenica 24 ottobre 2010 nella natia Saluzzo. Alla sua figura legata la modernizzazione dell’associazione di Biaggi e Castagnola, la creazione dello spazio vitale che ha consentito l’attuale egemonia culturale e tecnologica.
Con Carlo De Chiesa, maestro internazionale di protesi e gnatologia, caposcuola di clinica pratica, la cui esistenza si è consumata dopo ottantasei anni nella natia Saluzzo domenica 24 ottobre 2010, è scomparso il presidente onorario degli Amici di Brugg, lo storico secondo Presidente per un lungo decennio a cavallo fra gli anni Ottanta e Novanta. Meno formalmente: il padre fondatore della modernizzazione, colui che ha fornito all’associazione con realismo e lucidità le chiavi per consolidare la fantastica carica utopistica degli anni “pionieristici” di Augusto Biaggi e Luigi Castagnola. Creandole identità e spazio vitale, rendendo possibile il salto tecnologico e culturalmente egemone delle presidenze contemporanee.
Spirito, aperto e concreto, insignito nel 1999 del Premio intitolato ad Augusto Biaggi – il massimo riconoscimento associativo alle opere e al merito – unico nell’anno esaurendo nella sua persona i requisiti abitualmente richiesti alla figura di un clinico e di un odontotecnico, Carlo De Chiesa assunse la presidenza associativa nel maggio del 1989 caratterizzandola fortemente in senso manageriale. Rese permanente e a tempo pieno la segreteria associativa, volle che “Odontoiatria”, l’organo di stampa, si trasformasse in rivista graficamente moderna, assumendo un deciso taglio giornalistico piuttosto che del bollettino informativo. Ma soprattutto rese Rimini quel grande Congresso moderno, punto di riferimento tecnologico-culturale di cui il settore può tuttora disporre.
L’ACCORDO CON UNIDI
“Ognuno deve fare bene il proprio mestiere”
Vi contribuirono iniziative grandi e piccole, come la limitazione dei lavori al sabato, l’istituzione di un Corso gratuito sempre più prestigioso il giovedì, non a caso spesso curato dalla Scuola di Saluzzo; l’uso frequente della multimedialità televisiva come mezzo didattico di formidabile efficacia (e futuro); un programma legato alla semplicità della pratica quotidiana ma spesso sviluppato con il contributo delle figure più eminenti della scienza e delle tecnica odontostomatologica mondiale.
Vi contribuisce enormemente l’accordo con gli industriali del dentale di Unidi, al quale si legano non solo le fortune di Rimini ma dello stesso sviluppo dell’Associazione per i decenni a venire. La collaborazione globale con il mondo della produzione, della distribuzione e del commercio odontoiatrico riguarda l’organizzazione e la sponsorizzazione della mostra di Rimini collaterale al grande Congresso scientifico associativo.
Lo firmano Carlo De Chiesa e Giancarlo Pescarmona per gli Amici di Brugg; Stefano Stancari, Luciano Ogna per le aziende di Unidi ed Ettore Bongiorni per i commercianti di Ancad. “Fu un patto che volli a tutti i costi – amava ribadire De Chiesa -. Ero convinto allora, e lo sono tutt’oggi che ognuno deve fare bene il proprio mestiere. Noi da quel momento non avremmo dovuto più occuparci di organizzare la mostra, potevamo dedicarci in tutta serenità al Congresso, alla Rivista, alla solidarietà, insomma a tutta la serie di nostre iniziative culturali e umanitarie. In questo senso Unidi ci ha aiutato molto”.
“Allora gli unici che facevano cultura erano gli Amici di Brugg – è l’opinione dall’altra parte del tavolo -. La mostra poteva costituire davvero un corollario conseguente alla costante ricerca della qualità. E infatti l’accordo è andato nella direzione migliore, sono intervenute la confidenza, la fiducia reciproca e nel tempo la certezza della buona volontà da ambo le parti”.
Quella che si avvia con il 32° Congresso, aggiungiamo con il senno di poi, si è rivelata come una collaborazione leale e trasparente, forse il più compiuto esempio di sinergia fra comparti che l’odontoiatria nazionale possa vantare.
SUL PALCOSCENICO INTERNAZIONALE
Ruvido, concreto, aperto alla cultura del suo tempo, Carlo De Chiesa è stato un esponente di primissimo piano del dentale nazionale anche fuori dai confini domestici. E’ stato per due mandati presidente dell’Accademia Gnatologica Europea e questo gli è valso l’amicizia con Peter K. Thomas. Da lui a Petralis, Malloy, Giannelly e alla Boston University; i grandi nordici come il professor Lekholm di Goteborg; fra gli italiani gli inarrivabili Mario Martignoni, Giorgio Vogel e poi Fuzzi, Vanini e via dicendo, senza dimenticare i maestri che già sono in casa, come Toffenetti, Perrini, Robello... Lui, figlio di titolare di laboratorio, è fra i primi relatori italiani, insieme a Giancarlo Pescarmona, ad essere invitato a parlare oltre Oceano dal palco prestigioso delle Società scientifiche dell’American Dental Association, a frequentare i Congressi del Midwinter Meeting della Chicago Dental Society. Anche, perché no?, scrive Armando Vergnano, con epilogo turistico alle Bahamas “dove ci si ritrova in una dimensione più congeniale a tutti, persino a personalità della serietà e del rigore di Carlo De Chiesa e Giancarlo Pescarmona!...”.
NELLA MITICA SALUZZO
con Giancarlo Pescarmona il dottor Pescarmona Carlo De Chiesa l’ha conosciuto all’Università di Ginevra, precisamente in quella centenaria Ecole de Medecine Dentaire in cui il professionista per cui gli esami non finiscono mai (non può che essere Pescarmona) sta perfezionando i propri studi con la specializzazione. Congratulazioni e simpatia immediata “a pelle” (fra l’altro i due si scoprono conterranei: Pescarmona è della vicina Paesana). Nei pressi (Losanna) c’è anche Augusto Biaggi. La triangolazione si chiude, così come lo studio genovese del dottor Pescarmona; anche lui torna “fra le sue montagne”, affianca ai piedi del Monviso Carlo De Chiesa. Nasce la Scuola di Saluzzo al mitico indirizzo di via della Resistenza.
Fin dal 1958 vi si sono trasferiti i Corsi di Brugg, quando per Biaggi e Castagnola si era fatto troppo gravoso sostenerli. Insieme ai titolari, troviamo Riccardo Garberoglio e poi quanti faranno grande l’odontotecnica italiana, da Pier Giorgio Bozzo a Sergio Barale, ai fratelli Garotti. Fin che potrà darà una mano lo stesso Biaggi portando a 8-10 corsisti a settimana le potenzialità della Scuola con un’area di insegnamento che copre tutta l’odontoiatria pratica, ad eccezione di ortodonzia e parodontologia.
E’ uno splendido quindicennio, una vera e propria epoca d’oro per Saluzzo, un cenacolo di studio divenuto punto di riferimento culturale “per chi intende vivere pienamente la professione, coniugandola con l’umanesimo e l’amicizia”.
DAL CENACOLO ALLE DIMOSTRAZIONI IN TV
La squadra si estende e i mezzi si potenziano con l’avvento della televisione a circuito chiuso di Salvatore Bellocco (è l’inizio di una efficacissima collaborazione che dura tuttora a livello nazionale).
Il clima è goliardico, spontaneo e impegnato. Nascono tante nuove amicizie che si consolidano con i corsi annuali di Conservativa (Pescarmona-De Caroli), di protesi fissa (De Chiesa) e protesi totale (Vergnano), parodontologia (Tinti-Vincenzi). Prendono corpo i corsi più specifici di parodontologia con Petralis, di gnatologia con P .K. Thomas e con l'impegno di Cesare Robello, si prepara l'eccellenza con Vernetti (per orificazioni) e Tucker (intarsi in oro).
Il taglio didattico diviene più complesso e assume (con lo studio-3 di via della Resistenza nel 1988) lo schema di piccola scuola ben strutturato; la sala clinica di ripresa televisiva, la sala proiezione per corsi di 50 persone, il laboratorio con 22 posti di lavoro su manichino per le esercitazioni simulate e dimostrazione in diretta da telecamera.
Giuseppe De Caroli e Cesare Robello fanno i tutor aiutati da Alberto e Franco De Chiesa. Si inseriscono nel programma anche i Corsi di Ortodonzia con Claudio Lanteri. E’ insomma “una bella squadra che segue una regola semplicissima: illustrare e dimostrare ciò che si fa tutti i giorni. Che era poi l’insegnamento-cardine nello studio di Brugg – racconta Giancarlo Pescarmona -. Proprio quelle stesse necessità che dopo il 1995, con una proposta formativa dilatatisi a dismisura in tutta la penisola, con l’implantologia che sovverte e trasforma tanti concetti, con gli anni che passano anche per noi, hanno indotto il nostro sole a calare oltre l’orizzonte”.
ROBELLO
A quella Scuola abbiamo imparato a lavorare in squadra. Ma tuttora vivissimo nella memoria di quanti ne hanno fatto un’esperienza unica di vita. Come Cesare Robello, consigliere degli Amici di Brugg, past presidente dell’Accademia Italiana di Conservativa. “Nel mio caso è durata ventiquattro anni. A Saluzzo avevo quotidianamente occasioni di ascoltare e di vedere all’opera i maestri, il dottor De Chiesa e il dottor Pescarmona. Li accompagnavo nel giro di relazioni che tenevano in tutta Italia; ascoltavo le loro presentazioni, le stesse che in studio vedevo preparare; ascoltavo le domande dei corsisti e le risposte date. Ma non solo: anche in viaggio spesso e molto volentieri si parlava di denti e anche qui ascoltavo, in una sorta di lezione privata.
“Ho vissuto all’ombra del Monviso una total immersion odontoiatrica; erano riusciti a trasferirmi un tale entusiasmo che mi sorbivo senza fatica un intero fiume di nozioni. Molto presto diventai relatore anch’io e l’entusiasmo era alimentato anche dal confronto con i numerosi colleghi che frequentavano settimanalmente lo studio.
“Poi, con i miei ‘primi’ cinquant’anni è giunto il momento di rimettermi in discussione, ma a Saluzzo sono certo di aver lasciato un ambiente fantastico. Là fra l’altro ho imparato a lavorare in squadra e a mio avviso è un fatto importante: la nostra professione è molto più difficile se esercitata da soli”.
IORIO
Per l’ultima volta insieme alla ribalta di Rimini
“Ho visto Carlo de Chiesa – è il ricordo del presidente degli Amici di Brugg, Mario Iorio - l’ultima volta a luglio. Le sue condizioni di salute non gli avevano permesso di venire a Rimini e allora abbiamo pensato di fare un Consiglio a Saluzzo, in modo da ritrovarci con lui la sera a cena. Eravamo in tanti intorno a quella tavola, tutti lì per il piacere di stare insieme a lui e con lo stesso piacere gli abbiamo proiettato e regalato il dvd intitolato ‘a Carlo’ con gli amici ed i ricordi più significativi della sua vita professionale, preparato per l’occasione da Salvatore Bellocco.
“Mi è rimasto il ricordo del Carlo di sempre, di quello che avevo conosciuto più di trent’anni prima: di un uomo sereno, schietto, sincero, sempre pronto a sorridere alla vita, con quell’ironia che dispensava a tutti, a lui per primo. E ricordo con tenerezza che mi chiedeva informazioni su cosa stavamo facendo e soprattutto come; con il desiderio di avere da me la conferma che gli Amici di Brugg fossero rimasti uguali a quelli di ieri: quelli che lui ci aveva affidato”.
L’ultima sua apparizione sul palco di Rimini – il proscenio di ogni risvolto storico degli Amici di Brugg – risale al 2008 ed è del tutto fortuita: è il dottor Iorio a prenderlo sotto braccio insieme a Mario Fonzar e a convincerlo a salire ancora una volta come centinaia di altre sul palco. Impresa non facile: perché se Carlo de Chiesa ha avuto “il privilegio di appartenere al primo gruppo di Amici che si è riunito a Milano il 15 maggio del 1958, che ha percorso tutte le tappe prima da allievo, poi da insegnante con l’esperienza accumulata in tanti anni che dà la forza interiore per guidare l’intera vita professionale”. Bene, “tutto questo si riassume in una gratitudine senza fine nei riguardi di Augusto Biaggi”, ma induce anche a mettersi da parte, “a saper quando è il momento di fare un passo indietro e dare le dimissioni in maniera perfetta, anche se lo statuto non te le richiede”.
Un “distacco” che viene confermato e ancor più apprezzato attraverso la testimonianza del suo diretto successore, Fabio Toffenetti: “La perdita è grande, in lui per molti anni sono stati identificati l’erede diretto di Biaggi e Castagnola e la stessa associazione degli Amici di Brugg. Di certo è stato l'ultimo della vecchia guardia dei fedelissimi di Biaggi, del gruppo storico degli amici e dei tradizionali relatori dell'associazione dal suo nascere”.
TOFFENETTI
Grazie per la fiducia. Grazie per l’amicizia e... la diplomazia
“Al di là della commozione e delle tristezze del momento – prosegue il dottor Toffenetti – lo voglio ricordare attraverso due fatti che hanno segnato l'inizio e la fine del mio mandato: il primo, la sua telefonata per propormi la candidatura a Presidente, seguita poi a cose avvenute dal suo totale e voluto distacco, teso a non ostacolare o importunare il nostro lavoro, segno quindi non di disinteresse, ma di totale fiducia.
“Il secondo, il suo intervento nel difficile momento dell'assemblea di due anni fa, dove con poche efficaci parole e facendo votare all'assemblea un mandato speciale per un anno a me ed al Consiglio, ci ha permesso di portare a termine la ristrutturazione dell'associazione che avevamo tanto faticosamente realizzato. Un capolavoro di lucida e brillante diplomazia, che nello spirito di amicizia non ha urtato nessuno, ma ha riaffermato la sua fiducia nel nostro lavoro, questa volta ‘a posteriori’".
CHIURAZZI
Barra a dritta in dieci anni carismatici, eccezionali, di svolte epocali
Tante cose sarebbero ancora da dire, tanti tratti ancora da disegnare prima di consegnare all’eternità la figura di Carlo De Chiesa. Non mancheranno, crediamo, altre occasioni agli Amici di Brugg per farlo. Qui un intervento è però ancora di rigore ed è quello del dottor Arturo Chiurazzi, responsabile oggi della comunicazione e dei rapporti con la stampa degli Amici di Brugg, ma all’epoca della presidenza De Chiesa segretario generale di Unidi e nello stesso tempo grande amico degli Amici di Brugg. Quindi prezioso trait d’union fra i due organismi in un momento magico dei loro rapporti.
La sua testimonianza è particolarmente lucida: “I dieci anni di presidenza del dottor De Chiesa sono un mandato molto lungo, certo costituiscono un indice sicuro della fermezza, delle capacità e del carisma di cui egli ha saputo dar prova. Ma "questi" dieci anni diventano addirittura eccezionali se consideriamo che sono stati ricchissimi di avvenimenti. Tutta l'odontoiatria italiana ha compiuto una svolta epocale. Oggi si stenta a riconoscere un settore, che appena poco più di un decennio fa, in assenza di punti di riferimento istituzionali, trovava negli organismi categoriali, nei cenacoli odontoiatrici sorti attorno alle personalità di maggior spicco i propri naturali centri di aggregazione.
“I mutamenti sono venuti soprattutto sul versante della formazione e dell'associazionismo; insieme all'istituzione del Corso di laurea ed alla sua rapida crescita in termini qualitativi e quantitativi, le occasioni di approfondimento professionale e culturale si sono moltiplicate e diversificate.
“Questi sono gli anni in cui maggiormente emergono le Società scientifiche in risposta ad una pressante domanda di cultura specialistica. Questa è la stagione del crescente apprezzamento della nostra comunità scientifica su scala internazionale e dell'espansione industriale verso i grandi mercati mondiali. In questo quadro, essere riusciti a mantenere vivo e vitale l'interesse, lo spazio, la necessità stessa di un'associazione come quella degli Amici di Brugg è merito di indubbio rispetto. Un’impresa di grande merito sulla quale il presidente De Chiesa ha lasciato un'impronta difficilmente eguagliabile”

Fonte: Amici di Brugg

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