10 Febbraio 2017

Distanza

Editoriale

Giovanni Lodi

"La salute orale è multidimensionale e include le capacità di parlare, sorridere, sentire gli odori e i sapori, toccare, masticare e trasmettere una gamma di emozioni attraverso l'espressione del viso, con sicurezza e senza dolore, fastidio e malattie del complesso craniofacciale."

È questa la nuova definizione di salute orale approvata lo scorso settembre dalla FDI World Dental Federation, l'associazione che raccoglie più di un milione di odontoiatri da oltre 130 Paesi. Nel documento approvato dall'assemblea generale si aggiunge che la salute orale è determinante fondamentale del benessere e della qualità di vita.

L'intento credo sia di farci cambiare punto di osservazione sulla salute orale, definendola non tanto in termini di assenza di malattia ma come capacità di esercitare una serie di funzioni appartenenti alle sfere fisiologiche e psicosociali, indispensabili al benessere della persona. Indispensabili. Pochi giorni fa il ministro della Salute ha annunciato i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) ovvero le prestazioni sanitarie garantite a tutti i cittadini. La notizia è ottima, perché da troppo tempo si era resa necessaria una revisione, e perché le anticipazioni sui contenuti fanno ben sperare: maggiore prevenzione, in particolare più vaccini, maggiore attenzione a diverse malattie croniche e rare, maggiore innovazione tecnologica, nuovi trattamenti. Tutte modifiche che sembrano essere migliorative.

Non proprio tutte a dire la verità. In tema di salute orale, almeno per quando è dato di sapere al momento, è prevista la riduzione di un'offerta già limitata e comunque riservata a categorie di particolare fragilità medica e sociale. Perché in Italia la salute orale non è un diritto universale.

Sono ben consapevole che il sistema non sia neppure lontanamente in grado di offrire tutti i trattamenti odontoiatrici a tutti i cittadini. E neanche mi interessa puntare il dito contro la politica, la compagnia è decisamente affollata per i miei gusti. È però troppa la distanza tra una definizione che indica la salute orale come indispensabile al benessere dell'individuo e una realtà per cui essa rimane privilegio di chi vuole e può permettersela. E se soluzioni semplici non ce ne possono essere, potremmo accontentarci di una riflessone seria.

Buona lettura

Prof. Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.02.2017.01



 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi