03 Aprile 2017

Apnee ostruttive del sonno, l’approccio ortodontico nella multidisciplinarietà

Intervista a... Antonella Polimeni

Arturo Zenorini

La sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) ha assunto una rilevanza clinica sempre più evidente, tanto che oggi l’approccio a questa patologia è decisamente multidisciplinare, essendo coinvolte specialità quali la pneumologia, la cardiologia, l’otorinolaringologia, la chirurgia maxillo-facciale, l’odontoiatria e in particolare l’ortodonzia.

Tra le personalità di spicco in questo settore è la professoressa Antonella Polimeni, che nel febbraio 2015 ha pubblicato per il Ministero della Salute le Linee guida nazionali per la prevenzione e il trattamento odontoiatrico della sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) e nell’aprile 2016 un documento analogo per l'età evolutiva.

Professoressa Polimeni, può ricordare le caratteristiche fondamentali dell'OSAS?
È un disturbo respiratorio del sonno caratterizzato da episodi ripetuti di completa (apnea) o parziale (ipopnea) ostruzione delle vie aeree superiori, con riduzioni dei valori della saturazione d’ossigeno arteriosa e possibile aumento dell’anidride carbonica ematica. Le ripetute apnee e ipopnee determinano uno sforzo respiratorio con possibili variazioni della frequenza cardiaca e aumento dei valori della pressione arteriosa, sia sistemica sia polmonare. Il sonno può risultare frammentato da parziali risvegli di cui il paziente non è consapevole, per cui l’apnea non permette di raggiungere il sonno profondo ristoratore e causa sonnolenza diurna. Tutti questi fattori influiscono molto sulla qualità di vita del paziente e sono destinati a evolvere verso quadri clinici più gravi, con maggiore possibilità di comparsa di patologie cardiovascolari.

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doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.04.2017.03




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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