06 Ottobre 2017

Alla vostra salute

Editoriale

Giovanni Lodi

Allergie da contatto e dermatiti, infezioni di diversa gravità e modalità di trasmissione, intossicazioni da metalli e sostanze organiche, disturbi dell'udito e della vista, tunnel carpale, traumi, tagli e scottature, disturbi piscologici che nei casi più gravi possono portare al burnout e al suicidio e, infine, svariati problemi muscolo-scheletrici.

I solutori più abili lo avranno già capito: quelle elencate sono alcune delle malattie professionali che possono colpire un odontoiatra. Alcune fortunatamente non sono molto frequenti, mentre altre interessano una fetta importante di chi quotidianamente lavora chinato su un paziente, prime tra tutte le malattie muscolo-scheletriche che colpiscono dal 60 al 90% degli odontoiatri.

La mia impressione è che se ne sappia e se ne parli troppo poco: non ho mai sentito affrontare l'argomento in 25 anni di congressi nazionali e internazionali. La letteratura in merito è frammentaria e per lo più si limita a indagare la frequenza del problema e a giudicare dalla sterminata offerta di corsi sembrerebbe che la fresatura dell'ultimo modello di impianto sia di maggiore interesse rispetto alla spina dorsale di chi l'impianto lo inserisce. Inoltre, non mi risulta che nel curriculum dei nostri corsi di laurea esista un corso, o anche solo un modulo, sulle malattie professionali (ma sarei felice di essere smentito).

Leggete con attenzione l'intervista che pubblichiamo su questo numero. Tre colleghi ci parlano di ingranditori e di microscopi operatori. I tre formano un gruppo ben assortito per esperienza e competenze cliniche, e forse proprio per questo ci offrono un punto di vista originale su strumenti che, pensati per migliorare i nostri trattamenti e quindi la salute del paziente, potrebbero in realtà dimostrarsi alleati preziosi soprattutto per il nostro apparato muscolo-scheletrico.

Secondo una recente revisione pubblicata su Lancet, il banale mal di schiena determina una minore capacità di produrre ricchezza, è il principale motivo di pensionamento prematuro legato alla salute e ha un impatto sulla perdita di lavoro che neanche cardiopatie, diabete, ipertensione, malattie respiratorie e asma messi insieme hanno.

Fate un po' voi.

Buona lettura

Prof. Giovanni Lodi, Direttore Scientifico Dental Cadmos

doi: https://doi.org/10.19256/d.cadmos.08.2017.01


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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