02 Settembre 2016

Come prevenire il contenzioso odontoiatrico. Attenzione a non trascurare la privacy: il consiglio dell’esperto

Intervista a... Silvia Stefanelli

Norberto Maccagno

Il problema della medicina difensiva è da tempo all’attenzione anche del legislatore, specialmente per via delle sue implicazioni economiche per il servizio odontoiatrico pubblico.

Alcune norme approvate, per esempio la Legge Balduzzi, e altre in procinto di applicazione stanno tentando di tutelare meglio l’odontoiatra e il medico senza penalizzare il paziente.

Per quanto riguarda l’odontoiatria i dati non indicano un incremento delle “liti”, anche se la possibile contestazione è sempre in agguato, “soprattutto se l’odontoiatra trascura l’aspetto della comunicazione e del dialogo con il proprio paziente” come afferma l’avvocato Silvia Stefanelli, esperta di diritto sanitario in Bologna, che abbiamo intervistato.

Il rapporto medico-paziente sta cambiando. Sta cambiando anche il contenzioso odontoiatrico?

Indubbiamente il mercato odontoiatrico è fortemente cambiato negli ultimi dieci anni e tale cambiamento ha inciso anche sul contenzioso. Il paziente ha meno disponibilità economica e più offerta di mercato (spesso senza avere la possibilità di cogliere le differenze sotto il profilo clinico).

Il paziente, quindi, tende a confrontare diversi preventivi prima di scegliere: a quel punto ha un’aspettativa molto elevata circa il risultato (peraltro non di rado “appoggiata” dallo stesso odontoiatra) che, ove non soddisfatta o non gestita sotto il profilo della relazione soggettiva tra le parti, può sfociare in conflitto.

Credo che oggi il rischio di conflitto esista per tutti i professionisti: va messo in conto come un qualsiasi rischio d’impresa.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.2016.07.02



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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